Ogni giorno un miliardo di fedeli adorano il dio on line: Facebook

Le nostre parole ad altri, seppure virtuali. Nemmeno Bakunin avrebbe potuto sognare tanto. In una sorte di Matrix siamo giunti a ribaltare il concetto di vero. In un aberrante quanto esasperato  ricorso al “collegamento”, si è affermato un principio di falsa democrazia

Quanto i cattolici dopo due mila anni, il doppio dei buddisti dopo due mila e cinquecento anni, Un po’meno dei musulmani dopo 1400 anni. Una religione che in dieci anni ha visto crescere in modo virale i propri fedeli.  A differenza di tutte le altre religioni, ha dei seguaci devotissimi. Non quel modo tiepido di sentirsi parte di un tutto. Senza alcuna differenza si è imposto in culture e razze diverse. Nessun limite geografico o economico ne ha potuto precludere l’adesione.

Un miliardo di fedeli oranti che si mette in adorazione giornaliera. Non richiede formazione dottrinale, non rispetta alcuna liturgia o rituali. Dal soggiorno alla camera da letto, dal bagno al garage, ogni luogo è utile in casa. Fuori casa, lontano da sguardi indiscreti, si può ancora più liberamente accostarsi alla deità on line.  Se non l’aveste ancora capito stiamo parlando di Facebook.

Ha superato a dicembre il miliardo di utenti. Un  nuovo dio,  pronto ad accogliere ogni nostro pensiero. Non chiede alcun sacrificio. Non oboli, non preghiere. Aperto notte e giorno ad ogni nostra riflessione. Ha trasformato ogni individuo, il più introverso o il meno dotato, in un sacerdote direttamente connesso al “Grande Fratello”. E così, dal selfie col pesce appena pescato, o coi biscotti ancora caldi, o alla salma della nonna novantenne, il rito è bello e svolto.“Oggi piove”, o “brrr che freddo” in contrappunto con “che mal di testa…” o “..ai miei tesori” ecco che ognuno di noi come in un graffito rupestre ha marcato il territorio. “Io esisto”, sembrano gridare questi messaggi in bottiglia.” In questo mondo di buia solitudine c’è un piccolo posto anche per me” E se qualcuno accorgendosi di me vorrà cliccare “un mi piace”, sarò ancora più felice.

Di là, oltre lo schermo, oltre il display, c’è un essere umano, c’è un mio simile! Mi ha visto! Si è accorto di me! Quindi la moltitudine che si affolla fuori dalle nostre case è una mera proiezione della nostra mente? La realtà è racchiusa in quel “mi piace”? In una sorte di Matrix siamo giunti a ribaltare il concetto di vero. In un aberrante quanto esasperato  ricorso al “collegamento”, si è affermato un principio di falsa democrazia. Quasi che attraverso un semplice messaggio ognuno di noi possa concorrere ad una scelta utile a se stessi e agli altri. Nemmeno Bakunin sarebbe riuscito a sognare una cosa del  genere. Ma forse nemmeno Mark Zuckerberg. 

 

 

 

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