Rabbia e sconcerto dal mondo politico e sindacale per l’ennesimo caso di morte bianca verificatosi nell’impianto Eni Versalis, che ha rianimato la già accesa discussione sul sistema degli appalti e sulla sicurezza nella zona industriale. Rabbia, perché è sempre più alto il tributo da pagare a causa di un sistema degli appalti, come afferma l’on.le Pippo Zappulla, componente della commissione lavoro della Camera, “[…] fondato sulla mera compressione dei costi e non sulla qualità del lavoro.” Sconcerto non solo per la giovane età dei due lavoratori, entrambi dipendenti di una ditta dell’indotto, ma anche per le dinamiche dell’incidente.
“L’azienda per cui lavoravano i due operai – ci spiega Mario Rizzuti, segretario generale della Filctem Cgil di Siracusa – è specializzata in controlli di tubazioni sotterranee. Si tratta di persone specializzate che conoscono il lavoro, che tra l’altro è routinario e viene effettuato quotidianamente in tutta l’area industriale.”
Si tratta, in sintesi, del monitoraggio e del controllo delle tubazioni interrate che raccolgono i reflui e i colaticci degli impianti industriali, che vanno poi a confluire nel depuratore, e che si trovano a 4 metri di profondità. Per controllare un determinato tratto di tubazione si chiudono le valvole sul pezzo interessato e si procede all’ispezione attraverso dei pozzetti larghi 40 cm per 40. Tutto il lavoro avviene all’esterno, poiché gli operai utilizzano un robot dotato di telecamera e cingoli che cammina dappertutto e che viene infilato dentro il pozzetto. Grazie ad uno schermo esterno è possibile verificare se la tubazione ha qualche cricca o perdita.
“Siamo tutti sconcertati – continua il segretario della Filctem – perché è inimmaginabile che potesse succedere questo tipo di incidente per questo tipo di lavoro. Per scendere nel pozzetto avrebbero dovuto avere tutto un altro tipo di attrezzatura, come l’autorespiratore, ma il lavoro che dovevano fare non prevedeva l’ingresso nel pozzetto. Stiamo facendo mille ipotesi e congetture, ma sarà la magistratura a chiarire la dinamiche dell’incidente. Queste due ulteriori vittime, però, rendono non più procrastinabile una riunione urgente con il prefetto, tra l’altro sollecitata da parecchio tempo, e con tutte le aziende dell’area industriale. Anche se non mi sembra il caso specifico, perché stiamo parlando di una ditta specializzata dotata di attrezzatura abbastanza evolute e che rispetta i canoni, è giunto il momento di affrontare nelle giuste sedi la questione degli appalti: gli incidenti avvengono perché le committenti appaltano al minimo ribasso e chi va a lavorare lo fa togliendo sicurezza, diritti e tutela ai lavoratori.”
Dello stesso avviso anche l’on.le Pippo Zappulla, che in una nota ribadisce la necessità di istituire una procura nazionale sulla sicurezza sul lavoro e una commissione parlamentare di inchiesta sulla sicurezza perché, come afferma il deputato PD, “[…] il rispetto rigoroso delle procedure di sicurezza, la giusta manutenzione degli impianti e un diverso sistema degli appalti nella zona industriale rappresentano scelte non più rinviabili.”

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