Lettera aperta ai parlamentari nazionali Alicata, Amoddio, Prestigiacomo, Zappulla sul possibile destino “pubblico” di una vasta e suggestiva area che, se sottratta alle sue attuali e residuali funzioni, potrebbe rivestire per la nostra città un bacino di sviluppo davvero strategico
Cari Parlamentari, considerato il vostro ruolo istituzionale, do per scontato che la lettura degli organi di stampa, l’attenzione alle TV locali e alle sollecitazioni provenienti dall’opinione pubblica, rappresentino parte del vostro lavoro, proprio al fine di saper corrispondere alle istanze dei cittadini, oltre che ai problemi che riguardano il collegio elettorale di vostra pertinenza.
Se esordisco con questa premessa è per provare a capire se, da parte vostra, sia maturata in questi anni – e in che direzione – una qualche idea, un qualche proposito in merito ad una questione che, almeno a partire dal 2008, ho iniziato a porre all’attenzione dell’opinione pubblica – e che ha avuto grande eco e riscontro positivo –, e che riguarda il possibile destino “pubblico” di una vasta e suggestiva area che, se sottratta alle sue attuali e residuali funzioni militari, potrebbe rivestire per la nostra città un bacino di sviluppo (urbanistico, civile, turistico-culturale) davvero strategico.
Mi riferisco all’area dell’Aeronautica militare di via Elorina. La mia idea di avviare un percorso istituzionale al fine di pervenire a una smilitarizzazione totale dell’area di via Elorina – per analogia a quanto avvenuto oltre quindici anni fa con l’ex Caserma Abela, oggi centro vitale di diverse e importanti funzioni culturali e turistiche per la città –, per assegnarla al Comune e trasformare il vasto complesso urbanistico/immobiliare, attraverso un disegno di carattere civile-produttivo-turistico e culturale per la città, ha avuto in questi anni una vasta eco: è stata periodicamente e ripetutamente riproposta all’attenzione dalla stampa e dalle TV, senza che qualcuno di voi (per quanto ho potuto verificare dalla stampa locale), nel ruolo di parlamentari, abbia espresso il proprio orientamento al riguardo: non necessariamente a favore della proposta.
Come ben noto a tutti, da decenni, l’attuale Centro aeronautico – per ragioni oggettive – non riveste più quelle finalità che svolgeva ancora negli anni ’70-’80. Vi lavorano all’interno poche decine di persone, tra militari e civili. La stessa area, peraltro, negli ultimi anni, in ragione delle trasformazioni legate a possibili strategie di sviluppo del contesto urbanistico, è venuta sollecitando interessi diversi – a volte in modo sotterraneo –, stretta com’è, da una parte, dall’area del costruendo porto turistico afferente alla Società “Acqua marcia” di Caltagirone (con un destino, oggi, incerto), dall’altra, dalla società “Marina di Siracusa” (area, ex Spero), la quale – venuta meno l’idea di costruire una megagalattica isola d’approdo portuale sul mare antistante – auspica, legittimamente e opportunamente, di realizzare un progetto di globale ristrutturazione degli edifici fatiscenti, dismessi dagli anni ’60, con cambio di destinazione d’uso, apportando così un ammodernamento/riqualificazione decisiva dell’area.
La mia idea della smilitarizzazione dell’Area dell’Aeronautica, assegnandola al Comune, nasceva proprio per sottrarre il destino dell’area a interessi privatistici-imprenditoriali, per far diventare il Comune artefice di un progetto legato ai Bandi U.E. (ora il piano 2014-2020) per una riqualificazione produttiva dell’intero contesto urbanistico – strategicamente collocato al centro della città. Sta di fatto poi che, dentro l’Area aeronautica di via Elorina, in questi ultimi anni, visto il drastico ridimensionamento delle funzioni strategiche militari, è cresciuta l’attività (mostre, conferenze, spettacoli, incontri, ecc) che nulla hanno a che fare con la riservatezza di funzioni di stretta pertinenza militare – segno di un tentativo o della necessità dei Comandi militari di assecondare, dietro la retorica dell’apertura al territorio, alla società civile ecc. ecc., istanze “esterne” e non militari, anche al fine di neutralizzare la proposta, fattasi strada, della smilitarizzazione che via via è diventata sempre più penetrante nell’opinione pubblica.
Azzardiamo pertanto che, proprio perché questo dibattito pubblico ha reso sempre più prevalente la consapevolezza del venir meno della centralità “militare” dell’area, gli stessi ambienti dell’Aeronautica si siano mossi per delineare una strategia tendente a salvaguardare/accrescere la connotazione militare della vasta struttura. Da qui, a nostro avviso, è scaturita la recente ipotesi di trasferire all’interno dell’area di via Elorina la nuova sede della Caserma dei Carabinieri – la cui costruzione, sino a poco tempo fa, era prevista nella zona alta della città.
E’ evidente che se venisse accolta tale ipotesi – collocare in qualche immobile dell’Aeronautica la Caserma dei Carabinieri –, l’intera area Aeronautica salvaguarderebbe la sua connotazione militare, indebolendo/pregiudicando l’ipotesi della “smilitarizzazione”, lasciando peraltro scarsamente utilizzata la stessa area: col paradosso di determinare un risultato per cui un complesso immobiliare che vale 100 verrebbe utilizzato solo per il 25%, al solo scopo di tutelare una “rendita di posizione” di ordine militare, in barba a quelle esigenze “collettive” che dovrebbero prevalere, specialmente di fronte alla crisi finanziaria che stiamo vivendo da anni, al punto che le scelte del Governo nazionale prevedono proprio la dismissione di caserme/strutture/edifici militari scarsamente o poco utilizzati.
Le domande che provo a rivolgervi sono pertanto queste: a) La mia proposta è davvero fuori luogo e priva di fondamento? Se la vostra risposta è sì, la questione è subito risolta. Prendo atto del vostro orientamento e mi limito a formulare il mio giudizio politico verso i vostri propositi. b) Se invece ritenete che l’idea della smilitarizzazione dell’area Aeronautica ha una sua forte valenza (politica, civile, urbanistica, produttiva), mi spiegate le ragioni del vostro silenzio, del vostro disinteresse? c) Stante il vostro autorevole ruolo, per quale ragione non avete pensato, di comune accordo, a sollecitare il Sindaco ad una Conferenza dei servizi per tracciare un percorso istituzionale (Commissione parlamentare Difesa, Ministero della Difesa), senza attribuire a ciò una qualche “invadenza” nelle strategie militari? d)Quali, pertanto, le ragioni incomprensibili del vostro disinteresse sinora?e) Rispetto al positivo spartiacque segnato da anni dall’uso “pubblico/civile” dell’ex Caserma Abela, la smilitarizzazione dell’Area dell’Aeronautica non avrebbe un effetto – turistico, produttivo, ambientale, urbanistico – ancora più dirompente per la città? f) Cosa aspettate per smuovere le acque e prendere in mano voi la questione?

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