E ora a Palazzolo si attuino piano particolareggiato e isola pedonale

Per la città montana, dopo il riconoscimento Unesco, il vessillo dei “Borghi più belli d’Italia”. Se vogliamo veramente sviluppare il turismo occorre la creazione di un sito internet dinamico, lo sviluppo di eventi, manifestazioni e festival a respiro almeno regionale 

Aumentano, come i “distintivi” di un piccolo scout, i riconoscimenti sul vessillo del nostro bel comune. Dopo il riconoscimento Unesco (2002) adesso arriva anche la bandiera di “Uno dei Borghi più belli d’Italia”. Quest’ultimo giunge come strumento adottato dall’amministrazione “sempre alla ricerca nell’ambito delle azioni di valorizzazione” del nostro territorio.

Il Club nasce ad opera dell’Anci con lo scopo di proteggere, promuovere e sviluppare i comuni riconosciuti come Borghi più belli d’Italia. La partecipazione a questo club prevede alcuni adeguamenti e lo svolgimento di attività atte, appunto, alla valorizzazione del territorio. Ad esempio, nell’art. 2 della Carta di qualità, vengono elencati i Criteri di ammissione, tra cui la manifestazione attraverso fatti concreti di una volontà e di una politica di valorizzazione, sviluppo e promozione del proprio territorio (es. trattamenti estetici con la mimetizzazione delle linee aeree; conoscenza e stimolo della frequentazione turistica; edizione di guide od opuscoli promozionali; organizzazione di eventi o manifestazioni permanenti o temporanee originali). Pagando annualmente € 2.750,00 (avendo Palazzolo più di 7.001 abitanti) il riconoscimento, previo esame da parte di una commissione, è arrivato a favore del quartiere medievale.

Iniziativa lodevole e degna di interesse, se non fosse che il paese, di suo, avrebbe già abbastanza doti per essere un centro attrattivo. La sua sola storia dovrebbe essere il suo trampolino di lancio, il parco archeologico, il nuovo museo Judica, il museo antropologico Uccello (tutti regionali), il museo dell’informatica, quello dei viaggiatori e quello delle tradizioni nobiliari (di fondazioni private) e poi, ancora, il Festival Internazionale del Teatro Classico dei Giovani, il Carnevale… le feste patronali.

Già il riconoscimento Unesco avrebbe dovuto essere l’incipit per uno sviluppo economico, ma ciò, ad oggi, non è avvenuto.

Ancora una volta (come era avvenuto durante la recente apertura del museo di Palazzo Cappellani) abbiamo ascoltato, durante la consegna della bandiera, pregevoli e infinite lodi sulla bellezza del nostro comune e sulle possibilità che solo il turismo può dare; ancora una volta “gli addetti ai lavori” ci hanno detto che è necessaria la rete, la valorizzazione e la cura della cultura; che oggi il turista è molto più esigente e cerca l’atmosfera, i suoni e i profumi di nuovi luoghi, specie se incontaminati, o quasi.

La lottizzazione dei terreni limitrofi alla zona archeologica, nonostante il vincolo della Soprintendenza; la mancanza di una politica basata su fatti concreti verso la valorizzazione turistica, che va dalla mancanza di indicazioni stradali e di pubblicizzazione dei musei, all’assenza di una guida turistica aggiornata, alla realizzazione di eventi lontani dalla nostra tradizione (vedi la festa della fragola) l’evidente mancato sviluppo del piano Unesco ci fanno oggi chiedere se Palazzolo sarà in grado di sfruttare quest’altra occasione.

Vogliamo però essere positivi, le testimonianze che hanno portato i comuni di Gangi e di Montalbano Elicona, vincitori rispettivamente di Borgo più bello d’Italia nel 2014 e nel 2015, ci fanno ben sperare. Ad essere coinvolta nella collaborazione e nel mantenimento, nonché nella valorizzazione del posto, è innanzitutto la collettività, chiamata a vigilare su se stessa e sulle azioni di chi, nascondendosi dietro al “tanto lo fanno tutti” deturpa. Nonché i giovani, affinché riescano a trovare nel turismo la fonte della loro realizzazione lavorativa. E poi l’amministrazione; ad essa la collettività, soprattutto i giovani che ancora sono speranzosi in un futuro nel loro paese chiedono a gran voce di iniziare ad essere più attenta alle esigenze della comunità, alla valorizzazione di tutto il paese, ad esempio con l’attuazione del piano particolareggiato, l’avvio dell’isola pedonale, la creazione di un sito internet dinamico, lo sviluppo di eventi, manifestazioni e festival a respiro almeno regionale. Non accontentiamoci più della sagra di paese, guardiamo oltre il nostro “ermo colle”.

 

 

 

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