Augusta. Dopo i commissari, ancora sospetti su amministratori

Espropriazione terreni in zona Faro Santa Croce, l’azione del Comune non può essere condizionata dagli interessi di assessori. Oltre le invettive in Consiglio, molte chiacchiere tra i cittadini

 

La Civetta di Minerva, 27 maggio 2016

Come i nostri lettori ricorderanno, nel numero precedente del giornale abbiamo riferito di una polemica sviluppatasi tra l’opposizione e la maggioranza in ordine al piano triennale delle opere pubbliche varato dalla giunta grillina e in particolare sulle polemiche scaturite per la mancata previsione del completamento dei lavori di sistemazione del piazzale del faro e dell’allargamento della strada che ne consente l’accesso.

Nella nota riferivamo sui sospetti che, a mezza bocca, venivano avanzati  sul ruolo e sulla forza politica dell’attuale vice sindaco poiché, in entrambi i casi, le opere prevederebbero operazioni di esproprio di quote di terreno di sua proprietà. Le insinuazioni sul motivo dell’abbandono dei due progetti, ormai quasi completati da un punto di vista delle procedure e – almeno per uno di essi, anche con le opere -, si concentravano sul fatto che dall’insediamento della nuova amministrazione nessun atto sarebbe stato posto in essere per chiudere la vicenda.

Ciò sarebbe confermato dal contenuto di una nota del quarto settore del Comune (nota del 14 maggio 2015 prot 28717 avente oggetto: “progetto definitivo per la qualificazione urbana dell’area sita in località faro S. Croce da destinare a parcheggio pubblico in variante al PRG. Richiesta avvio procedura accesso forzoso…”), con la quale si richiede al 2° settore, al Segretario e all’amministrazione di avviare urgentemente la procedura ai sensi dell’art. 391 del codice di procedura penale (dato il comportamento sostanzialmente in opposizione del proprietario) al fine di dar corso alla pratica.

Il Consiglio Comunale, svoltosi  lunedì 16 e proseguito fino alle prime ore del giorno successivo, è stato monopolizzato dalla vicenda. I toni sono stati accesi, minacce di querela sono state sparse a piene mani per strozzare il dibattito e le contrapposizioni e messaggi avvelenati si sono rincorsi l’un l’altro, come chiunque può constatare visionando il filmato sulla seduta all’indirizzo internet: https://www.comunediaugusta.it/diretta a partire da 4 ore dopo l’inizio della seduta.

Chi avrà la pazienza di seguire il dibattito, al di là delle considerazioni tecnico giuridiche, vere o presunte, ad di là delle inesattezze e delle amenità dichiarate, capirà che di fatto la questione è stata ridotta alla seguente contrapposizione: da una parte, quella dell’opposizione che proponeva di dar corso alla acquisizione delle aree oggetto della querelle, proseguendo nell’azione amministrativa messa in campo dal Comune fin dal 2012, dall’altra quella della maggioranza, che rilevava in tale atteggiamento un atto persecutorio verso il vice sindaco e contro l’Amministrazione (?) che andava impedita. La “discussione” si è conclusa con l’approvazione di una mozione presentata dall’opposizione e trasformata a colpi di emendamenti dalla maggioranza.

Così il giorno dopo le contrapposizioni sono continuate a colpi di comunicati, che riportiamo estrapolandoli dal sito di un giornale locale on line: il gruppo consiliare del M5s rivendica che la mozione di indirizzo, così come approvata, impegnerebbe comunque l’Amministrazione a trovare, dopo decenni, la soluzione definitiva per usufruire delle zone del Faro Santa Croce, prevedendo comunque un’area di sosta stagionale da giugno a settembre, mantenendo il divieto di sosta sulle piazze, nel rispetto del codice della strada, e “trovando una soluzione definitiva attraverso l’espropriazione di terreni in zona Faro Santa Croceˮ accusando che la mozione presentata dalla minoranza “così come scritta era inammissibile, in quanto non presentava un mero indirizzo politico ma introduceva delle specificità che potrebbero prefigurare degli interessi personali e non poteva, quindi, essere discussa in Consiglioˮ. Ribadendo l’accusa di voler “colpire l’Amministrazione attraverso il Vicesindaco utilizzando biecamente una problematica tanto sentita in cittàˮ, con un “atteggiamento di totale chiusura e strenua contrapposizioneˮ, finalizzata “solo a far cadere l’Amministrazioneˮ, anche “attraverso la sistematica campagna di disinformazione messa in attoˮ.

Dall’altra parte l’opposizione risponde che si è in presenza diuna maggioranza che a parole si dichiara contro ogni privilegio” e che “nei fatti cancella a suon di emendamenti ogni riferimento che potrebbe ledere gli interessi personali del proprio Vicesindacoˮ. E che utilizza “regolamenti e sentenze travisati e continuamente sventolati in Aula” per “mettersi di traverso piuttosto che spianare la strada verso la risoluzione di qualsiasi problemaˮ, con “l’insopportabile abitudine di addossare colpe, inadempienze e responsabilità a Dirigenti, Uffici e dipendentiˮ.

La vicenda per come si è sviluppata ha dell’incredibile e pensiamo che sicuramente sarà oggetto di indagine da parte della Magistratura in special modo perché, uscendo da una lunga gestione commissariale per presunte infiltrazioni mafiose che avrebbero condizionato la vita del comune, sarebbe veramente clamoroso che, una volta reinserita la gestione da parte delle forze politiche, la vita del comune fosse condizionata da interessi privati addirittura di amministratori in carica.

Evidentemente la storia non ha insegnato nulla.

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