Il 9 ottobre la mobilitazione nazionale, anche a Siracusa. In fase di elaborazione la piattaforma nazionale e rivendicativa, regionale e locale, piena di vertenze e di questioni che caratterizzano la città e la Sicilia, finalmente unita
“Vogliamo potere, compagni, vogliamo potere”. Con questa frase si è aperta e conclusa la fantastica esperienza che ha visto in Sicilia un iter lungo ed entusiasmante di Danilo Lampis, coordinatore nazionale dell’Unione degli Studenti.
Dal 19 al 23 settembre c’è stato il coordinamento regionale e poi tre provinciali per rilanciare la mobilitazione del 9 ottobre. Prima a Catania con il coordinamento regionale, poi a Ragusa; poi a Siracusa e Augusta con forza di volontà e grinta non solo per boicottare con attività di rinnovamento alternative, ma anche per costruire una scuola di qualità in una città all’avanguardia.
Nei primi due giorni a Catania, dal coordinamento regionale, è uscito un gruppo quadro regionale nuovo, forte e motivato, che si sente in credito nei confronti del Governo e ha tutta la voglia di riprendersi dallo smacco subito in questi anni.
Da pochi giorni si è concluso quello provinciale: una grande riunione fantastica e travolgente che ha siglato un trio inscindibile: Reddito, Conoscenza, Democrazia. Siamo stanchi di non essere ascoltati, siamo stufi di un governo che non ci considera, che non ci rispetta e che non ci lascia la libertà di essere noi stessi i protagonisti di un vero e vivo cambiamento.
Questa sarà una piattaforma diversa: nazionale e rivendicativa, regionale e locale, piena di vertenze e di questioni che caratterizzano la città e la Sicilia, finalmente unita. Vogliamo una politica ambientale vera e una politica industriale mirata, una scuola nuova e partecipata, al passo con i tempi e adatta alle varie tematiche, aggiornata e innovativa, inclusiva e accessibile. Vogliamo potere decidere, vogliamo poter pensare, vogliamo poter restare, vogliamo poter cambiare

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