L’azione del pretore Condorelli segnò nel Siracusano la svolta ambientale

Una stagione, quella sul finire degli anni Settanta, caratterizzata dalla via giudiziaria all’ecologia, che rappresentò lo snodo epocale per la tutela della salute pubblica nei comuni del polo industriale.

La partecipazione di Nino Condorelli, pretore di Augusta negli anni ’70, oggi Procuratore Generale alla Corte d’Appello di Mantova, al convegno sui reati ambientali nella nuova normativa, organizzato dall’ISISC, rappresenta l’occasione per consultare l’archivio della nostra memoria e rinnovare la nostra coscienza storica.

Sul finire degli anni ‘70, in seguito ai gravi incidenti mortali nel polo chimico siracusano, ai gravi fenomeni di inquinamento atmosferico ed idrico nella rada di Augusta, al preoccupante abbassamento della falda freatica a causa dello scriteriato emungimento delle acque da parte delle industrie, nasceva una nuova sensibilità collettiva, un’attenzione ai problemi della salute e dell’ambiente legata certamente alla questione industriale, le cui vicende si intrecciarono con l’azione giudiziaria del pretore dell’epoca Nino Condorelli.

Vicende siciliane fatte di connivenze e di tracotanza (la nascita dell’ISAB ne è un esempio emblematico) che consentirono al potere politico ed economico di gestire lo scempio del territorio siracusano. Un’industrializzazione finalizzata al conseguimento del massimo profitto attraverso lo sfruttamento indiscriminato delle risorse naturali, al di fuori di qualsiasi compatibilità d’uso dello spazio e dei valori umani ed ambientali.

Furono gli anni in cui scoppiarono le contraddizioni di uno sviluppo distorto e vennero al pettine i nodi del disastro.

Quella storia testimonia il nascere e l’esasperarsi di un conflitto sociale legato all’acuirsi di una sensibilità collettiva sulle grandi questioni connesse ad una più autentica ricerca di qualità della vita e del vivere civile, conflitto che oggi assume carattere di consenso allora insperato, dove i “guerrieri in prima linea” non erano più i soggetti politici tradizionalmente presenti per le rivendicazioni collettive per la salute e l’ambiente, ma erano altre figure, nascenti da un nucleo tra istituzioni e movimenti, tra intuizioni di bisogni sociali e rigori legalitari e alla fine tutti attorno a pochi personaggi “chiave”, positivi anche nella loro capacità sostitutiva del potere politico, dentro stagioni intense di rinnovate tensioni, stimolante fra tutte quella di Condorelli, pretore di Augusta che ricevette risposte prima infastidite dall’imprenditoria, poi, poco a poco crescentemente preoccupata.

La pretura di Augusta diventò per diversi anni il punto di riferimento della strategia di tutela ambiente dei cosiddetti pretori d’assalto. Si apriva una nuova stagione di rivendicazioni ambientali. L’area sud-orientale dell’isola e le preture di Augusta e Gela furono sedi di episodi giudiziari eclatanti. Gli allarmi degli inquinamenti marini, dell’aria e del suolo, furono per la prima volta oggetto di precise contestazioni di reato a pubblici amministratori. La disattenzione delle forze sindacali protese verso la monetizzazione del rischio ambientale, l’arretramento dell’iniziativa politica dei partiti di sinistra, tradizionalmente sensibili a queste tematiche, ci convinse della necessità di dare vita a un piccolo movimento ambientalista che desse sostegno a quella nuova speranza di cambiamento.

Condorelli aprì anche alle associazioni ambientaliste, ai comitati di cittadini consentendo la partecipazione ai processi ambientali. Furono, infatti, gli anni che ci videro sempre presenti come parte civile nei processi istruiti dalla pretura di Augusta, nei dibattiti e nei convegni che ne seguirono con l’intento di contribuire ad una corretta opera di informazione e di sensibilizzazione sui temi importanti della salute e dell’ambiente. La “stagione condorelliana” rappresentò una svolta epocale anche nella gestione della tutela ambientale da parte della grande impresa siracusana. La capacità tecnico-giuridica e anche interpretativa di quel giovane pretore era considerata evolutiva di quella legislazione ambientale ancora nel suo nascere. Condorelli introdusse un metodo di gestione giudiziaria di mediazione virtuosa tra interesse dell’industria e quello del rigore della tutela ambientale non prevalentemente subordinata alla repressione ma anche all’assunzione di responsabilità per una corretta gestione dei processi produttivi rispettosi della salute umana dell’ambiente. È opinione diffusa e non solo mia, che il depuratore biologico consortile di Priolo è frutto diretto di quella mediazione virtuosa che Nino Condorelli seppe dirigere con chiarezza e determinazione fino a costringere la parte industriale a dare attuazione alle nuovissime normative di tutela ambientale.

Ma ancora oggi la crisi ambientale rappresenta l’acuta spia di una condizione sociale in cui la dissoluzione dello stato di diritto, la distruzione dei valori umani, la corruzione raggiungono l’apice e il messaggio che ne consegue è il senso di impunità assoluta di una classe politica cinica e parolaia.

Abbiamo vissuto le nostre esaltanti esperienze idealmente e gradualmente, questo ci ha permesso di storicizzare e di capitalizzare gli strumenti per valutare il nostro passato al fine di collocarci su una posizione di osservatori, di critici informati, non estremisti, al centro del nostro spazio e tempo per poi guardare al futuro come consapevoli testimoni e non isteriche cassandre. Ma è proprio il futuro che ci preoccupa. Esso è diventato assolutamente imprevedibile in un evolversi della società in cui i segnali di rinnovamento vanno tristemente affievolendosi e in cui la crisi ambientale non è più valutabile come guasto esterno ma interno all’uomo. Ed è qui del resto l’incertezza più profonda, ma al tempo stesso il bisogno di agire a fronte di una vita che non si riesce più ad immaginare e a costruire né come speranza, né come sogno né come realtà. Tuttavia la risposta non può esimerci dal dovere di testimonianza, di solidarietà civile in un impegno comune al servizio dei valori umani compromessi dalla crisi sociale e non solo ambientale.

Da leggere

Parco degli Iblei: l’Ente Fauna diffida la Regione e chiede la convocazione permanente a tutti i tavoli istituzionali

L’istituzione del Parco Nazionale degli Iblei entra in una fase decisiva dopo un complesso percorso …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti