In nome della trasparenza, dichiaro che…

Finalmente online la posizione contributiva del segretario generale del Comune di Melilli ma ancora manca la somma finale

 

È cosi in quest’isola governata dalla politica “del fare”, i propri interessi, il segretario generale comunale di Melilli, Dr. Sebastiano Marano, da un lato dopo la denuncia pubblica de” La Civetta” corre ai ripari pubblicando sul sito del comune i propri introiti, così come dettato dalla legge sulla trasparenza, di cui è oltretutto il garante, e dall’altro – si sa, “la memoria è un filo di capello” – omette di dichiarare l’esatto ammontare delle somme percepite.

Per chi si fosse perso il primo capitolo di questa vicenda, si tratta, in breve, di questo: l’alto dirigente, si è, motu proprio, aumentato lo stipendio del 50%, omettendo i carichi aggiuntivi che avrebbero giustificato la scelta, e la stessa pubblicazione sul sito del comune. Ancora, la sola pubblicazione dei presunti emolumenti denota il “peccato” iniziale; perché solo dopo la nostra inchiesta?

Non solo, egli ha evitato anche di autodenunciare in autotutela la mancata pubblicazione della sua posizione contributiva, difatti lasciando l’illecito in permanenza.

Dato ancor più allarmante è che sul sito del comune ibleo vi è pure la voce relativa alla sanzione per chi, come nel caso del segretario generale, omette la pubblicazione; peccato però che il link relativo poi risulti vuoto.

Che vuol dire? Non c’è sanzione?

Potremmo suggerire di indicare per quali incarichi aggiuntivi lo stipendio dell’alto funzionario sia stato incrementato del 50%. Così, giusto per dare un minimo di soddisfazione al cittadino comune, oberato da mille problemi.

A questo punto la domanda è più che legittima: signor Segretario Generale, ma veramente era convinto che un’azione tanto audace, specie di questi tempi, passasse inosservata?

Dopo il pubblico ludibrio, non sarebbe forse il caso di dare un colpo di spugna ed avviare una vera campagna di moralizzazione? Capiamo benissimo che la mancanza di un serrato confronto con la stampa seria, libera e non condizionabile, permette ogni genere di aberrazione, ma vivaddio, e non è auto referenziale, ancora c’è qualcuno disposto a schierarsi per la verità e la legalità; e non a parole!

 

 

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