A causa dell’accavallamento di due “datori di lavoro”. Al Comune i sei consiglieri comunali ora rinviati a giudizio sono costati 164mila euro l’anno. Per tutti l’accusa di reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazione pubblica ottenuto ‘con artifici o raggiri’
È del febbraio 2014 l’avviso di conclusione delle indagini preliminari che il sostituto Tommaso Pagano, con firma anche del dottor Marco Bisogni, della Procura di Siracusa ha trasmesso alle parti, indagati e difensori, per il caso ‘Fantassunzioni’ al Consiglio Comunale. Il documento è stato ‘consegnato’ ai giornalisti de La gabbia che ne hanno mostrato in video una piccola parte ed è singolare che la notizia sia passata, a suo tempo, quasi sotto silenzio, ripresa forse solo da BlogSicilia. Sapere come la Procura si sia mossa, quali siano stati i risultati delle indagini che hanno riguardato 6 consiglieri e i 7 loro datori di lavoro, forse avrebbe avuto un effetto deterrente sui neo eletti consiglieri e avrebbe indotto a una più approfondita riflessione sui costi della politica, e soprattutto sugli obblighi impliciti assunti con i propri elettori.
Sull’oggi non vogliamo aggiungere alcun commento: i social network ne sono zeppi e si ripropone spesso, in altre forme, su altro versante, lo stesso qualunquismo di un Giletti o di un Paragone. Né crediamo, ma è solo una nostra opinione, e potremmo essere a breve smentiti, che la magistratura possa individuare altri elementi di reato se non il falso ideologico per attestazioni non veritiere. Almeno, in questa occasione, il gioco dei fittizi contratti di lavoro non dovrebbe aver avuto luogo e per il resto potrebbe trattarsi unicamente di illeciti amministrativi (la delibera sui capigruppo) e di un uso immorale della legge 30.
È bene comunque sapere che dal 2008 al 2013 l’esborso annuale del Comune solo per i sei consiglieri è stato di 164mila euro. Complessivamente, in un periodo di circa 4 anni, quasi 658 mila euro: 12.643 al mese. La cifra media mensile incassata dai 6 indagati si è aggirata sui 3mila euro: da un minimo di 2.750 a un massimo di 3.904.
Questo, in ordine crescente, quanto percepito complessivamente da ciascuno: 45.174 (in 15 mesi), 108.255 (in 28), 109.172 (in 21), 118.231 (in 43), 136.584 (in 47), 140.546 (in 36: il consigliere che ha ricevuto il massimo mensile). Come chicca, c’è poi il caso del consigliere che per qualche mese, 4, come sembra doversi desumere dall’atto della Procura, avrebbe usufruito di un doppio rimborso essendoci un accavallamento di due società.
Ma ai 6 consiglieri, accusati, in concorso con i rispettivi datori di lavoro, di aver stipulato contratti fittizi, la Procura ha anche contestato alcune assenze alle commissioni consiliari nonostante la presunta presenza (e in verità ci stupisce un po’ che tale malvezzo sia ascrivibile solo a loro perché, a guardare i fatti, non dovrebbero essere stati gli unici casi). Numeri diversi, ma senza che la differenza abbia a che fare con lo schieramento politico di appartenenza perché un esponente dell’allora maggioranza e uno della minoranza ne hanno totalizzato il primo 52 (3.480 euro), il secondo 50 (3.267). Pochissime quelle degli altri tre: 3, 6, 12. Esente da questa colpa uno di loro.
I provvedimenti, confermati dal Tribunale del Riesame di Catania, fondano tutti sull’accusa di reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazione pubblica ottenuto ‘con artifici o raggiri’ ma si pensa che dalla lettura dei verbali delle commissioni siano emerse anche altre irregolarità meritevoli dell’attenzione della Corte dei Conti.

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