L’on. Faraone coi sindacati scuola e il sindaco: “Presto, andiamo”

Argomento principale il ddl di riforma che il Governo vuole imporre in modo dittatoriale. In 20 minuti i temi trattati sono stati i precari, il destino degli insegnanti di sostegno in DOS, la scuola dell’infanzia, il rinnovo del contratto di lavoro del comparto scuola, scaduto da ben sette anni

 

Il 6 e 7 giugno nei locali della Spero 20’20 si è svolta una convention organizzata dal sindaco Giancarlo Garozzo e dal sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone. Nell’ambito dell’evento “il Futuro è… fare insieme”, il 6 giugno l’on. Faraone ha “democraticamente” incontrato i rappresentanti siracusani dei sindacati scuola, sebbene ci sia da dire che inizialmente aveva accettato di incontrare solo i sindacalisti di CGIL, CSL e UIL (siamo già al sindacato unico?) e solo in seguito a proteste ha aperto anche alla GILDA e allo SNALS. Invitata da Alfonso Graceffa, segretario provinciale della GILDA, anche la scrivente si trovava presente all’incontro e ha seguito con interesse le rimostranze dei sindacalisti e le risposte dell’onorevole.

Nel pomeriggio dello stesso giorno, navigando in internet, troviamo sulla pagina di un giornale on line di Siracusa un resoconto della prima giornata della convention e dell’incontro dei sindacalisti con Faraone, leggiamo e ci sentiamo straniti. Nell’articolo si afferma che l’onorevole, figlio di sindacalista, ha “ascoltato attentamente tutti gli interventi” dando poi risposte adeguate ed esaustive. Ci sorge il dubbio di non aver partecipato allo stesso incontro di cui si relaziona on line. Inoltre osserviamo “attentamente” la foto che accompagna l’articolo e ci domandiamo se chi lo ha scritto l’ha guardata bene, considerato che dalla postura del rappresentante del governo Renzi si evince chiaramente che l’incontro era più un atto dovuto che un’occasione per ascoltare la base.

Allora nasce dentro di noi l’urgenza di dire la verità su come si è svolto realmente l’incontro!

Innanzi tutto non sapremmo come definire la location! Sicuramente più adatta a un rave per topi (che la sera vi si devono riunire numerosi!), ma tecnologicamente attrezzata ed adeguatamente abbellita per accogliere cotanta personalità. Sarà stato un modo per essere “alternativi”? O per lanciare un messaggio? Comunque!

L’incontro era previsto alle 10:15 e l’onorevole, puntualissimo, è arrivato, accompagnato dal nostro sindaco, alle 10:40. Siamo stati ricevuti in un angolo su sedie racimolate qua e là con una scatola di cartone al centro a mo’ di tavolo. A turno hanno preso la parola i sindacalisti Italia (CGIL), Graceffa (GILDA) ed Epaminonda (CISL), spesso interrotti dal sindaco Garozzo che, come il Bianconiglio di Alice nel Paese delle Meraviglie, non faceva altro che dire “Presto che è tardi! perché di là ci aspettano 500 persone”, per sottolineare tutta l’importanza data all’incontro in corso.

 

Come affermato dall’articolo del giornale on line, i temi trattati sono stati i precari, il destino degli insegnanti di sostegno in DOS, la scuola dell’infanzia, il rinnovo del contratto di lavoro del comparto scuola, scaduto da ben sette anni. Quello che il cronista non dice è che oltre ad esporre le esigenze del territorio, con un ufficio scolastico provinciale (ex provveditorato) senza dirigente e le scuole occupate, l’argomento principale è stato il Ddl “la Buona Scuola” che il Governo vuole imporre in modo dittatoriale, nonostante le accese proteste. Le criticità messe in luce dai sindacalisti riguardano l’insufficienza delle immissioni in ruolo per la creazione di un organico funzionale, che non copriranno il turn over; le reti di scuole con l’accorpamento delle segreterie e il taglio di 2020 unità (forse evocato dall’evento?) di personale ATA con seri problemi per la gestione dei numerosi plessi distaccati; e soprattutto gli eccessivi poteri concessi ai presidi che redigono i POF (questi inviati, per l’approvazione, prima agli uffici scolastici regionali e poi al Ministero a Roma, bloccheranno le scuole in un meccanismo farraginoso e perverso), scelgono gli insegnanti e decidono i meritevoli; la defiscalizzazione delle spese per le scuole paritarie e le sovvenzioni concesse loro, le deleghe in bianco al Governo.

Veniamo interrotti ancora una volta dal nostro sindaco: “Di là ci aspettano!”

L’onorevole ascoltava, o meglio sentiva, ciò che i sindacalisti dicevano, senza battere ciglio e senza mostrare particolare interesse. Dopo aver promesso che, se non ci saranno eccessive contestazioni, incontrerà gli studenti delle scuole occupate, in risposta alle rimostranze sul Ddl ha affermato che alcune modifiche sono state già apportate in sede di discussione alla Camera e che, come ha già detto Renzi, stare a sentire i sindacati non significa accontentarli, perché una legge non può essere redatta su indicazioni delle parti sociali (bel discorso di sinistra!).

Per quanto riguarda i precari saranno assunti solo quelli necessari, non si possono assumere persone senza sapere cosa farsene. Ha ragione! Gli potremmo dare qualche suggerimento in merito. Ma non possiamo replicare, il tempo stringe! E poi, ha detto, ci sarà un altro concorso per coprire le cattedre vacanti. Come se non bastassero quelli già espletati e le cui graduatorie non ancora esaurite saranno cancellate all’entrata in vigore di questo Ddl!

Per scuola dell’infanzia e sostegno non è questo il luogo per parlarne. Vorremmo sapere: qual è?

Prima di concludere l’onorevole ha tenuto a sottolineare che per la prima volta un Governo investe soldi nella scuola: ben 3 miliardi! (ricavati dai tagli al personale ATA e alle segreterie e dagli accorpamenti di scuole, pensiamo noi). Ma dove abbiamo già sentito questo “bel” discorsetto? Ah…sì! Sono le stesse parole di Renzi nel filmato con la lavagna, nella lettera ai docenti, nell’intervista a Domenica in… È come se tentassero di rabbonirci sventolandoci sotto il naso una mazzetta di banconote!

Alle 11:00, senza tante formalità, ma dichiarandosi dispiaciuto, su ennesima sollecitazione del sindaco, l’onorevole ci congeda per andare a concedersi a una platea sicuramente più gradevole e condiscendente della nostra. Noi restiamo a guardarci senza più parole, ma con la sensazione kafkiana che la sentenza di questo processo sia già stata scritta!

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