Insostenibile la chiusura delle sale operatorie dell’Ospedale di Augusta

I comportamenti dell’attuale dg dell’Asp fanno sospettare il depotenziamento. Ultimati e non utilizzabili Pronto Soccorso, Radiologia e Laboratorio analisi perché non collegati

L’Ospedale è, tra le istituzioni di Augusta, la più antica e la più importante. Da tanti anni si parla di un potenziamento dell’ospedale e specifiche leggi regionali, quali quella per le zone ad alto rischio industriale e quella per la prevenzione e la cura delle patologie derivanti dall’esposizione all’amianto, prevedono tale potenziamento. Invece, nonostante la rilevante specificità del bacino di utenza e il significativo ruolo che la programmazione regionale ha individuato per l’ospedale di Augusta, si continua ad assistere a un suo progressivo declino.  

L’ultimo episodio riguarda la sospensione dell’attività chirurgica disposta dalla direzione aziendale. Con un comunicato stampa del 10 gennaio scorso l’Azienda Sanitaria Provinciale di Siracusa ha reso noto che due giorni dopo il complesso operatorio dell’ospedale sarebbe stato chiuso per eseguire lavori di ristrutturazione e di adeguamento delle sale operatorie, nell’ottica di un piano di miglioramento e di potenziamento dell’ospedale di Augusta. Sembra che l’improvvisa decisione di chiudere le sale operatorie sia avvenuta in conseguenza di un esposto presentato da un infermiere di Lentini, che, per ragioni ed obiettivi facilmente intuibili, ha stigmatizzato alcune carenze strutturali presenti nell’ospedale di Augusta.

La decisione della direzione generale risulta inopportuna ed affrettata, in quanto: le carenze presenti nelle sale operatorie dell’ospedale di Augusta sono certamente inferiori a quelle riscontrabili in diverse sale operatorie presenti in altri ospedali della provincia; la sicurezza delle sale di operatorie di Augusta è stata accertata da competenti commissioni tecniche e verificata periodicamente con specifici controlli batteriologici; ad oggi, dopo alcuni giorni dalla sospensione dell’attività chirurgica, i previsti lavori non sono ancora iniziati.

Già da tempo l’Azienda è a conoscenza delle criticità presenti nel  complesso operatorio di Augusta e sa bene che tali criticità strutturali possono essere solo parzialmente rimosse continuando ad utilizzare l’attuale sede. Tale circostanza, accertata dal direttore dell’U.O.C. Tecnico, ha portato alla realizzazione di un nuovo complesso operatorio nel padiglione recentemente costruito

In proposito è lecito porsi alcune domande. La direzione aziendale ha preso in considerazione l’ipotesi, per limitare i disagi per i pazienti, di effettuare in breve tempo solamente gli interventi più urgenti nelle sale operatorie oggi utilizzate e procedere celermente a completare il nuovo complesso operatorio? Ha effettuato, l’Azienda, un’analisi computo metrica estimativa dei costi necessari per completare il complesso operatorio del nuovo padiglione per valutare se è conveniente procedere ai lavori di ristrutturazione delle vecchie sale operatorie, comunque inadeguate, o completare quelle nuove? Ha, veramente, l’Azienda la volontà di utilizzare il nuovo padiglione per le attività ospedaliere, dopo averlo riempito di uffici e ambulatori del territoriali? Vuole sul serio realizzare quanto prevedono debba essere attivato nell’ospedale di Augusta  il piano sanitario regionale, la L.R. n. 5/09, la L.R. n. 29/14?

I comportamenti dell’attuale direttore generale inducono a pensare che il vero obiettivo sia di dilatare quanto più possibile nel tempo, con artifici vari, l’attivazione delle nuove unità operative assegnate all’ospedale, di occupare i locali dell’ospedale con uffici vari, di chiudere progressivamente le attività ospedaliere.

Nel comunicato stampa l’Azienda, oltre ad annunciare la chiusura delle sale operatorie, ha reso noto che sono stati ultimati, nel nuovo padiglione dell’ospedale, i nuovi locali del Pronto Soccorso, della Radiologia e del Laboratorio analisi. Omette di dire, la direzione aziendale, che, nonostante siano stati spesi oltre 2 milioni di euro, i locali già ultimati non potranno essere utilizzati poiché l’Azienda, con una perizia di variante che presenta inquietanti ombre ed irregolarità già segnalate alle Autorità competenti, ha escluso dai lavori appaltati il completamento della necessaria passerella di collegamento tra i due padiglioni.

Perché non viene completata l’elisuperficie dell’ospedale rendendola utilizzabile anche nelle ore notturne, considerato che gli accertamenti tecnici eseguiti hanno dimostrato che questo risultato potrebbe essere ottenuto in breve tempo e con una spesa inferiore al finanziamento già assegnato? Quante vite dovranno ancora essere sacrificate prima che il direttore generale cominci a muoversi?

Perché non sono ancora stati attivati i posti letto di Neurologia e Oncologia promessi quando è stato soppresso ad Augusta il “punto nascita”.

E’ noto che attorno al mondo della sanità pubblica e privata della provincia di Siracusa ruotano ingenti interessi di vario tipo. A chi giova che l’ospedale di Augusta venga sempre più depotenziato? Perché la Procura non interviene per accertare le responsabilità di chi priva del diritto alla salute gli abitanti di questo martoriato paese?

 

 

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