Migliore protezione civile con internet, smartphone e tablet

Il web può essere la chiave per un approccio nuovo di comunicazione del rischio. I comuni possono far conoscere a cittadini e operatori i loro piani di emergenza e diffondere meglio gli avvisi

 

Facebook, Twitter, Instagram. Social network e social media ci hanno abituato a una comunicazione tempestiva, in tempo reale, che ci immerge costantemente in un flusso ininterrotto di tweet, post, notifiche. Una comunicazione che ci è già, per molti versi, familiare, ma che ci porta a interrogarci sul modo migliore per entrare a far parte di questo flusso, che è poi il più utile per il cittadino. La complessità del sistema si riverbera sulla delicata questione della presenza della Protezione Civile sui social. Una presenza necessaria per la comunicazione del rischio e d’emergenza che merita però un percorso di confronto e approfondimento da parte delle realtà che ne sono parte.

La divulgazione alla cittadinanza di informazioni in tema di rischio è un’esigenza sempre più viva sul territorio. Grazie alle nuove tecnologie, i Comuni possono esprimere un’efficace informazione alla cittadinanza in tema di protezione civile, sia in tempo di quiete – per una sempre più capillare comunicazione preventiva del rischio – sia in fase di allerta o emergenza. Il cuore del sistema è rappresentato dai piani di protezione civile comunali.

Chi come me si occupa da anni di pianificazione di emergenza ritiene che i piani rappresentino un utilissimo strumento per aiutare la popolazione a capire come si distribuisce e come si caratterizza il rischio sul territorio. Un piano comunale è in grado di rispondere a molte domande importanti: quali sono le aree a rischio? Che cosa può accadere su quelle aree? Come mi devo comportare in caso di allerta o in fase di emergenza? Ci sono però criticità che limitano il potenziale divulgativo dei piani. Innanzitutto è difficile, per le amministrazioni, coinvolgere la popolazione al momento della loro presentazione.

Il piano è poi uno strumento tecnico che, di per sé, ha una scarsa propensione comunicativa. Infine, ho constatato che le amministrazioni locali hanno grandi difficoltà ad attivare canali di comunicazione diretta con la popolazione per diffondere tempestivamente informazioni in tema di protezione civile. A fronte di queste criticità, credo che i nuovi media e, in particolare, il settore dell’Internet mobile – tecnologie per smartphone e tablet – possano rappresentare una delle chiavi per un approccio nuovo alla comunicazione del rischio. In Italia, il 45% della popolazione ha uno smartphone e, in prospettiva, si prevede che nel prossimo quadriennio questa percentuale potrà raggiungere il 70%.

I più diffusi modelli di smartphone e tablet consentono l’interazione con dati georeferenziati e permettono, ad esempio, di vedere in tempo reale la propria posizione rispetto alla distribuzione delle aree di rischio. Sistemi mobile di ultima generazione aprono inoltre a nuove modalità di invio di informazioni in tempo reale e a gruppi di utenti mirati. Il 94% della popolazione online utilizza canali social che, se opportunamente sfruttati, possono rappresentare una risorsa strategica per la tempestiva diffusione delle informazioni. Recepire quindi l’esigenza dei Comuni di comunicare in modo efficace con i propri cittadini in tema di protezione civile e proporre un utilizzo nuovo delle tecnologie per sviluppare strategie di comunicazione del rischio efficaci e a basso costo è la priorità prima che si lavori sulla diffusione e preparazione di un piano di emergenza.

Si può offrire ai cittadini un servizio con una duplice possibilità: in primo luogo si possono rendere disponibili a popolazione e operatori, su smartphone e tablet, i contenuti dei piani di emergenza comunali. Inoltre, si può decidere di usare questa applicazione per attivare un servizio di invio avvisi alla cittadinanza in tema di protezione civile, in modalità push.

Diamo un’idea di come si procede. Una piattaforma si compone di due ambienti principali. Il primo è rappresentato da un sito internet, tramite il quale si crea un profilo per ogni Comune che decide di aderirvi. Attraverso l’interfaccia web, vengono inseriti tutti i contenuti del piano di protezione civile che il Comune desidera condividere con cittadini e operatori: perimetrazione delle aree di rischio, descrizione degli scenari, procedure operative, localizzazione e descrizione risorse del Sistema locale di protezione civile. Il piano può poi essere “pubblicato”, e quindi reso disponibile a tutti gli utenti che, tramite smartphone o tablet, potranno scaricarlo e consultarlo. Inoltre, se necessario, i dati inseriti possono essere aggiornati e ripubblicati. I Comuni possono inoltre attivare un servizio di invio avvisi alla cittadinanza. A servizio attivato, il Comune ha la possibilità di inviare messaggi ai cittadini e agli operatori che avranno scaricato il piano sul proprio dispositivo e completato l’adesione al servizio. La comunicazione inviata dal Comune raggiungerà gli utenti in tempo reale. Il servizio è attivabile su tutto il territorio nazionale.

Cosa si deve trovare nella piattaforma? Gli utenti, ossia i cittadini e gli operatori di protezione civile, accedono al sistema attraverso la app gratuita, che rappresenta il secondo elemento portante della piattaforma. Una volta entrati nella app, gli utenti possono visualizzare i Comuni che hanno i piani comunali di protezione civile disponibili all’interno della piattaforma. Individuato il piano, o i piani, di proprio interesse, l’utente in meno di un minuto può scaricare i dati sul proprio smartphone. All’interno del piano, l’utente può consultare in modo interattivo i contenuti geografici, come la distribuzione delle aree di rischio e la localizzazione delle risorse della protezione civile locale, e tematici, come la descrizione degli scenari, le procedure operative e le buone pratiche per le diverse tipologie di eventi. I piani possono essere consultati anche senza copertura di rete.

Per i Comuni che hanno attivato gli avvisi, il cittadino può inoltre iscriversi al servizio tramite applicazione e così ricevere, anche quando è spenta e in tempo reale, tutti gli avvisi inviati dal Comune. I Comuni attraverso questa procedura colgono la potenzialità di questa procedura e si stanno organizzando per gestire questa opportunità in modo efficace. Infine avere un ottimo strumento per aumentare la partecipazione della cittadinanza agli incontri di presentazione dei piani sul territorio è un elemento indispensabile. La disponibilità dell’app e la percezione di poter essere parte attiva nel processo di comunicazione del rischio induce infatti i cittadini a partecipare più attivamente agli incontri.

Il mondo della pianificazione di emergenza considera ormai il web e l’internet mobile – app e strumenti social – canali di rilievo per la gestione dei processi di comunicazione del rischio; e inizia ad esserci una consapevolezza diffusa delle potenzialità e delle criticità legate all’utilizzo di questi strumenti. Mi sembra un ottimo punto di partenza per il futuro.

Da leggere

Mostra Tranchino 2014

Gaetano Tranchino ci ha lasciati: un ricordo

Ci ha lasciati il maestro Gaetano Tranchino. Le esequie si terranno il 4 settembre 2026 …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti