Nel porto di Augusta partnership Federcare Marine e Cambiaso&Risso

Scartata Malta (“onde troppo alte”). Tra i vantaggi assicurati dalla rada megarese, le imprese sottolineano la sua posizione baricentrica lungo le rotte del traffico internazionale, l’inserimento nelle Reti TEN-T, nonché la naturale conformazione geografica

 

Dopo la sentenza della Corte Costituzionale 261 del 2015 che, a seguito del ricorso proposto dalla regione Campania, ha ritenuto illegittima l’esclusione degli enti regionali dalle decisioni relative al Piano sulla Portualità e la Logistica nazionale, a chi si domanda quanto la sentenza possa condizionare l’iter della riforma delle Autorità Portuali, risponde direttamente il Ministro; egli dichiara che sottoporrà il Piano Portualità e Logistica al vaglio delle Regioni e che il decreto delegato sulla riforma della governance dei porti conterrà “elementi di decisivo coinvolgimento del sistema delle istituzioni territoriali”: dalla nomina all’interno dei nuovi Comitati di Gestione dei presidenti delle nuove Autorità di Sistema (frutto di intese tra ministro e presidenti di Regioni) alla presenza di delegati di Regioni a quella dei Comuni oggi sedi di Autorità Portuale nonché delle Città Metropolitane. Sembrano, quindi, aprirsi nuovi spiragli affinché nelle nuove governance il nostro territorio sia rappresentato.

Se la dichiarazione del Ministro sembra rasserenare, preoccupa la “coltre” di silenzio che copre il percorso da parte delle Autorità locali dopo la “vampata” iniziale seguita ad alcune indiscrezioni (interessate?) che segnalavano Catania come sede della nuova “port authority”. Come al solito, di fronte a notizie di stampa, a volte indotte dai soliti manovratori dell’opinione pubblica, si elevano i toni, si minacciano rivolte e poi, caduta l’attenzione mediatica, tutto torna nel silenzio e nell’oblio; a testimonianza di come vicende cruciali per il nostro sviluppo siano trattate dalla nostra classe dirigente alla stregua di una “ diatriba di condominio”.

Mi permetto di richiamare l’attenzione dei nostri rappresentanti istituzionali sulla delicatezza del momento. Oggi è necessaria la massima vigilanza e l’avvio di iniziative sinergiche e concludenti , posto che, come riafferma il Ministro, entro gennaio il decreto esecutivo della riforma sarà varato dal Consiglio dei Ministri.

Per quanto riguarda il Piano Portualità e Logistica, il ministro Del Rio commenta: “Pur non essendo obbligatorio, secondo l’articolo 29 dello Sblocca Italia, il testo del Piano era già stato sottoposto alle Regioni ricevendone un parere positivo. Si tratta, dunque, di un problema procedurale che cercheremo di concludere, così come indicato dalla Corte. Lo faremo già dalle prossime settimane per costruire il più ampio consenso istituzionale attorno agli indirizzi strategici, per la valorizzazione della risorsa mare, contenuti nel documento. Saneremo così il vulnus individuato, secondo la sentenza, nell’articolo 29 della Legge Sblocca Italia. È questo specifico articolo di questa specifica norma, infatti, che è stato oggetto di impugnativa, e successivo giudizio, di legittimità costituzionale”. Assoporti rileva, invece, che la sentenza della Corte Costituzionale “impone una riflessione, su modi e tempi, per proseguire nel processo di riforma e per un confronto, in tempi rapidi, sui contenuti di provvedimenti attuativi di quel Piano e che effettivamente corrispondano alle esigenze di adeguamento del sistema dei porti nazionali, definendo, innanzitutto, compiti e funzioni delle Autorità Portuali e la loro natura giuridica”.

In attesa di tali decisioni, nel porto di Augusta si sperimentano nuove iniziative e nuove tecniche; scrive Ship 2 shore , magazine on line di economia del mare e dei trasporti: “Fendercare Marine, società britannica, parte del gruppo James Fisher, si occuperà dell’allibo di rinfuse liquide ad Augusta, sia all’interno del porto che offshore, in collaborazione con Cambiaso & Risso. La prima operazione, messa a segno pochi giorni fa nelle acque internazionali al largo dello scalo ha visto il trasferimento di un carico da 70.000 tonnellate”. La partnership tra i due, ha spiegato l’agenzia genovese, prevede l’affidamento a Cambiaso & Risso della gestione logistica dei servizi tecnico-nautici e portuali, sussidiari alle operazioni di transhipment.

La collaborazione prevede, inoltre, la realizzazione di una struttura, all’interno dello scalo, dedicata allo stoccaggio delle attrezzature e dei materiali funzionali alle operazioni ship to ship. Tra i vantaggi assicurati dalla rada di Augusta, i due partner sottolineano la sua posizione baricentrica lungo le rotte del traffico internazionale, l’inserimento del porto nelle Reti TEN-T, nonché la naturale conformazione geografica che garantisce condizioni metereologiche particolarmente favorevoli anche nella stagione invernale.

Augusta – spiega Fendercare Marine sul suo profilo Twitter – “è stata proposta dal nostro staff STS operation come location alternativa a Malta, dove le condizioni ambientali sono spesso al di fuori dei parametri operativi raccomandati, con onde che a volte superano i 3 metri di altezza”.

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