“Se il postino di una zona per giorni non c’è, la posta resta in giacenza”

Plumeri  (Cgil): “L’ufficio postale di Marzamemi dal prossimo primo aprile resterà aperto solo tre giorni lavorativi la settimana. E’ un primo segnale. Poi di procederà alla chiusura di piccoli centri come Testa dell’Acqua, San Corrado di Fuori e così via”

Anche se in parte privatizzata, Poste Italiane è e dovrebbe continuare ad essere un servizio pubblico, garantendo una capillare presenza nel territorio per offrire servizi a tutti i cittadini. Non sembra essere di questo avviso, però, l’amministratore delegato Francesco Caio, che nel nuovo piano industriale di Poste ha predisposto una rimodulazione e razionalizzazione degli uffici postali orientata più verso la redditività che verso il servizio all’utenza. “Poste Italiane – ci spiega Alessandro Plumeri, segretario provinciale della SLC Cgil di Siracusa – è divisa in due settori, mercato privati e servizi postali. Entrambi sono ‘sotto attacco’ dell’amministratore delegato Caio, che con la sua politica sembra voler desertificare i piccoli territori, smantellando, chiudendo o razionalizzando gli orari di apertura dei piccoli uffici.”

Per quanto riguarda i mercati privati, quindi la sportelleria, è stata sancita la chiusura di 500 uffici postali in tutta Italia. La provincia di Siracusa è stata coinvolta solo in piccola parte, con la rimodulazione dei giorni di apertura dell’ufficio postale di Marzamemi, che dal prossimo primo aprile resterà aperto solo tre giorni lavorativi la settimana, rispetto ai quattro attualmente effettuati.

“La questione – continua Plumeri – in questo momento, più che pratica, è politica. Il punto di forza di Poste Italiane è sempre stata la capillarità. Il problema non è tanto la soppressione di un giorno, ma noi temiamo che questo sia solo l’inizio, il primo taglio. Poi si procederà alla chiusura dell’ufficio, e come Marzamemi potrebbero essere chiusi anche altri piccoli centri, come Testa dell’Acqua, San Corrado di Fuori e così via. Certo, sono centri la cui presenza non è importante economicamente, perché non fanno raccolta di soldi, ma offrono dei servizi ai cittadini. È comunque un presidio.”

Un po’ più complessa la situazione del recapito, settore in flessione a causa della diminuzione della posta. Per ovviare a questo problema, l’amministratore delegato di Poste ha inventato la figura del postino telematico. I portalettere saranno dotati di un piccolo palmare, di una piccola stampante e di un pos così che gli utenti potranno effettuare operazioni di sportelleria, quindi pagare un bollettino, inviare una raccomandata o effettuare una ricarica telefonica direttamente a domicilio. 

“In questo modo – afferma il segretario provinciale della SLC – i due settori di Poste Italiane diventeranno concorrenziali. Caio pensa che la figura del postino telematico possa prendere altre fette di mercato, così come quella del postino solidale, che dovrebbe consegnare agli anziani certificati medici, medicine e via dicendo, ma io mi auguro che abbia il buon senso di non testare questa figura in Sicilia,  soprattutto a Siracusa per il bene stesso degli anziani, considerato lo scarso numero di risorse portalettere applicate nei centri recapito di Siracusa e provincia.”

In questi ultimi mesi, infatti, l’enorme carenza di personale ha comportato la giacenza di posta e raccomandate. Questo perché in Poste ci sono molti portalettere con contratto a tempo determinato, che alla scadenza non vengono rinnovati ad altro personale, creando una vacatio. Quindi se un portalettere è in malattia, in ferie o ha avuto un infortunio la posta semplicemente non viene consegnata. Ci sono intere zone, come via Piazza Armerina o via Pasquale Salibra, dove le persone non ricevono la posta. “Questo accade ogni volta che vanno via i cdt (contratti a tempo determinato, n.d.R) – continua Alessandro Plumeri – o che c’è un trasferimento. Quando c’è un trasferimento il portalettere non viene sostituito. Gli altri portalettere possono supplire, ma per un certo periodo di tempo, dopodiché la posta resta in giacenza. Hanno spostato una persona da Lentini a Francofonte perché c’era posta in giacenza da mesi, e addirittura Caio vuole istituire la figura del postino solidale? E chi le porta le medicine se non c’è neanche il postino? Come si fa a prendere un servizio se non sei strutturato per portarlo avanti?”

La situazione per i portalettere è diventata estenuante, e lo scorso ottobre la SLC Cgil aveva indetto uno sciopero regionale delle prestazioni aggiuntive. Sciopero che è stato ultimamente proclamato, per le stesse ragioni, anche da altre organizzazioni sindacali. Alla protesta della categoria si è anche affiancata Federconsumatori, perché ad essere allo stremo non sono solo i lavoratori di questo settore, ma anche tanti cittadini privati del diritto di ricevere la posta.

 

 

 

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