Scongiurato dai sindacati il maldestro tentativo. Paolo Italia (Flc Cgil): “E’ dovuta per legge dagli enti locali. Il servizio igienico sanitario può essere assolto dai volontari, però con compensi aggiuntivi”
Errori su errori nella nostra Sicilia: dalle riforme incompiute alle leggi mai applicate. Questa volta tocca all’Ufficio scolastico regionale che, con una circolare sull’assistenza di base agli alunni con disabilità – Corsi di formazione per collaboratori scolastici, tentava di attribuire responsabilità sull’assistenza igienico-personale degli allievi in situazione di handicap ai collaboratori scolastici. Avevamo parlato un mese fa con il dott Franco Sciuto, neuropsichiatra infantile e difensore dei diritti dei bambini, della mancata assistenza igienico personale a Siracusa per i 20 minori delle scuole della primaria e secondaria di primo grado che nessuno vuole assistere e con genitori che devono correre ad aiutare i figli in precarie condizioni.
A Siracusa il servizio non viene erogato da ben due anni e l’assessora Scorpo ha assicurato che si sta lavorando tra le maglie del bilancio per trovare i fondi del prossimo anno scolastico. Ma ovviamente il servizio riguarda anche il segmento delle secondarie di secondo grado. L’USR, attraverso una circolare regionale diramata qualche giorno fa, era caduta in un errore colossale: da un lato sottolineava che la legge regionale del 5-11-2004 art. 22 affida agli enti locali il servizio igienico-sanitario perché essenziale, obbligatorio e non derogabile ma, data l’attuale difficoltà in cui versano le amministrazioni, aveva chiesto ai dirigenti delle scuole siciliane di inoltrare i nominativi di tre collaboratori scolastici (secondo il criterio della minore età anagrafica) che, usufruendo di specifica posizione economica, potessero partecipare ad una attività formativa finalizzata all’assistenza igienica degli alunni in situazione di handicap. Come dire: visto che gli EE. LL non hanno i soldi, se ne occupino le scuole.
Ma le sigle sindacali unitarie, con in testa la Flc Cgil, a Palermo hanno immediatamente mostrato, nell’incontro con gli uffici regionali, che l’attuazione della circolare era giuridicamente infondata. “Una nota confusa e confusionaria – ci spiega Paolo Italia, segretario provinciale Flc Cgil di Siracusa – proprio perché richiama la legge 15 del 5 novembre 2004, nella quale è scritto che il servizio di assistenza igienico-personale deve essere assicurato dagli EE. LL., e qui invece si tenta di scaricare le responsabilità sulle istituzioni scolastiche”. Scelta che le organizzazioni sindacali non hanno accettato.
La Flc ha chiesto la revoca immediata di una circolare inapplicabile in Sicilia e l’Usr ha raccolto le istanze che a breve porteranno alla diffusione di un’altra nota correttiva. “Le organizzazioni sindacali regionali firmatarie del contratto di lavoro del comparto scuola – aggiunge Italia – unitariamente hanno espresso contrarietà perchè in tal modo si intendevano accelerare i processi di aggiornamento del personale collaboratore scolastico solo al fine di realizzare un’azione di supplenza rispetto alle responsabilità individuate dalla legge regionale. Il campo dell’assistenza igienico-sanitaria è di pertinenza degli EE.LL. e non si può certo pensare di andare avanti a circolari che peraltro non rispettano le leggi”.
L’inghippo sul quale è caduto l’Usr è quello di considerare l’assistenza igienico sanitaria mansione del Collaboratore Scolastico. In verità, tra i compiti Ata vi è l’assistenza di base agli alunni diversamente abili (art. 47 del CCNL Scuola 2006-2009) ma per assistenza alla persona non si intende la pulizia dei bambini o cambiare il pannolino all’allievo disabile in quanto l’Ata non ha una formazione in tal senso.
L’unico modo che hanno le scuole per ovviare al problema è che lo stesso collaboratore, dietro compenso aggiuntivo, dia disponibilità ad assolvere la funzione stessa. “Si ricordi – aggiunge il segretario Flc Cgil – che la scelta dell’Ata deve essere volontaria e l’Usr non può pensare, in barba alla legge vigente, di risolvere il tutto e svincolare le amministrazioni responsabili caricando sui lavoratori una funzione delicatissima verso la quale non ci si può avvicinare con inesperienza o senza conoscenze chiare. Dunque il personale dovrà essere selezionato solo previa disponibilità su base volontaria per la delicatezza e la peculiarità di tali funzioni verso gli allievi diversamente abili, che in Sicilia sono oltre 23.000, di cui 12.000 circa in condizione di gravità”.
In merito poi il problema è stato proprio sollevato dalla Flc Cgil di Siracusa, attentissima al tema igienico-sanitario per gli allievi e alle esigenze dei lavoratori, che magari continuano a espletare funzioni che non vengono retribuite e che peraltro non competono loro. E l’Usr ha dovuto prendere atto dell’errore dinanzi alle sollecitazioni immediate delle sigle sindacali e ammettere che l’interpretazione della legge non può essere arbitraria per nessuno…tanto più per gli organi competenti.

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