La termocombustione “è il metodo più costoso per lo smaltimento”. Ecco i prezzi per tonnellata. I sistemi meccanico-biologici, d’inertizzazione, il compostaggio delle biomasse, la fermentazione anaerobica e la bio-ossidazione costano meno e non sono rischiosi
La Civetta di Minerva, 13 maggio 2016
Intanto partiamo dai costi. Come afferma l’illustre scienziato prof. Federico Valerio: “In base a documenti dell’Unione Europea, l’incenerimento è il metodo più costoso per smaltire rifiuti”.
In Austria, l’incenerimento di una tonnellata di rifiuti da parte del termocombustore di Vienna, quello che si dice sia nel centro della città e che è stato affidato alle cure estetiche di un fantasioso architetto, costa ben 148 Euro. In Danimarca “termovalorizzare” i rifiuti nell’impianto di Copenhagen costa 97 euro a tonnellata. In Germania costa un po’ meno: 88 euro per tonnellata, ma, sempre in Germania, oggi sono operativi 64 impianti per il trattamento meccanico biologico (MBT) con una capacità di trattamento di 6,1 milione di tonnellate all’anno.
Nel 2000 la capacità di trattamento meccanico biologico in Germania era di 1 milione di tonnellate, quindi vi è stato un incremento notevolissimo; evidentemente sono sistemi efficaci e per questo la Germania sta puntando sul sistema MBT.
Il successo dei sistemi meccanico-biologici, rispetto agli inceneritori, sta in un’economia di scala più piccola, nei costi più ridotti, nei tempi di realizzazione e di ammortamento degli investimenti, nell’estrema flessibilità in grado di adattarsi alle direttive dell’UE che riguardano le priorità sulla gestione dei rifiuti e cioè riduzione, riuso e riciclo. I sistemi d’inertizzazione biologica sono inoltre la risposta giusta al problema della produzione di odori sgradevoli da una parte dei nostri scarti biodegradabili, che nel complesso, rappresentano il 60% dei nostri scarti. Un ulteriore 30% è costituito da vetro, metalli ed inerti e solo il 10-15% da plastiche non biodegradabili, ma che è più conveniente riusare e riciclare, piuttosto che “termodistruggere” (Fonte: Ministero dell’Ambiente Tedesco). Ed ancora, per comparare i costi, il compostaggio delle biomasse e la fermentazione anaerobica con produzione di biogas costano decisamente molto meno (in confronto ai termobruciatori), rispettivamente 50 e 65 euro per tonnellata. La torba costa 70 euro al metro cubo, il compost solo 10 Euro al metro cubo.
Più economica della termovalorizzazione è anche la bio-ossidazione con messa a discarica degli scarti stabilizzati e compressi, il cui costo medio in Europa si attesta su 75 euro a tonnellata. Queste metodologie di smaltimento dei rifiuti evitano i pericoli degli inceneritori e della combustione caldo e cioè la produzione di rifiuti tossici (le cosiddette ceneri volanti, ossia tutto quello che rimane nei filtri dopo la depurazione dei fumi degli inceneritori, che contengono alte concentrazioni, metalli pesanti, diossine, furani, idrocarburi policiclici). Tra l’altro il trasporto di tali rifiuti tossici costa una bella cifra: per lo stoccaggio di ogni tonnellata di ceneri volanti gli austriaci pagano 363 euro e i tedeschi 255 euro e le quantità di questi rifiuti tossici, prodotti da mega-inceneritori come quello di Brescia (700.000 tonnellate all’anno) è tutt’altro che trascurabile, in quanto pari a circa il 5% della quantità dei rifiuti termovalorizzati; ciò significa che l’inceneritore di Brescia ha una produzione di rifiuti tossici, sotto forma di ceneri leggere, pari a 35.000 tonnellate l’anno. Lo smaltimento dei rifiuti solidi e liquidi prodotti da un inceneritore o termobruciatore incide non poco sui suoi costi di gestione (circa il 20 %) e altrettanto cari sono i costi di gestione e di ammortamento degli impianti di trattamento fumi. Anche in Italia termovalorizzare rifiuti è una scelta che si paga a caro prezzo: mediamente, 90 euro a tonnellata. Ma a Perugia la Cecchini & Co. dal 1980 fa funzionare un sistema che differenzia automaticamente e vi sono molte realtà in Italia dove col metodo della riduzione, raccolta differenziata spinta, riciclo e compostaggio si evita di inviare nelle discariche (spesso gestite da organizzazioni criminali) percentuali molto alte, dal 60% e perfino al 95%, di rifiuti. Se molti Comuni in tutta l’Italia ci riescono perché non dovrebbero riuscirci anche gli altri? In realtà, in particolare in Sicilia, abbiamo l’impressione che si vuole arrivare ad una crisi totale dello smaltimento dei rifiuti per poter poi adottare il sistema dell’incenerimento.

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