SEL: “CT, SR e RG trattino loro con l’UE per i sistemi infrastrutturali”

Perché la Sicilia diventi la piattaforma logistica nel mediterraneo al fine di intercettare i traffici, attraverso lo stretto di Suez, e consentire uno sviluppo del commercio e dei “beni virtuali”. Nel dibattito proposta una Biennale d’Arte del Mediterraneo per un confronto fra le culture del Sud Europa

L’Area Vasta. Questo il tema affrontato di fronte in un recente convegno di SEL. I lavori sono stati aperti dal segretario Vincenzo Vitale che non ha mancato di rimarcare quanto fosse importante affrontare questi temi strategici ed importanti in maniera unitaria, magari rilanciando quel Centro-Sinistra tanto invocato. Tanti anche gli interventi fra cui l’on. Gentile, l’on. Fundarò, nonché segretario regionale di SEL, il senatore Lo Curzio, Andrea Buccheri (coordinatore cittadino) e Gianni Malignaggi (presidente di SEL), dal consigliere comunale Pippo Rabbito e da un incisivo intervento sul tema, Area vasta, anche dal vice segretario del PD Alessio Lo Giudice.

Sono stati anche trattati altri punti importanti e correlati all’Area, come il rispetto e la tutela dell’ambiente, della salute e del lavoro, nonché la tutela delle nostre eccellenze come l’agricoltura.

Per Area Vasta si intende quello zoccolo duro di Sicilia Orientale che comprende Catania, Siracusa e Ragusa. L’intenzione è far sì che l’Area possa contrattare direttamente con L’UE interventi per rafforzare i sistemi infrastrutturali. Tutto ciò in funzione non solo del benessere della nostra isola, ma perché la Sicilia diventi la piattaforma logistica nel mediterraneo al fine di intercettare i traffici, attraverso lo stretto di Suez, e consentire uno sviluppo del commercio e dei “beni virtuali”.

Durante il dibattito è stata anche avanzata la proposta di fare la Biennale d’Arte del Mediterraneo per un confronto fra le culture sviluppatesi al sud dell’Europa rispetto alla Biennale di Venezia che rappresenta, invece, un confronto fra le culture del nord Europa. Per svolgere questo ruolo però, il Distretto del Sud-Est ha urgentemente bisogno di un organismo istituzionale e riconosciuto che assicuri governance a questo territorio. Quindi non una Sicilia che chiede l’elemosina al Nord, ma una Sicilia, un distretto, che una volta attrezzata con le giuste infrastrutture, possa aiutare lo sviluppo dell’intero continente europeo.

 

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