Articolo del segretario generale del sindacato ad Augusta: “Il principio su cui si basa e i pericoli connessi sono gli stessi di un rigassificatore”
La Civetta di Minerva, 10 giugno 2016
Prendiamo atto che il porto di Augusta, per nulla smarrito dalle pesanti recenti inchieste che lo hanno avvolto in fitte nubi, continua ad attirare interessi vari. La propulsione a gas per navi, traghetti e persino unità da diporto è considerata dagli operatori del settore marittimo come la strada da seguire, nell’immediato futuro, per risolvere i problemi ambientali e di costi legati ai carburanti tradizionali. È questo il messaggio lanciato dal workshop organizzato da Conferenza GNL in collaborazione al Circolo Ufficiali della Marina Militare di Augusta. Alla presenza di istituzioni, imprese, operatori, esperti del settore e media è stato fatto il punto sulle eccellenti prospettive che il Gnl (gas naturale liquefatto), combustibile green del futuro, offre non solo per il porto di Augusta e per l’economia del mare siciliana, ma per l’intera economia dell’isola e, in prospettiva, del Paese.
Entro il 31 dicembre 2025 gli stati membri dovrebbero avere un numero adeguato di punti di rifornimento nei porti per consentire la navigazione interna e marittima su tutta la rete centrale Ten-T. Si è chiaramente affermato che esistono già le condizioni per lavorare in questo senso: c’è il mercato, c’è l’interesse, ci sono pure gli investitori, ciò di cui si registra l’assenza riguarda gli impianti per avere il prodotto liquido a terra. Quale soluzione migliore del territorio di Augusta?
Il messaggio pressante viene posto evidenziando la dimensione del recupero e tutela dell’ambiente. E’ evidente che tale progetto non parte da una indispensabile valutazione che guarda le reali condizioni di forte crisi in cui versano coloro che operano all’interno del porto, che certamente non hanno nemmeno pensato di affrontare e risolvere il problema del mare “caldo”, poiché non sono nelle condizioni di farlo. L’impressione di chi dall’esterno tenta di farsi un’idea è che i benefici dell’impianto in questione siano modesti rispetto ai rischi potenziali e alle condizioni esistenti.
La storia si ripete. Proprio quando il porto commerciale sembra avvolto da un torpore straordinario, forze armate, gruppi politici, aziende di navigazione e “gruppi dell’energia” decidono di unire le loro forze per insediare a ridosso della più grande area industriale petrolchimica d’Europa un pericoloso impianto di ricezione e stoccaggio e rigassificazione del GNL (gas naturale liquefatto). Anche se i relatori del convegno hanno rassicurato che non si tratterebbe di rigassificatore, in considerazioni delle quantità stoccate, non sfugge a nessuno che il principio su cui si basa tale infrastruttura e, quindi i pericoli connessi, sono i medesimi.
In queste settimane abbiamo anche assistito a coloro che, per affermare l’utilità di tale progetto per la tutela e lo sviluppo del nostro territorio, si appellavano ai molti pareri tecnici positivi alla realizzazione dell’opera. Si possono fare previsioni teoriche e sofisticate simulazioni con modelli matematici, rimane tuttavia la mancanza di una consolidata esperienza su quel tipo di impianto; il principio di precauzione suggerirebbe allora di effettuare le prime sperimentazioni in zone franche!
La CGIL ritiene che il parere tecnico su molte caratteristiche è inevitabilmente soggetto a margini di incertezza e, anche se corredato da indicazioni di merito, si limita, eventualmente, a fornire un’idea di plausibili scenari. L’intreccio delle varie sfere è evidente: geografica, produttiva, ambientale e sociale. Una seria analisi richiederebbe la verifica della coerenza tra obiettivi e strumenti. La questione è molto delicata e pretenderebbe una riflessione collettiva molto approfondita. Tutto ciò che si fa in quest’area impone una attenta e straordinaria analisi perché le condizioni generali del territorio sono particolari e uniche!
Queste notizie si apprendono improvvisamente! Non è facile reperire dati, atti, studi tali da far emergere trasparenza che, se è una questione di democrazia, soprattutto perché consente di definire in modo chiaro le responsabilità, amplierebbe la partecipazione contribuendo alla qualità del processo decisionale. Nonostante tutto ciò che il passato, anche recente, ci ha riservato nell’ambito di un potenziale sviluppo del territorio, vediamo ancor oggi coloro che vogliono difendere, ad ogni costo, i propri interessi, non resistendo alla tentazione di mascherare i loro progetti con false illusioni di tutela dell’ambiente e rilancio del territorio per il bene della comunità.
La CGIL di Augusta ritiene che il territorio non possa ancora essere tormentato da affari di potenti che hanno tutt’altri interessi piuttosto che la tutela dell’ambiente e lo sviluppo del territorio. Si auspica che qualunque progetto di sviluppo passi da un confronto con le parti sociali perché venga inquadrato in una cornice che comprenda le condizioni reali del territorio sotto l’egida del governo nazionale. La strada maestra che i governi nazionale e regionale devono seguire si deve poggiare su una valutazione sociale integrata nel territorio che attende la risoluzione di tante vertenze tra cui emerge con forza la svendita di Versalis, controllata dall’Eni, dal cui esito dipende davvero il futuro complessivo di tutta l’area.
In ragione della delicatezza della questione, la CGIL di Augusta terrà alta l’attenzione sul merito e chiederà l’intervento pronto dei vari livelli di governo al fine di creare un percorso funzionale di sviluppo del territorio di Augusta che, per le sue specificità, anche alla luce dei rinnovati interessi, rappresenta un crocevia produttivo dell’intero paese Italia.

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