Implatini (Esedra): “Con un milione si può abbattere l’ecomostro Talete”

“Mantenendo gli stessi posti auto e abbellendo con verde e panchine tutta l’area”, “La struttura è fatiscente, i pilastri sono ammalorati, il solaio è fragile e ci piove dentro. La manutenzione costa più che demolirlo”

 

Il 29 maggio 2014 si tenne un’assemblea pubblica dove l’Associazione Esedra – Osservatorio Civico Turistico Aretuseo presentava al pubblico, agli operatori e agli amministratori, la proposta di abbattimento del parcheggio Talete, definito “ecomostro”. Già altre associazioni, a vario titolo, avevano ipotizzato l’opportunità di abbattere la struttura e sull’argomento si sono favorevolmente espressi varie personalità e politici. La novità, in quell’occasione, fu che a una proposta generica e superficiale si sostituì un vero progetto con tanto di relazione tecnica, calcoli economici, pareri di esperti e rendering.

Noi della Civetta eravamo presenti a quell’incontro e registrammo un coro quasi unanime per l’abbattimento, seppure con qualche distinguo circa la valutazione della fattibilità e dei costi da sostenere. L’allora assessore al ramo Alessio Lo Giudice (adesso segretario provinciale del PD), favorevole all’abbattimento, si impegnò a fare esprimere i tecnici del comune, mentre il vice sindaco Italia propose di discuterne in consiglio comunale.

Poi il silenzio.

A distanza di quasi due anni Giuseppe Implatini, dell’Associazione Esedra, torna alla carica e rilancia l’operazione “Levante Libero”, questa volta proponendo sui social una petizione on line indirizzata a sindaco di Siracusa, al presidente del Consiglio Comunale e ai consiglieri, agli assessorati di competenza, alla Circoscrizione Ortigia, alla Soprintendenza di Siracusa – di cui a lato pubblichiamo l’appello. “La struttura è fatiscente, i pilastri ammalorati, ci piove dentro e il solaio è fragile – ci dice Giuseppe Implatini – L’indispensabile intervento di manutenzione costerebbe oltre 600 mila euro (solo per pavimentare e pitturare internamente il Talete) e si dovrebbe sostenere ripetutamente nel tempo. Noi proponiamo, invece, non solo di eliminare l’ecomostro, ma di risistemare l’area realizzando un lungomare fruibile per svago e balneazione”.

Ma quanto costerebbe questa operazione di abbattimento?

“Siamo in grado di dimostrare che con al massimo un milione di euro si può abbattere la struttura, ripristinare la carreggiata, mantenere gli stessi posti auto e abbellire con verde e panchine tutta l’area”.

E da dove dovrebbe attingere il Comune questa somma?

Intanto ci sono gli oneri di urbanizzazione (almeno 600 mila €) che dovrebbe versare la Ditta Russotti, l’impresa che sta realizzando l’albergo dell’ex Palazzo delle Poste, e poi l’opera potrebbe autofinanziarsi con gli introiti del parcheggio.

Il parcheggio Talete nacque in maniera discussa e fu oggetto di varie controversie legali e penali. Originariamente previsto e finanziato come opera di protezione civile, una via di fuga dall’isola in caso di calamità, si trasformò in progetto di tunnel sotterraneo per poi diventare un’opera abbandonata, poi recuperata a parcheggio…

È in atto un contenzioso con la Regione che finanziò l’opera per una finalità che invece non fu realizzata. Pare che il Comune sarà chiamato a rimborsare 10 milioni, una cifra enorme che il Comune non potendo sostenere ipotizza di transigere. I giornali riferiscono di possibilità che si possa trovare un accordo, ad esempio assegnare la concessione del parcheggio alla Regione stessa; ebbene, la nostra proposta non intralcerebbe neanche questa ipotesi che, stando alle ultime notizie, sembra poco probabile.

Qual è la posizione del Comune?

Come ‘ad orologeria’, sono partiti già oggi dall’amministrazione di Siracusa annunci confusi di ricerca di idee per riqualificare l’ecomostro e annunci di affido della gestione a privati e coinvolgimento pubblico. Cosa si spera, di creare consenso sul mantenimento dell’opera distribuendo altre risorse e qualche posto di lavoro? Bisognerebbe però dire ai cittadini che in questo caso il mostro ce lo terremmo per sempre.

Siracusa, Patrimonio Unesco, Ortigia isola da favola, sono comunque ferite da una colata di cemento di 300 metri che ostruisce la vista del mare, fa sfregio dell’area e non piace a nessuno. Riuscirà la città a disfarsene o a trovare comunque la giusta soluzione? Sarebbe bene che l’Amministrazione faccia al più presto una scelta, magari sentendo il parere della cittadinanza. Nel frattempo attendiamo l’esito della petizione pubblica.

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