Nonostante le poche competenze e lo scarso appeal (pressione fiscale al 70%) maggiore propensione ad attività autonome. I soggetti interessati (tra i 15 e i 29 anni) possono iscriversi attraverso una piattaforma informatica
Si parla spesso di crisi economica e di perdita di posti di lavoro ma spesso non si riflette abbastanza di come e di quanto questa crisi si sia abbattuta come un uragano sui giovani che pagano scelte politiche sbagliate e speculazioni finanziarie che hanno, di fatto, impoverito negli ultimi cinque anni l’intera Europa.
I dati della disoccupazione giovanile per Siracusa sono critici e, nello stesso tempo, particolari. SecondoGiampaolo Micieli, presidente della Consulta Giovani Imprenditori, a Siracusa è presente una disoccupazione del 60% nella fascia di età compresa fra 15 e 24 anni e del 50% nella fascia di età compresa fra 15 e 29 anni. Negli ultimi cinque anni si è osservato un aumento di circa 20/30 punti di queste percentuali. Nonostante ciò, dice Micieli, la Sicilia ha 60 mila giovani imprenditori che corrispondono a circa il 10% del totale degli imprenditori giovani in Italia. Siracusa si inserisce in questo trend con una percentuale del 14% di imprese giovanili.
Tutto ciò significa che, nonostante i grossi problemi lavorativi, c’è una propensione nel nostro territorio a fare impresa, molte delle quali sono a guida femminile. Secondo il presidente della Consulta Giovani Imprenditori, i problemi più grossi a cui le imprese devono far fronte sono di due tipi: problemi di competenza, dovuti a una non adeguata preparazione dei giovani per entrare nel mondo del lavoro, e problemi di “appeal” del nostro territorio (la pressione fiscale a Siracusa è del 70% e sono notevoli i ritardi per ottenere autorizzazioni per l’avvio delle nuove imprese).
Per fare il focus sulla disoccupazione giovanile e per cercare di invertire questa situazione, si è svolta presso la Camera di Commercio di Siracusa una giornata di approfondimento dedicata al piano europeo dal titolo “Il futuro da costruire”. La giornata, che rientra all’interno del Programma Garanzia Giovani promosso dal Ministero, è stata patrocinata dalla Camera di Commercio, dalla Consulta dei Giovani Imprenditori e dal Comune di Siracusa.
Continua Micieli durante la giornata di approfondimento: “Tutti questi dati sottolineano un contesto lavorativo difficile e, nonostante ciò, i giovani hanno prodotto e si spendono in iniziative lavorative importanti: per esempio, si è osservato il fenomeno del ritorno di laureati dal Nord Italia e di giovani laureati che vivono a Siracusa che si sono cimentati in nuove imprese, o hanno preso in mano imprese di famiglia, triplicando il fatturato con le nuove forme di commercio, come l’e-commerce. La Camera di Commercio ha attivato uno sportello per le start up dove si offre consulenza e analisi di mercato. Si è osservato che se la programmazione della nuova impresa è fatta bene le aziende durano più di tre anni”.
Durante la giornata è intervenuta anche Valeria Troia, assessore alle politiche giovanili e comunitarie, che ha evidenziato come l’assessorato stia tentando di porre le basi per le politiche giovanili mettendo assieme tutti gli attori e collaborando con tutte le associazioni di categoria. Per esempio, il Comune di Siracusa ha da poco avviato la seconda annualità del bando “Start Up” che darà contributi economici a 10 nuove imprese e il progetto “Smart UP” che permetterà a 18 giovani under 35 di avere una borsa minima e di acquisire competenze sulle Smart City.
Secondo l’assessore è necessaria maggiore informazione del progetto Garanzia Giovani che è rivolto ai NEET (i giovani che non studiano e che non lavorano) e che non deve essere confuso con il Piano Giovani attualmente bloccato (dopo l’iniziativa del click day che è stato un flop ed ha demotivato i partecipanti) e che è, invece, rivolto ai giovani dai 25 ai 34 anni. Secondo DomenicoAmich, direttore dell’Ufficio Provinciale del Lavoro, il dato della disoccupazione giovanile è però falsato perché c’è una grossa quantità di lavoro nero che produce una economia sommersa.
Amich ha chiarito gli aspetti relativi al programma Garanzia Giovani: esso ha un finanziamento naturale per i NEET e si rivolge ai giovani dai 15 ai 29 anni compiuti, anche se tra i 15 e 18 anni si può lavorare in una condizione di apprendistato. Il programma Garanzia Giovani è gestito dalla Regione ma ha un finanziamento europeo. I giovani interessati possono iscriversi attraverso una piattaforma informatica e sono previsti due livelli di orientamento. Nel primo livello si invia il curriculum e si redige una SAP. Da tutto ciò e da un indagine si ottiene il “profile” del giovane (i profiles sono suddivisi in quattro categorie a seconda delle difficoltà che i giovani hanno ad inserirsi nel mondo del lavoro). L’orientamento di secondo livello, invece, prevede un colloquio presso gli sportelli per approfondire il contesto familiare. Amich conferma che ci sono stati ritardi in tutta Italia e solo ora si sta iniziando il secondo livello.
Il programma Garanzia Giovani prevede bandi per l’accreditamento degli operatori intermediari (che possono essere Università, associazioni di categoria, Centri per l’Impiego, Scuole) mentre la fase operativa è svolta con i tirocini e i corsi di formazione. Il progetto prevede un finanziamento di circa 500 euro al mese per sei mesi per i giovani e da 200 a 500 euro al mese per le aziende (a seconda della difficoltà di inserimento dei giovani nel mondo del lavoro): se esse assumono, ricevono finanziamenti una tantum fino a 6000 euro. Alcune misure di Garanzia Giovani sono rivolte ai giovani imprenditori che avviano una start up con un finanziamento fino a 25 mila euro e, soprattutto, aiuta ad elaborare il “business plan” dando supporto per la creazione di impresa.
L’annualità di Garanzia Giovani finisce a fine dicembre 2015 anche se sono previste altre annualità fino al 2020. Essa, quindi, deve diventare un punto di riferimento attraverso la messa a sistema ed acquisendo i punti virtuosi. Enrico Tamburella, responsabile politiche attive per il lavoro del Centro per l’Impiego, infine, sottolinea che Garanzia Giovani ha avuto un finanziamento di 178 milioni di euro da spendere in Italia entro dicembre 2015. La maggior parte dei finanziamenti sono per le misure relative ai tirocini formativi. In Sicilia erano previsti circa 330 mila NEET ma al momento sono registrati solo 46 mila giovani. C’è una campagna capillare di informazione per far conoscere i programmi, che possono fungere da catalizzatori per far giungere la quiete dopo la tempesta…

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