“Il nostro obiettivo è di mantenere i minori nella famiglia di origine evitando l’istituzionalizzazione”, “Creeremo un sito web dove tutti possano trovare le necessarie informazioni”. Ma Siracusa non è ancora una città a misura di bambino, c’è molto da fare
Una discussione a 5 sulle problematiche dell’affido, della case famiglia e comunità alloggio, delle reali politiche messe in campo dall’assessorato e del rapporto con le associazioni di volontariato che su questo fronte operano: il neo assessore alle Politiche Sociali (e abitative, Famiglia, Volontariato e Periferie), la trentaduenne Rosalba Scorpo di Solarino, il capo settore, dott. Rosario Pisana, la responsabile di servizio, dott.ssa Graziella Zagarella e la dott.ssa Patrizia Tringali dell’ufficio affido. Un incontro partito forse male, con qualche pregiudizio per l’articolazione delle domande, per l’ampiezza e complessità della materia, per la stessa testata giornalistica forse un po’ scomoda, e infine per le difficoltà oggettive che l’assessorato attraversa, ultima ruota del carro di un welfare sempre più sfilacciato e depauperato di fondi e impiegati. (Ne pubblichiamo solo la prima parte, rimandando la seconda al prossimo numero).
Condiviso da subito con l’assessore il punto di partenza: Siracusa (e non solo) non è ancora una città a misura di bambino e vi è molto da fare. Quali possono essere i percorsi e gli aiuti concreti che l’ufficio della politiche sociali predispone a sostegno della genitorialità, dell’affido, dell’adozione, e in che modo vengono supportate le famiglie siracusane in difficoltà?
L’ufficio affido lavora con criteri scientifici e oggettivi – ha risposto la Scorpo – e queste modalità lavorative sono supportate dal contributo di un’equipe integrata dell’Asp il cui responsabile è il dottor Giovanni Rubino. Le famiglie affidatarie sono inserite in una banca dati monitorata e aggiornata man mano inserendo i nuovi nuclei familiari che chiedono di essere protagonisti. Le richieste di disponibilità all’affido vengono prese in carico dall’equipe del gruppo affido, dove referente per il Comune è la dottoressa Tringali, caposettore del servizio. Dopo una valutazione dell’assistente sociale, la famiglia viene valutata e seguita in un percorso in-formativo tenuto dai vari operatori del gruppo affido con l’ausilio, qualora ve ne sia necessità, di interventi specialistici come la neuropsichiatria infantile di Siracusa.
La scelta dell’affido viene anche condivisa con tutte le associazioni ed enti che ruotano attorno a questa istituzione al fine di migliorare i rapporti di collaborazione e dar vita a un rapporto di rete integrato. Stiamo prendendo in considerazione anche l’ipotesi di ufficializzare un protocollo d’intesa tra tutti i partner coinvolti stabilendo ruoli precisi, cui sarà associato un progetto che coinvolga i diversi enti quali associazioni, cooperative, comune, Asp e neuropsichiatria. A breve avvieremo anche nuovi percorsi di sensibilizzazione sul territorio. Diverse associazioni, quali Labeform, Papa Giovanni XXIII ed Eos, già operano con noi, altre sono in attesa purtroppo da anni della sottoscrizione di un protocollo, protocollo che ho intenzione di riprendere e ufficializzare. Attualmente il supporto alla genitorialità è affidato ad alcuni servizi esternalizzati, come ad esempio Spazio Neutro, gestito dalla Cooperativa Lab.e.fo.r.m, e poi l’educativa domiciliare, servizio che è stato in stand by per un po’ di tempo, ma adesso è ripreso, rivolto ai minori al fine di mantenerli nella famiglia di origine evitando l’istituzionalizzazione. Esiste poi l’affido familiare che prevede l’inserimento di un bambino, per un periodo di tempo limitato, all’interno di un’altra famiglia che dovrebbe collaborare con quella d’origine”.
Dunque, a detta dell’assessore Scorpo, il Comune, con il suo braccio operativo delle politiche sociali, interviene a supportare il minore e le famiglie, ma prima? Quali misure si adottano prima che la famiglia e il problema scoppino? Di fresca nomina, l’assessore, pur non potendo soddisfare tutte le nostre curiosità, tiene a precisare il suo impegno su progetti sperimentali per costituire reti di famiglie aggregate (e di associazioni) anche ricorrendo a tecniche innovative quali il condominio e il vicinato solidale, sensibilizzando i vicini all’accoglienza e al sostegno della famiglia dell’affido o alla stessa famiglia d’origine che si trovi in difficoltà. “E’ ovviamente necessario avviare un lavoro di sensibilizzazione sul territori – spiega – e creare un sito web dove tutti possano trovare le necessarie informazioni”. In questa direzione la sinergia con Valeria Troia che da qualche settimana ha costituito una cabina di regia che vede tutte le istituzioni (difensore dei minori, rappresentanti della scuola, della sanità e del terzo settore) per un vero patto educativo per Siracusa.

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