Leone e Vasquez (Cgil): “Il Piano Garanzia Giovani a Siracusa non funziona”

 

“I dati Inps parlano chiaro: qui nessuna azienda ha assunto col bonus occupazionale”. Dei 178 milioni di fondi europei per la Sicilia finora sbloccati solo 61, sistema partito a singhiozzo. I sindacati si stanno sobbarcando il lavoro che dovrebbe essere dei servizi per l’impiego

Novità su Garanzia Giovani, almeno secondo quanto dichiarato proprio in questi giorni dall’assessore regionale al Lavoro Bruno Caruso: 114 milioni di euro (il 64% dei fondi di Garanzia Giovani) sbloccati e attivazione dei tirocini formativi. Tutto pare eccellente, la Sicilia sembra finalmente partire, seppure in ritardo anche stavolta, rispetto alle regioni italiane. L’incanto si interrompe quando ci si scontra con i reali numeri di adesione al Piano e con i dati spaventosi che mostrano come nella nostra realtà isolana e nella provincia di Siracusa le adesioni siano in realtà bassissime.

Abbiamo incontrato Pippo Leone, responsabile provinciale NIdiL CGIL (Nuove Identità di Lavoro, struttura sindacale nata per dare voce e rappresentanza ai lavoratori atipici, a chi lavora senza tutela e senza una rete di protezione sociale) ed Alessandro Vasquez, responsabile SOL-Cgil (Sportello Orientamento Lavoro, struttura di servizio rivolta alle persone in cerca di occupazione e/o rioccupazione e ad orientare alle diverse tipologie contrattuali). Insieme si occupano di gestire al meglio la “fame di occupazione” nella realtà aretusea. Nidil e Sol stanno dovendo divulgare, tramite i propri sportelli, le informazioni, occuparsi delle procedure ed indirizzare e registrare gli utenti a Garanzia Giovani. Un lavoro che in realtà ci si aspetta dagli uffici per l’impiego, quegli stessi che, per carenze strutturali e di formazione, non sono stati in grado di veicolare ai giovani le nuove opportunità messe in campo dall’Europa.

“Abbiamo registrato oltre 400 ragazzi a Garanzia Giovani e 200 al Piano Giovani – ci spiegano Leone e Vasquez – e in questi giorni registriamo un intervento concreto dell’assessore Caruso che ha dato il via libera ai bandi dei tirocini finora bloccati. Il piano Garanzia Giovani ha avuto riscontri occupazionali notevolissimi in Europa perché ha funzionato il sistema dell’incontro tra domanda ed offerta. Ma qui a Siracusa, in Sicilia e nel Sud, l’intero sistema, che dovrebbe accompagnare i giovani nell’inserimento lavorativo e nella crescita professionale, non funziona. Un programma che nasce per i territori con un alto numero di neet (giovani che hanno abbandonato il percorso di istruzione o disoccupati tra i 15 e 29 anni) ma che possiede in sé una fortissima contraddizione che ricade proprio sul sud Italia e nella nostra realtà: domande digitali, sistema on line, personale degli uffici del lavoro non formato e quindi non capace di rappresentare le reali istanze ed esigenze dei giovani. Non vi è stata insomma una omogeneità nazionale e territoriale nell’offerta e nella veicolazione dei contenuti di Garanzia Giovani”.

Ragioniamo con calma e cerchiamo meglio di analizzare i dati. La convenzione di Garanzia giovani del 16 maggio 2014, stipulata tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e la Regione, ha destinato alla Sicilia ben 178 milioni di fondi europei. I fondi (v. specchietto finale) finora sbloccati riguardano però solo le voci Accoglienza per un budget di 42 milioni di euro, il servizio civile nazionale con i suoi 5.500.000,00 euro, il bonus occupazionale con 10 milioni e la mobilità professionale transnazionale e territoriale con 4 milioni di euro.

Occupiamoci del Bonus occupazionale: “Questa misura in Sicilia non ha assolutamente funzionato – continuano Leone e Vasquez – Il bonus ad assumere non è stato incentivante per le aziende del Sud: avere uno sconto sull’assunzione di un lavoratore ma non poter poi garantire lo stesso dal punto di vista salariale ha praticamente portato le imprese a non considerare la proposta. Sarebbe stato certamente più utile un meccanismo simile al tirocinio del Piano Giovani (la regione si fa carico del lavoratore per 6 mesi). I dati Inps parlano chiaro: al 14 gennaio nella provincia di Siracusa risultano 4113 adesioni a Garanzia Giovani ma le aziende che hanno assunto con il bonus occupazionale sono zero”.

Non va meglio alla Mobilità professionale transnazionale e territoriale, voce nata per consentire esperienze di lavoro all’estero o in un’altra Regione. Si rivolge ai giovani alla ricerca di sbocchi professionali in Europa e alle imprese interessate ad assumere personale in altri paesi europei. Ma anche qui sindacati ed enti si stanno dovendo sostituire ai centri per l’impiego. “Abbiamo accreditato – continuano i responsabili Nidil e Sol – 432 ragazzi di tutta la provincia e attualmente stiamo seguendo decine di giovani che hanno scelto la mobilità”.

Certo, fortuna vuole che i giovani smanettino su internet, facebook e social network venendo così in contatto con chi davvero vuole aiutarli mentre i centri per l’impiego latitano. Questa settimana accenniamo solo al Servizio civile nazionale: qui lasciamo voi lettori in sospeso e nel prossimo numero vi spiegheremo come funziona poco democraticamente questo meccanismo nella nostra città…

Altra voce è quella dell’Accoglienza, presa in carico e orientamento con 42 milioni di euro stanziati per informare sui contenuti e sui servizi previsti dal Programma Garanzia Giovani in ambito regionale e per l’orientamento vero e proprio. “E qui è roba da non credere – aggiungono Leone e Vasquez –  perché si rasenta l’assurdo. Da un mese è partito l’orientamento, ma quale e verso cosa? Il bonus occupazionale non funziona, per i tirocini (accompagnamento al lavoro per 16 milioni di euro e tirocini extra curriculari con 10 milioni) è appena stato annunciato il bando, il servizio di sostegno all’autoimpiego ed autoimprenditorialità non è attivo (20 milioni). Questo orientamento a cosa orienta se ancora non ci sono le misure attive di Garanzia Giovani e se i corsi di formazione professionale previsti dal programma, realmente rispondenti alle esigenze del mercato, non sono stati messi a bando?”

Le altre due voci interessanti sono Sostegno all’auto-impiego e all’auto-imprenditorialità (20 milioni bloccati) che favorisce l’accesso a incentivi per la creazione di imprese e l’Accompagnamento al lavoro (16 milioni) per garantire un supporto nella ricerca di occupazione, per individuare le opportunità lavorative più adatte al profilo del giovane (scouting), per effettuare l’incrocio domanda/offerta (matching) e individuare l’azienda per l’inserimento lavorativo. “L’assessore Caruso – continuanoVasquez e Leone – si è arrogato la prerogativa di spostare i fondi dell’ultima misura citata su Tirocinio extracurricolare, anche in mobilità geografica (10 milioni) unificando le due voci. Tutto sommato è una scelta accettabile se si pensa che il tirocinio permette di fare una vera esperienza in azienda” e, seppur misera, viene riconosciuta un’indennità mensile di 500 euro.

Dulcis in fundo la Formazione, la misura più cara; su questa voce infatti sono stanziati 56 milioni di euro. Qui si rischia davvero uno scontro sociale tra lavoratori: invece che creare un sistema adatto ai giovani, la Sicilia ha destinato i fondi dell’UE per sopperire al vuoto finanziario degli stipendi degli operatori della formazione professionale alcuni dei quali non pagati da 2 anni. Ma i soldi allocati nei percorsi di formazione professionale non sono stati sbloccati e dunque sinora nessun giovamento ne hanno tratto né i neet né i formatori. “I fondi – aggiungono i due responsabili Nidil e Sol – saranno stanziati in virtù delle richieste presentate al momento della registrazione a Garanzia Giovani. La nostra realtà, rispetto alle reali esigenze dei disoccupati, avrà uno stanziamento proporzionale alle domande e dunque molto basso. In sintesi finora non è stata utilizzata nemmeno il 50% della somma di 178 milioni messi a disposizione per la Sicilia!”.

E pensare che siamo tra le regioni che avrebbero maggiormente bisogno di far funzionare il sistema…E così il piano Garanzia Giovani è partito a singhiozzo.

 

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