Bonifiche, qualcosa si muove per i campi sportivi di Priolo e Augusta

Perenne stand by per la rada di Augusta dopo la sentenza del Tar di Catania che ha ritenuto quale migliore soluzione “non scuotere nuovamente i fondali”, per la penisola di Magnisi l’Eni avrebbe iniziato il trasferimento della cenere di pirite in una discarica autorizzata, forse in Calabria

 

Secondo la Corte di Giustizia Europea, l’Italia, condannata già nel 2007, per essere venuta meno “in modo generale e persistente, agli obblighi stabiliti dalle direttive relative ai rifiuti, ai rifiuti pericolosi e alle discariche di rifiuti”, non ha adottato tutte le misure necessarie a dare esecuzione a questa prima sentenza e viene quindi condannata a pagare una somma forfettaria di 40 milioni (secondo il ministro Gian Luca Galletti già corrisposti). La sanzione pecuniaria più pesante mai comminata (ricordiamo che alla Corte è stata attribuita tale facoltà dal 1992). Una sorta di ‘eccellenza’ per il nostro Paese dal momento che ha superato se stesso nel guinness dei primati avendo già subito nel 2011 una maxi multa da 30 milioni per una vicenda collegata ad aiuti di Stato illegali ammantati da sgravi fiscali per contratti di formazione lavoro.

Ma la Corte, nel dicembre scorso, ha anche voluto sanzionare il ritardo e la lentezza con cui procedono le operazioni di bonifica e da qui l’ulteriore condanna a versare una penalità semestrale fino all’esecuzione della sentenza del 2007. A partire da un importo iniziale di 42.800.000 euro saranno detratti 400mila euro per ciascuna discarica contenente rifiuti pericolosi messa a norma e 200mila euro per ogni altra discarica messa a norma (per ogni semestre successivo, la penalità sarà calcolata a partire dall’importo stabilito per il semestre precedente detraendo i predetti importi in ragione delle discariche messe a norma in corso di semestre).

Il primo semestre si è chiuso a giugno ma secondo il ministro l’Italia già si sarebbe messa in regola: “Siamo passati da 4.866 discariche abusive contestate a 218 nell’aprile 2013. Una cifra oggi ridotta a 45 discariche. Con la legge di stabilità 2014 sono stati stanziati 60 milioni di euro per un programma straordinario che consentirà di bonificare 30 delle 45 discariche rimaste, anche attraverso gli accordi di programma sottoscritti in questi giorni con le regioni Abruzzo, Veneto, Puglia e Sicilia. Le restanti 15 discariche abusive saranno bonificate con un ulteriore impegno di 60 milioni di euro”.

Ma nell’elenco di cui ha parlato Vania Contrafatto, assessore regionale della Sicilia, assicurando di aver sottoscritto già in febbraio un accordo di programma per le bonifiche, tra le sei discariche citate mancano quelle della nostra provincia. Per saperne di più è però possibile fare riferimento alle parole del procuratore Francesco Paolo Giordano e dei sostituti del pool sui reati ambientali Giancarlo Longo e Magda Guarnaccia ascoltati dalla commissione parlamentare sui rifiuti presente in aprile a Siracusa.“Abbiamo progetti definitivi per gli interventi di messa in sicurezza e bonifica della falda all’interno della rada di Augusta, per la bonifica dei suoli e delle acque di falda dell’area di proprietà ENEL Priolo (progetto dichiarato approvabile dalla Conferenza dei servizi del 6 marzo 2008), per la bonifica dei terreni saturi delle aree D2 e D3 interne di proprietà di Polimeri Europa S.p.A. e ancora dell’area CS9 e sua integrazione. Per l’omessa bonifica – ha spiegato Giordano – occorre un progetto e l’autorizzazione di questo progetto, che costituisce un ulteriore ostacolo a un’azione piena ed efficiente da parte della Procura. Sono progetti per i quali il Ministero dell’ambiente vuole sapere a che punto sia la valutazione di impatto ambientale. Quindi stiamo aspettando le risposte della Regione”.

Ma anche in procedimenti che arrivano a una conclusione possono esservi aspetti di illegalità “che devono indurre a riflessione”. Come è noto, negli accordi di programma, per quanto riguarda le bonifiche, viene prevista la possibilità di una transazione tra i privati e il Ministero dell’ambiente e capita così che “una transazione molto importante è stata fatta tra l’ISAB e il Ministero dell’ambiente del valore di 28 milioni di euro, in parte imputati a contributo forfettario alla bonifica, in parte come contributo al risarcimento del danno ambientale. Il Consiglio di amministrazione dell’ISAB però (ne posso parlare perché siamo arrivati al 415-bis) ha considerato questa spesa come una spesa deducibile e quindi ha abbattuto il reddito di impresa di 28 milioni di euro. Naturalmente la Guardia di finanza li ha denunciati per il delitto di cui all’articolo 4 del decreto legislativo dei reti fiscali per dichiarazione infedele”. Nell’affrontare gli illeciti ambientali, ha evidenziato inoltre il procuratore, occorre ricercare “un punto di equilibrio tra le esigenze del profitto dell’impresa, che sono sacrosante, e le esigenze di tutela della salute dai danni ambientali”.

Dalle altre risposte del procuratore sembra di poter sintetizzare che mentre rimane in perenne standby la bonifica della rada di Augusta dopo la sentenza del Tar di Catania che ha ritenuto quale migliore soluzione “non scuotere nuovamente i fondali”, per la penisola di Magnisi l’Eni avrebbe iniziato il  trasferimento della cenere di pirite in una discarica autorizzata, forse in Calabria.

Ancora in parte sequestrati i campi sportivi di Priolo e di Augusta per i quali sembra che qualcosa si stia iniziando a muovere a livello regionale.

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