Zaccagnini: “Siracusa non è New York, l’omofobia qui è subdola”

La psicoterapeuta: “Si capisce parlando con docenti e studenti”. “Bambini e genitori, il discorso è solo culturale. Finora chi è andato contro i bambini è chi ha fatto togliere la stepchild adoption da questa proposta di legge”

 

 La Civetta di Minerva, 1 aprile 2016

Nel convegno, organizzato dall’Associazione Arcigay in collaborazione con l’associazione Altra Psicologia, dal titolo “Dritti verso i diritti: il ddl Cirinnà sulle unioni civili” è intervenuta anche la psicologa-psicoterapeuta Maria Vittoria Zaccagnini. Le abbiamo fatto qualche domanda.

Il consigliere Salvo Sorbello, durante il convegno, ha detto che se qualcuno gli avesse chiesto, quando è nato, se avesse voluto nascere da una mamma o un papà, oppure nascere da un utero sconosciuto di una donna che non avrebbe visto mai più, oppure avere due mamma o due papà, lui sicuramente avrebbe detto da una mamma e da un papà. Lei cosa pensa di questo?

“Ho portato 76 studi di ricerca sul discorso della stepchild adoption prodotti dal 1978 al 2015 in cui viene dimostrato che quello della mamma e del papà non è un bisogno naturale ma un bisogno culturale. Anch’io, con la testa di adesso, avrei scelto di nascere da una mamma e da un papà, ma dalla mia mamma e dal mio papà perché culturalmente conosco loro e non posso immaginarmi figlia di altre persone. Io penso che avremmo dovuto fare questa domanda a un bimbo che è nato ed è stato abbandonato. La differenza tra una mamma e un papà è che la mamma ha nove mesi per capire che sta diventando mamma mentre il papà lo capisce quando prende il bimbo per la prima volta in braccio. Il discorso non è biologico ma culturale: fino a 50 anni fa si cresceva nelle cascine con famiglie allargate, costituite da zii, nonni, cugini”.

Quali possono essere le ripercussioni sulla psiche dei bambini?

“Le ricerche dicono che i figli non vedono il genitore sessualizzato, perché il bambino non deve sapere niente sul sesso dei genitori fino ad una certa età, proprio perché non ha le strutture mentali per capire. L’unico stress psicologico che i bambini di coppie gay o lesbiche possono avere è quello del <<minority stress>>, cioè dello stress dovuto alle persone che stanno loro intorno e li vedono come diversi. Quindi è un discorso culturale in quanto i bambini delle coppie omosessuali vengono trattati in maniera diversa: se al bambino non glielo facciamo vedere noi che è sbagliato, il bambino non lo sa”

La formazione sociale specifica, cosi come concepita, può essere discriminante dal punto di vista psicologico per le coppie omosessuali?

“Questa legge ha costretto gli italiani a togliersi il velo del perbenismo e a mostrarsi o bigotti o aperti. Il peso psicologico di quello che fa questa legge è fortissimo; infatti si crea una differenza che ha ripercussioni psicologiche quando si dice a delle persone che possono unirsi in una formazione sociale specifica ma non sposarsi, oppure quando si dice che si può vivere con una persona e non essere fedele. Il discorso della fedeltà non è una sciocchezza perché è profondamente offensivo pensare che in un rapporto si possa poter fare ciò che pare: tutto ciò perché si dà per scontato che gli omosessuali siano soggetti sessuocentrati ed instabili affettivamente. Per la salute psicologica non va bene dire ad una persona che è diversa e lo Stato dovrebbe prendersi cura della salute di tutti i cittadini”.

Come si vive la questione della omosessualità a Siracusa?

“Oggi l’omosessualità è accettata anche se ci sono ancora in giro tante persone che non hanno compreso bene chi siano gli omosessuali o, in generale, le persone lgbt. Al registro delle unioni civili si sono iscritte poche persone proprio per il pregiudizio: Siracusa purtroppo non è New York. L’omofobia a Siracusa è molto subdola e ciò si comprende parlando con i docenti e gli studenti. Se, per esempio, due ragazze si spalleggiano e stanno assieme come amiche già vengono additate come lesbiche. E’ difficile far passare il messaggio che l’omosessualità è una variante della personalità umana e non si tratta di una malattia”.

E’ un diritto avere un figlio per un omosessuale?

“Anch’io ritengo che avere figli non sia un diritto. Oggi si sta confondendo il concetto di diritto con il concetto di bisogno: la genitorialità è un istinto innato nell’essere umano e questo bisogno non scompare quando si ama una persona dello stesso sesso: l’orologio biologico scatta sia per l’eterosessuale sia per l’omosessuale. Nessuno vuole andare contro i diritti dei bambini: finora chi è andato contro i bambini è chi ha fatto togliere la stepchild adoption da questa proposta di legge”.

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