“Per assistere i disabili nelle scuole occorrono soldi che il Comune non ha”

Intervista all’assessora Rosalba Scorpo sui temi caldi delle politiche sociali a Siracusa. “Nei 27 plessi del capoluogo circa una decina non garantiscono la prestazione e vogliamo capire perché”. “Altra modalità che stiamo studiando è quella dei voucher”. “Una tenda per i clochard”

 

Torniamo alla questione dei servizi ai disabili sul tema dell’igiene personale e dell’Asacom: il primo inesistente da due anni sul nostro territorio, il secondo estremamente esoso per le casse comunali.

“Siamo consapevoli – ci spiega l’assessora alle politiche sociali di Siracusa, Rosalba Scorpo – delle difficoltà che hanno le famiglie dei bambini per i quali il servizio di igiene personale non viene assolto e stiamo attentamente valutando per il bilancio 2016 di ritagliare le somme e di assicurare gli operatori. Dalle nostre previsioni per garantire almeno un operatore ogni 2 bambini è necessaria una spesa di circa 50 mila € annui che il comune non ha”.

Il conteggio nasce dalla delibera di Giunta, fortemente voluta dall’assessora Scorpo, nella quale si stabilisce un costo unico per i servizi aperti di 17 € l’ora. Il servizio deve essere garantito per almeno 8 ore settimanali, nei nove mesi della frequenza scolastica. Eppure esso è obbligatorio e lì dove la scuola non riesce a rispondere alle istanze delle famiglie tocca all’amministrazione, come previsto per legge.

“Questo tipo di servizio – aggiunge la Scorpo – dovrebbe essere garantito dal personale Ata delle scuole. Dei 27 plessi presenti a Siracusa alcuni, circa una decina, non garantiscono tale prestazione e vogliamo capire il perché. A causa dei tagli nazionali e regionali, il Comune deve effettuare delle scelte e dovremo valutare se prima sono garantiti tutti i servizi sociali senza dover intaccare quelli essenziali”. Poiché si tratta di un servizio esternalizzato, anche questo andrebbe affidato alle cooperative che potrebbero o chiamare nuovi operatori o aumentare le ore.

“Resta però il nodo, tutto da sciogliere, che riguarda le povere famiglie, costrette a correre a cambiare i figli perché nessuno vuole farlo. E in alcuni casi, per ovviare al problema, gli operatori Asacom (che seguono circa 130 bambini del territorio) fanno pure questo… anche se non rientra tra le loro competenze. Quegli stessi operatori che da mesi non vedono il becco di un quattrino, sebbene il comune stanzi regolarmente le somme per le cooperative (600mila € l’anno). Anche l’Asacom è un servizio esternalizzato e dunque affidato alle cooperative sociali accreditate e presenti su un elenco alle Politiche sociali e anche sul modulo che le famiglie devono compilare quando richiedono il servizio e sul quale barrano la cooperativa prescelta. Sono dunque le famiglie stesse che decidono”.

Ma il regolamento che attualmente consente alle famiglie di scegliere la cooperativa (dietro cui vi è poi l’operatore che in realtà viene scelto) andrebbe rivisitato e una seria selezione delle cooperative accreditate andrebbe effettuata a monte. “Il regolamento dell’accreditamento – ci dice la Scorpo – proprio in questi giorni è oggetto di discussione non solo al comune di Siracusa ma tra tutti i comuni del distretto 48. L’idea di una rivisitazione nasce sul tema dei progetti Pac (anziani che scelgono liberamente la cooperativa che preferiscono), quindi insieme ai sindaci si sta discutendo, anche chiedendo dei pareri legali alle diverse avvocature comunali, sulle modalità migliori per garantire i servizi alla cittadinanza. Continuare a lavorare con le cooperative ma, sulla scia delle indicazioni ministeriali, applicare nuove modalità per affidare il servizio e rivisitare i meccanismi che hanno a che fare con le esternalizzate. Abbiamo seguito le direttive dell’Anac (autorità nazionale anticorruzione) per creare una metodologia che ci consenta di garantire i servizi secondo criteri di equità e giustizia”.

Il regolamento, una volta approvato dal comitato dei sindaci, che la Scorpo presiede, diventa immediatamente esecutivo. L’assessora non aggiunge altro ma noi la proposta la lanciamo: perché non passare alle gare pubbliche o a graduatorie per titoli per garantire la trasparenza? Oppure un criterio interessante potrebbe essere quello che qualche anno fa applicò il comune di Priolo: tetto massimo per ogni cooperativa. Al tempo il regolamento fu impugnato ma il comune, con ricorso al Tar, vinse.

Un precedente da non trascurare. Qualcosa in più aggiunge la Scorpo sui voucher: “Altra modalità sulla quale stiamo studiando è quella dei voucher: l’assessorato alle politiche sociali potrebbe dare dei voucher all’intestatario del bisogno e quest’ultimo lo va a spendere nella cooperativa che vuole”. In questo modo il passaggio sarebbe più netto: comune, intestatario, cooperativa, capovolgendo l’attuale metodo dei fondi direttamente alle cooperative. E chissà se i 600 mila € diminuiranno…

Intanto l’assessora super operativa ci spiega che la firma dei protocolli d’intesa con le organizzazioni di volontariato della protezione civile e associazioni socio-culturali, Caritas e Croce Rossa, garantiranno per circa 15 clochard un riparo attraverso una tenda pneumatica allestita nell’area individuata all’interno del parcheggio Von Platen e dei pasti caldi. Il Comune si occuperà dell’allaccio idrico, elettrico e servizi igienici e rimborso spese per i volontari della protezione civile che effettuano il servizio notturno.

E poi l’emergenza abitativa a Siracusa e l’assegno civico: Nuovamente attive, le suore di via Dell’Olimpiade – conclude l’assessora – ci aiuteranno a gestire l’emergenza delle famiglie senza un tetto. Intanto è stata pubblicata la graduatoria per l’assegno civico. Ben 270 persone (le escluse perché hanno presentato la domanda a tempistica scaduta o incompleta nonostante le sollecitazioni) a breve saranno inserite nelle scuole non appena avremo concordato con i dirigenti quali mansioni potranno svolgere. Riceveranno un assegno di 500 € per 50 ore di servizio”.

E non sarebbe male pensare alla cura delle aiuole e al controllo dei parchi comunali (lasciati all’inciviltà) ma in questo caso bisogna pure trovare i fondi per assicurare chi lavora… e dunque spendere soldi.

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