Chiesta la revoca del trust delle Frontino in Svizzera

Il legale della Sicep, impresa non saldata per i lavori fatti, ha ricostruito l’intreccio societario della famiglia. Intanto, per riavere il credito, si prospetta un sequestro conservativo sulle somme (2,8 milioni di euro) che il Comune secondo sentenza del CGA deve versare all’Open Land

 

Una piramide societaria. Una rete fittissima di società, l’una all’altra collegate, con un comune denominatore: l’effettiva proprietà in capo alla famiglia Frontino. Una trama complessa in cui l’avvocato Sebastiano Leone è andato a cercare il bandolo della matassa per tutelare gli interessi, i diritti di un suo cliente. Il diritto ad essere pagato integralmente per il lavoro svolto.

Lo scenario è sempre il centro commerciale Open Land e la richiesta dell’avvocato è di un sequestro conservativo sulle somme che il Comune è stato condannato dal CGA, con discutibile sentenza, a versare all’Open Land. 2.837.200 per causato ritardo nei lavori! La richiesta dell’avvocato è motivata dall’aver accertato che la RGD srl, facente parte del gruppo Frontino, che il 10 dicembre aveva dato in sub appalto alla Sicep spa “la fornitura e posa in opera a secco di strutture prefabbricate in cemento armato e precompresso”, per la costruzione del centro commerciale di viale Epipoli, non risulta più iscritta al registro delle imprese.

Ne avevamo parlato in un articolo: prima, il 17 dicembre 2010, le quote dei soci (famiglia Frontino) vengono trasferite alla Immobiliare Augusta srl, poi da questa, il 22 dicembre 2012, passano a un ivoriano residente a Floridia, Aidara Oumar, il quale, nel maggio 2013, sposta la società in Costa d’Avorio.

Evidente per la Sicep il rischio di non veder più soddisfatto il proprio credito (564.000 euro su un totale di 1.700.000 per i lavori eseguiti). Inutili infatti tutti i suoi tentativi di vedere saldata dalla RGD la somma residua non pagata al momento della consegna dell’opera, nel novembre 2011, attraverso, prima, normali sollecitazioni e poi, nel maggio 2012, con un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo. Anche questo ignorato.

Poiché la cancellazione della RGD ha prodotto la sua estinzione facendo scomparire il debitore originario, il legale ha dovuto chiamare in giudizio, per il 15 giugno prossimo, la Holding Frontino, amministratore di fatto della RGD che, avendo essa tratto utilità dalla costruzione del centro, sarebbe chiamata a rispondere della condotta illecita, “contraria ai principi di corretta gestione societaria e imprenditoriale” e inadempiente della società controllata, “divenuta una scatola vuota”.

Secondo l’avvocato, dal momento che l’Open Land si qualifica essa stessa proprietaria del Centro, che ha promosso l’azione risarcitoria contro il Comune (mentre l’Holding di cui essa è capogruppo è rimasta inerte), e che quindi ha rivendicato per sé il risarcimento di due milioni e 800mila euro, la Sicep, per veder soddisfatto il proprio credito, è legittimata a surrogarsi fino alla concorrenza della somma suddetta nella posizione creditoria dell’Open Land nei confronti del Comune di Siracusa.

Nel procedimento giudiziario che si aprirà a giugno molto si dovrebbe chiarire della ingarbugliata trama, oggi comunque più chiara grazie al lavoro del legale che ha messo in luce quanto la Holding Frontino abbia una struttura complessa e… movimentata.

Intanto, a suo giudizio, in tutte le società costituite nel tempo, sia quando era in vita il geometra Giuseppe Frontino, sia dopo la sua morte, il ruolo della moglie e delle due figlie non è stato solo quello di titolari delle quote sociali ma, in tutto e per tutto, di amministratori di fatto, con ruolo di dominus, nei confronti degli amministratori di diritto (familiari o persone di fiducia che fossero). Un’unica struttura organizzativa e produttiva, di attività integrate svolte dalle varie società ma con un comune interesse, coordinata e gestita in concreto, sotto il profilo tecnico amministrativo e finanziario, dalle tre donne. Una rete societaria che proprio in quanto tale, al di là del capitale di costituzione delle varie srl (la RGD viene costituita con soli 10mila euro), si presenterebbe come affidabile sul mercato e quindi in grado di rassicurare gli esecutori dei lavori sulla propria solvibilità.

Stabilire l’effettivo e reale ruolo delle parti è ovviamente essenziale, da un punto di vista giuridico, proprio per riconoscere l’eventuale responsabilità sostanziale delle Frontino e quindi il diritto della Sicep di chiamarle a rispondere in solido di tutti i debiti che le loro società hanno contratto.

Così, a proposito del centro commerciale, l’avvocato Leone afferma che esso è solo apparentemente di proprietà dell’Emmea srl (proprietaria del terreno, dove oggi sorge il centro, trasferitole dalla stessa Open Land, che dell’Emmea è socio unico, con atto del 6 settembre 2010 avanti al notaio Giambattista Coltraro di Augusta) perché in realtà vera proprietaria è l’Holding Frontino che lo amministra e gestisce tramite le proprie società satellite: la Open Land (società storica e capogruppo), l’Emmea srl e la Commercial Hub srl che, a seguito di un preliminare di locazione stipulato con la Emmea, ha concesso in affitto i punti vendita del Centro.

E’ poi l’Emmea a svolgere la funzione di committente principale e a stipulare tutti i contratti di appalto per la costruzione del centro avvalendosi di varie società, quali sub committenti, tutte dello stesso gruppo (RGD srl, Codaf srl, Attività Edilizie srl, ecc).

Dal 2013 al 2014 si verificano numerose operazioni societarie, scissioni e trasferimenti di quote, che avrebbero l’effetto di far apparire come impossidenti le Frontino.

La società madre Open Land si scinde in due società: l’Emmea Group srl e l’Open Land One srl che hanno entrambe quale amministratore unico l’avvocato Marco Mizzi, consorte di Daniela Frontino. L’intero patrimonio sociale delle tre società viene quindi trasferito integralmente e rispettivamente a tre differenti società in accomandita semplice – sas (PGR, GFG, GF Immobiliare, tutte con stessa sede legale a Roma) di cui è socio accomandatario la madre e soci accomandanti le figlie. Ma successivamente le quote sociali delle figlie vengono trasferite nello stesso periodo in un unico trust, costituito il 27/2/2013, denominato International Trust U.K. SA, con sede in Svizzera a Locarno e trustee il dottor Perricone Francesco, commercialista della famiglia Frontino, presso il cui studio hanno sede legale sia l’Open Land che l’Emmea.

“Attualmente quindi – scrive l’avvocato Leone – tutt’e tre le sas hanno come socio accomandatario con il 10% delle quote la signora Formica Frontino Giuliana e come socio accomandante l’International Trust U.K. SA con il 90% delle quote. È lecito ritenere che il conferimento delle quote sociali nel trust costituisce lo strumento di cui Frontino Daniela e Frontino Concetta si sono avvalse per eludere i pagamenti in favore delle imprese che hanno realizzato il centro commerciale”.

Pertanto, oltre all’azione surrogatoria e alla richiesta di sequestro conservativo di cui si è detto, la Sicep ha esperito azione revocatoria per far dichiarare inefficace l’atto costitutivo del trust perché compiuto in frode ai creditori.

 

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