Radio Padania col silenzio assenso invade anche l’etere siracusano

“Ha acquisito gratis700/800 frequenze in tutta Italia, Sud e isole facendoci i soldi. Il segnale di Radio Padania Libera arriva e dopo qualche settimana svanisce. Non si tratta di politica, ma di affari: molte frequenze vengono cedute ad altre emittenti, rimpinguando le casse leghiste…”

 

Con l’apertura delle scuole è tornato il traffico bestiale. Incroci intasati, semafori in tilt, si procede a passo d’uomo, se va bene. Respiro profondo e accendiamo la radio, è un ottimo antidoto per non sfociare nella nevrosi. Un po’ di zapping radiofonico per trovare la frequenza giusta, girando la manopola trovo un tizio che urla, sbraita, mi incuriosisce: con chi ce l’avrà?

102,400. Sul display del cruscotto scorre la scritta “…Libera-Radio-Padania-Libera-Radio…”Radio Padania? Che ci fa Radio Padania sulle frequenze cittadine? A Siracusa è sbarcata la radio leghista? E perché mai? A che gli serve? Vuoi vedere che quel buontempone di leghista nostrano passpartì ha piazzato un ripetitore a viale Zecchino? Che voglia così diffondere il verbo padano da noi a personali fini elettorali?

Intanto il tizio continua a sbraitare, naturalmente con un linguaggio degno della peggiore bettola (con tutto il rispetto per le bettole, ma è la frase che si usa per la metafora), ce l’ha naturalmente con il governo di Roma ladrona, con il boy scout-pinocchio Renzi, con il pupazzo Alfano, con i “clandestini” e con i preti catto-comunisti che predicano accoglienza.

Per avere un quadro più completo del messaggio nordista ho continuato ad ascoltare Radio Padania Libera il più possibile e mi si è aperto un mondo sconosciuto e impensabile. Bastano 20 minuti di ascolto per rendersi conto di quanta ignoranza, rozzezza e squallore è presente nel nostro Paese. Al microfono libero si alternano interventi di ascoltatori tra i più disparati, ma tutti intrisi di odio, intolleranza, fanatismo, violenza. Gli speaker non hanno problemi di etica o di pudore e dalle loro invettive non si salva nessuno: magistrati, politici e persino il Papa. Il tema costante che li appassiona è “l’invasione del loro territorio da parte degli immigrati”. Mi chiedo come sia possibile che questo sia permesso, se il tutto sia perfettamente legale o invece non sfoci in vilipendio, odio razziale, un qualche reato contro lo Stato e la civile convivenza. Nel palinsesto leghista c’è di tutto, dall’inno al giuramento di Pontida, dai balli di balera alla Dichiarazione di Indipendenza, dalla promozione del cd delle canzoni in dialetto alle interrogazioni parlamentari dei loro deputati, ai discorsi farneticanti dei loro leader, persino di Bossi, sempreverde nonostante gli scandali che lo hanno più volte coinvolto. Nulla naturalmente su Belsito, sull’uso dei fondi pubblici, sui rimborsi, sui diamanti o la laurea di Rosy Mauro o del Trota, su Cota, ex Presidente Piemonte, e i suoi scandali, o sul più recente arresto del sindaco di Adro.

Certo sarebbe interessante capire come mai il popolo leghista continua, nonostante tutto, ad essere saldo e sempre più convinto, ma più che dell’analisi sociologica a noi, al momento, interessa scoprire come fa Radio Padania Libera a sbarcare a Siracusa e per quale scopo: diffondere il pensiero padano in Terronia? Seminare la paura per divulgare il sentimento dell’intolleranza? Fare da cassa di risonanza a fini elettorali del locale rappresentante di Salvini? Mi sembra abbastanza fantascientifico. Mi affido, dunque, ad una ricerca su internet dalla quale emergono cose davvero interessanti che offrono spiegazioni plausibili all’apparizione della radio leghista in terre “straniere”:

Continuano le attivazioni in tutta Italia di Radio Padania Libera, emittente della Lega Nord che gode delle opportunità dell’art. 74 L. 448/01, che consente alle concessionarie comunitarie nazionali deficitarie di copertura di attivare impianti ex novo su base non interferenziale sino al conseguimento dell’obiettivo di copertura ex L. 249/97. In Italia sono solo due le concessionarie che rientrano in questa categoria, ma l’altra è Radio Maria, che a livello di copertura non può certo lamentare carenze di illuminazione.

Diverse frequenze di Padania, tuttavia, diventano spesso oggetto di permuta con altri soggetti. La finalità della radio della Lega è quasi sempre quella di ottenere in cambio impianti nel nord-Italia, in località dove non è possibile attivare nuove frequenze senza creare incompatibilità con terzi.”

(da FM World).

“Radio Padania in Sicilia. È un piano per colonizzare il Sud? Un tentativo di conquistare consensi anche tra i “terroni”? No. Il segnale di Radio Padania Libera arriva e dopo qualche settimana svanisce. Non si tratta di politica, ma di affari: molte frequenze vengono cedute ad altre emittenti, rimpinguando le casse leghiste. Salvo Giordano è un siciliano con la passione delle antenne. È l’anima di Primaradio, che trasmette nell’area tra Palermo e Trapani. “Radio Padania ci sta assediando. Noi editori delle emittenti locali”, protesta, “facciamo fatica a realizzare anche le più piccole modifiche tecniche per farci sentire meglio nel nostro territorio. Dobbiamo rispettare mille cavilli burocratici e se sgarriamo siamo ogni volta puniti dal ministero con una sanzione minima di 6 mila euro. Invece c’è un’emittente che può fare tutto: Radio Padania. Occupa le frequenze libere anche al sud e poi le cede. A Trapani ha già acceso un suo ripetitore due volte. Arriva e poi se ne va”.(da Il Fatto Quotidiano)

Tutto è cominciato con un emendamento alla legge finanziaria del 200: al governo c’era Silvio Berlusconi e la Lega Nord sedeva tra i banchi della maggioranza. Grazie al testo in questione, presentato dall’allora deputato del Carroccio Davide Caparini, negli Anni 2000 Radio Padania Libera ha acquisito «gratuitamente» 700-800 frequenze in tutta Italia, Sud e isole comprese: molte le ha rivendute (o «scambiate», come sostengono i leghisti), ricavandoci svariati milioni di euro. Dai 100 mila euro di fatturato del 2006, l’emittente è passata ai 2 milioni del 2008. L’emendamento riguardava esclusivamente le radio comunitarie nazionali, cioè Radio Padania e Radio Maria, e consentiva loro di completare – occupando gratuitamente tutte le frequenze rimaste libere – le rispettive aree di copertura in deroga alla legislazione vigente. Legislazione che impediva a tutte le altre emittenti commerciali di fare lo stesso. Secondo le informazioni e i documenti acquisiti da Lettera43.it, circa 700 rogiti notarili attestano i passaggi di frequenze a emittenti commerciali e rimandano a loro volta a centinaia di cessioni.

Il meccanismo pare studiato nei minimi particolari: Radio Padania occupava una frequenza vuota, trasmetteva giusto il tempo (da un minimo di 45 giorni a un massimo di sei mesi) necessario per ottenere l’autorizzazione governativa che gliela assegnava col meccanismo del silenzio-assenso. Quindi interrompeva le trasmissioni e procedeva alla vendita-scambio, cercando di rimanere nell’alveo della “legalità” definita dalla norma.
La radio acquirente, da parte sua, cedeva a Radio Padania una frequenza di scarso valore. Con questo meccanismo alcune emittenti commerciali nazionali sono entrate in possesso – pur non potendo – di molte frequenze e hanno completato la loro copertura sul territorio nazionale.

R101 E RTL TRA I PRINCIPALI ACQUIRENTI.”(da Lettera 43).

Dunque, ecco spiegato l’arcano. Il tutto si riduce ad una bassa operazione di speculazione commerciale (e comunicativa) ad opera dell’emittente nordista per occupare in maniera assolutamente discutibile le poche frequenze libere che le radio minori e indipendenti faticano ad ottenere. Il tutto con l’avallo dello Stato. Chissà se l’animoso ascoltatore leghista è al corrente e cosa ne pensa di questa tipica operazione da Roma Ladrona, chissà se le Associazioni delle emittenti radiofoniche riusciranno ad ottenere giustizia, se un magistrato solerte vorrà metterci il naso, se i nostri rappresentanti parlamentari vorranno adoperarsi almeno con una interpellanza al Ministro competente.

Buon ascolto di Radio Padania Libera, da Siracusa, su 102,400 mhz.

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