Sbarrato con un cancello l’accesso su strada pubblica a Vendicari

I visitatori costretti a un lungo e tortuoso transito su strada privata. Secondo un comitato di cittadini, la gestione del Corpo Forestale lascia a desiderare anche a Cavagrande del Cassibile e in altre riserve

Ancora chiusa da un cancello la strada naturale di accesso alla Riserva di Vendicari, frequentata ogni anno da migliaia di turisti, di fatto impediti a recarsi nel tratto di spiaggia, peraltro autorizzata alla balneazione. Come documentiamo nella foto, la stradella pubblica è sbarrata. Turisti e residenti, qui giunti, sono costretti a transitare per una strada privata priva di sorveglianza, costruita a spese dei privati residenti, con un percorso più lungo e faticoso, specie se i visitatori sono anziani o portatori di handicap.

La gestione della Riserva di Vendicari è affidata per legge alla Forestale, presumiamo pertanto che la decisione di sbarrare la percorribilità della strada pubblica sia stata assunta dai suoi uffici. Non se ne conoscono, però, le motivazioni. Il comitato della IX strada per la difesa e la valorizzazione di Vendicari ha più volte protestato senza ricevere alcuna risposta. Peraltro, i cittadini del comitato lamentano anche che, a trent’anni dall’istituzione della riserva, resta ancora inattuata la normativa che prevede la fruizione dell’area con la creazione di adeguati parcheggi e servizi per i visitatori. “La provincia di Siracusa – scrivono – è quella che ha più aree naturalistiche protette della Sicilia. Un patrimonio di eccezionale valore naturalistico, ambientale, paesaggistico, storico ma anche economico. Ma se per la loro ammirazione o anche per la loro fruizione il turista deve essere sottoposto ad attraversare il degrado di strade sporche e con la bella mostra di spazzatura che esonda dai cassonetti e a sobbarcarsi il disagio del percorso dell’ultimo miglio per Vendicari si stenta a non giustificare le imprecazioni di quanti riescono a farlo anche ad alta voce”.

La pessima gestione delle aree protette non si riscontra solo a Vendicari. Cavagrande del Cassibile, anch’essa affidata alla Forestale, “dieci chilometri di straordinaria bellezza – dicono quelli del comitato – si trova nel più assoluto degrado: strade impercorribili, discariche a cielo aperto lungo il percorso, carcasse di animali morti, pascolo abusivo, costruzioni abusive, gli incendi puntuali di ogni anno. Peraltro inaccessibile perchè l’unico varco controllato per scendere ai laghetti è chiuso.  Situazione non dissimile nelle riserve Fiume Ciane e Saline, Pantalica, Plemmirio, Grotta del Monello; anche qui mancanza di aree di sosta e di servizi, assenza di segnaletica e di cartelli descrittivi delle caratteristiche del posto. Un totale stato di abbandono attenuato soltanto dalla sopraffazione della bellezza dei luoghi e dalla capacita di sopportazione dei visitatori”.

 

 

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