“Vogliamo scuole sicure, non si può rischiare la vita per studiare”

Cornicioni e finestre che cadono, “all’Einaudi e al Quintiliano garage senza cortili e apertire esterne”. “Qui in Sicilia fondi non ne arrivano o ne arrivano pochissimi” 

Gli studenti hanno chiesto in queste settimane aiuto. La situazione dell’edilizia scolastica è pessima e non si può più andare avanti. E’ per questo che i rappresentanti di istituto e consulta hanno deciso di riunirsi e creare un collettivo di studenti pronti a fare qualcosa. E così, pochi giorni fa, hanno organizzato la mobilitazione provinciale  partendo da piazza Pancali vestiti di nero e marciando in silenzio fino a piazza Archimede, come un vero e proprio corteo funebre, facendo un sit-in in un posto centrale per le sedi delle istituzioni “che però non hanno mantenuto le loro promesse”, dice Marco Blandini, rappresentante di istituto del M.F. Quintiliano e coordinatore della Rete degli Studenti Medi Siracusa.

“Non abbiamo interlocutori ma non possiamo più aspettare: un pezzo del cornicione di un balcone si è staccato al liceo Gagini, una finestra si è scardinata ferendo una quindicenne al liceo Quintiliano; per non parlare delle condizioni inverosimili in cui vivono gli studenti del liceo artistico e del liceo L. Einaudi (palazzi di cinque piani adibiti a scuole) o delle succursali di quest’ultimo liceo e del liceo Quintiliano (garage senza finestre e cortili). 

“Siamo stanchi di andare a scuola con temperature bassissime perché il gasolio non arriva e stanchi, soprattutto di vedere come vengono spesi i soldi stanziati per l’edilizia su La Buona Scuola – dice Lorenzo Gervasi, rappresentante di consulta del F. Juvara – Si tratta di migliaia di euro stanziati a pioggia per rendere le scuole belle, distribuiti senza un criterio logico ma sulla base della grandezza delle scuole (sono stati dati dei soldi ad istituti ristrutturati lo scorso anno). Non possiamo più accettare le differenze strutturali tra il Nord e il Sud, perché qui in Sicilia i fondi non arrivano o ne arrivano pochissimi”. 

“La pubblica istruzione quest’anno, con La Buona Scuola, è ufficialmente morta e non ci resta altro che celebrare il suo funerale, con tanto di lapide e bara!” dice Enrica Gargante, rappresentante di consulta del liceo artistico Gagini. “E’ inammissibile andare a scuola e rischiare la vita, l’istruzione è un diritto e noi pretendiamo delle scuole sicure”, rincara Laura Bellassai, rappresentante dello stesso istituto.

La Rete degli Studenti Medi ha partecipato alla mobilitazione appoggiando in pieno le istanze del comitato studentesco. “Ci troverete sempre dalla stessa parte, quella degli studenti”, conclude Marco Blandini.

 

 

 

 

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