Palazzolo, nello scorso Natale due presepi viventi finanziati ma a pagamento

Non convince la tesi dell’assessore troppo buono che non sa dire di no. Amministrazione incapace di programmazione e di gestione dei rapporti con le associazioni 

Una cittadina di poco più di 9 mila abitanti, governata da chi non ha la capacità politica della progettazione a lungo periodo, si è vantata di un programma “Natale 2014” ricco di eventi. Ed è anche vero; peccato, però, che, come al solito, il programma sia uscito, potremmo dire, a cose già fatte, solo un paio di giorni prima dalla fatidica data del 24 dicembre.

La cosa che subito ha attirato l’attenzione è stata l’installazione di ben 2 presepi viventi. Di questi uno presso “il suggestivo quartiere Dietro Matrice”, l’altro “in quello di San Michele”, entrambi realizzati col patrocinio (€ 3.500,00, cadauno) del comune. Sempre patrocinato dal comune (per altri € 3.500,00) l’Albero di Natale più alto di Sicilia, cioè la solita impalcatura di luminarie che, da ormai 10 anni, hanno coperto la facciata della chiesa di San Sebastiano, rappresentando la forma di un abete.

Si potrebbe pensare che questo sia stato solo un modo per rendere la festa ancora più ricca, al fine di spostare quante più persone possibili.

Il primo presepe, storicamente noto, è stato quello allestito presso il quartiere Dietro Matrice, dall’Ass. Pro-Loco. All’ingresso, oltre ad una discreta folla, si veniva accolti da un biglietto di ingresso di € 2,00. Ci si è chiesti “Perché? Dato che è stato organizzato con fondi comunali, forse, all’interno, ci sarebbe stata qualche degustazione o altro”. Ma la realtà è spesso amara e delude le aspettative. All’interno, infatti, niente di nuovo rispetto alle istallazioni degli anni precedenti, neanche le comparse; solo l’ambientazione era cambiata. Un presepe vivente spento e statico, con la rappresentazione di un arco temporale improbabile, dal I sec a.C. al XIX d.C.

Il secondo presepe, realizzato dallAss. Cibele, è stato realizzato a poche centinaia di metri di distanza dal precedente, quasi si univano. Anche qui un biglietto di ingresso, un po’ più economico (€ 1,50). Tuttavia, appena entrati sembrava di essere i protagonisti di un viaggio nel tempo. Una magica atmosfera accompagnava il percorso che poteva essere quello dei nostri nonni. Il quartiere, di certo poco conosciuto ai più, si presentava come, forse, era veramente durante la seconda metà del secolo scorso. Erano state allestite le antiche botteghe artigiane e si presentavano gli antichi mestieri, per poi giungere alla grotta della Natività, allestita presso la suggestiva Grotta di San Corrado, da troppo tempo inaccessibile a causa di sterpaglia e vegetazione volontaria. Un presepe vivo, dinamico, appassionato, fatto da giovani e con passione.

Due presepi a confronto, dunque, uno: la copia di se stesso: l’altro: l’innovazione e la forza dell’inventiva.

Ovviamente la domanda sorge spontanea: perché due presepi viventi? La risposta non è facile, spesso è stata anche fonte di imbarazzo. Tuttavia serve da base per farsene delle altre. Ad esempio: perché allestire due presepi così vicini tra loro e non decidere, invece, di farne uno unico? Perché l’imposizione del biglietto, essendo patrocinato dal comune?

I mal pensanti sostengono che “il nostro assessore al turismo è troppo buono e non sa dire di no alle numerose richieste (richieste di fondi?) che gli arrivano”. C’è, però, chi crede che questa non sia tanto bontà, quanto, piuttosto, una forma di clientelismo e di incapacità di programmazione e di gestione dei rapporti con le associazioni a cui vengono elargiti contributi pubblici senza criterio.

Ma cosa potremmo aspettarci da un’amministrazione che dice di puntare al turismo e poi accoglie i visitatori con delle guide in fotocopie, fatte, a loro volta, da fotocopie sbiadite, ma si permette il lusso di stampare materiale pubblicitario per € 3.500,00 che, di certo, andrà buttato o, peggio, rimarrà dentro qualche ufficio perché mai distribuito?

 

 

 

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