Il tatuatore Aronne: ‟Il mio record è un 87enneˮ

“In quest’arte non ci sono differenze sociali, piace a tutti ”. “Mi considero un artigiano, come lo erano mio padre e mio nonno. Coi committenti faccio i bozzetti, proviamo il colore…” “Per interventi di qualità si è disposti a pagare migliaia di euro”

 

Quello di via Maestranza è forse lo studio di maestri tautatori più famoso in Sicilia orientale e sicuramente il più prestigioso della città. Anche perché ha portato per primo nella nostra città il tatuaggio maori, che ha subito conquistato gli appassionati della decorazione del corpo. Fatto sta che il suo studio è meta di tanti giovani (“mai però minorenni”, fa sapere) e perché osserva rigidamente i requisiti di sicurezza e igiene, talora trascurati da alcuni colleghi. Lo intervistiamo.

Come nasce la tendenza di Aronne, “il tatuatore per eccellenza”?

La mia ispirazione è nata da una fortissima attitudine all’arte in generale, soprattutto per quella pittorica, che ho coltivato negli anni con gli studi nel campo artistico (istituto d’arte di Siracusa e Accademia di Belle Arti di Firenze, dove ho conseguito la maturità artistica e, successivamente, quella accademica). Provengo da una famiglia di artigiani. Da questa, in particolare da mio nonno, mio padre e mio zio Antonio, sono stato “indottrinato” ai mestieri delle arti manuali. Si, mi sento figlio d’arte! Quando ho intrapreso la mia carriera personale artistica ho potuto concentrarmi meglio ad essa grazie al sostegno e all’impegno di mia moglie nella parte gestionale, dandomi, cosi, la possibilità di concentrarmi prettamente sulla parte artistica, creando un “cocktail” perfetto fatto di vocazione, impegno e professionalità.

Chi sono i tuoi clienti? Sesso, ceto sociale e aspirazioni

Il target maggiore ovviamente va dai 18 ai 30 anni tra donne e uomini, anche se devo dire che si spazia veramente tanto, il mio record è 87 anni! Sono felice di affermare che il tatuaggio distrugge le differenze sociali: tutti amano quest’arte e la cosa bella è che tutti possono apprezzarla ma soprattutto… tutti possono esserne parte integrante!

La moda del tatuaggio ha assunto dimensioni socialmente assai interessanti; i giovani sono quasi tutti tatuati. Quanto sono disposti a spendere? Ricchi e poveri sono accumunati dallo stesso desiderio?

Ovviamente, più è alto il valore dell’opera più sale il suo prezzo. Questa è una costante anche nel tatuaggio. Oggi, rispetto a ieri, i clienti fanno la differenza capendo e premiando chi riesce a sviluppare opere esclusive, pagandole anche migliaia di euro, dando particolare importanza al rispetto della salute e della sicurezza… In poche parole posso affermare che esistono tatuaggi di serie A e tatuaggi di serie B! È come quando si paga il biglietto per lo stadio: la serie A costa di più! Il significato attribuibile a questa tendenza?

Penso che non sia una tendenza ma sia un ritorno al passato, la cosa affascinante è proprio questa: andare da un artista e poter commissionare un’opera con tanto di bozzetti, prova colore eccetera. Un po’ come Lorenzo de’ Medici: “affidarsi per trasformare in modo permanente il proprio corpo per un evento, un ricordo, uno stato d’animo, un cambiamento oppure semplicemente per il ruolo dogmatico e ipnotico che l’arte ha sempre avuto”. E quest’ ultimo è l’aspetto che amo di più…!

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