Soprintendenza, gogna mediatica per la dott.ssa Trigilia non più reintegrata

Legittime le domande sulle vere motivazioni per l’accanimento da parte del dipartimento regionale ai Beni Culturali. Dopo aver preso una colossale cantonata, i dirigenti delle unità operative Lanteri e Spadaro, prima rimossi, riammessi in servizio. Via Crucis solo per la funzionaria

Un’incredibile marcia indietro, la dimostrazione ‘autocertificata’ della cantonata presa, un ripensamento che dovrebbe pesare  come un macigno, fare arrossire fino alla punta dei capelli.

Non ci sono parole per commentare la decisione di riconfermare a Siracusa due dirigenti su tre della Soprintendenza nelle loro precedenti funzioni né, a smorzare la gravità dell’accaduto, può valere la ‘riparazione’ perché di certo motivata dalla mera oggettività dell’errore che gli interessati erano pronti a evidenziare nelle sedi opportune per ottenere ‘giustizia’.

Ma se non siamo cattivi interpreti dei fatti, tra qualche tempo anche il caso Trigilia verrà chiarito. Non c’è infatti alcuna spiegazione logica, e legittima, per la sua persistente rimozione e per la sua assegnazione al museo di Palazzo Bellomo, per altro con un provvedimento per il quale non dovrebbe essere competente il direttore generale bensì l’assessore, quindi la giunta (art.10 della legge 10/2000) e il dirigente responsabile dell’anticorruzione nella persona della dottoressa Giammanco.

Come nei casi della Lanteri e di Spadaro, anche alla ‘rotazione’ della Trigilia manca il prerequisito essenziale: i 5 anni di persistenza nell’incarico, così come prescritto dall’ormai famigerato decreto anti corruzione.

Il pretesto grazie al quale si sta agendo pare sia che la dottoressa Trigilia presti la propria opera da maggior tempo presso l’unità paesaggistica ma il dato dirimente è che solo da tre anni ne è la diretta responsabile. Il suo contratto prevede infatti quale finale scadenza il 31 dicembre del 2016.

Pur di procedere alla sua rimozione non si è neanche tenuto conto della durata minima di due anni prevista per gli incarichi dirigenziali dalla 10/2000: una rescissione anticipata del contratto sarebbe stata possibile solo in caso di ipotesi previste dalla norma in questo caso del tutto inesistenti.

Su un ricorso del tutto irrituale allo spoil system si era già pronunciata nel 2007 la Corte Costituzionale quando aveva dichiarato l’illegittimità costituzionale di una norma regionale che prevedeva che gli incarichi dirigenziali non di vertice, già conferiti con contratto, potevano essere revocati entro 90 giorni dall’insediamento di un nuovo dirigente generale per sua mera  discrezionale volontà. Una norma contraria al principio di ragionevolezza come a quello del giusto procedimento che in questo caso apparrebbe riesumata.

In maniera rocambolesca, per indurre la dottoressa Trigilia a firmare l’accettazione al nuovo incarico, sperando così evidentemente di chiudere la partita, ci si è avvalsi anche del rischio che la dottoressa avrebbe corso di non vedersi riconosciuta l’indennità stipendiale di parte variabile relativa al servizio già espletato per un anno con una improponibile modifica, con effetto retroattivo, del contratto precedentemente sottoscritto. Inevitabile per la Trigilia, quale doveroso forzato adempimento, l’accettazione del nuovo incarico presso il Museo Bellomo ferma restando la ferma determinazione di opporsi in sede giudiziaria ai provvedimenti presi a suo danno.

A trasformare questi giorni in una via crucis, pesano anche i sospetti di ‘presunte’ irregolarità amministrative, spesso riferite dalla cronaca locale, che avrebbero indotto l’Amministrazione a un intervento tempestivo e che oggi, revocate le altre rotazioni, vedendo penalizzata la sola Trigilia, peraltro in 25 anni di carriera mai interessata ad alcun provvedimento disciplinare, ne screditano ancor di più l’immagine presso l’opinione pubblica nonostante i meriti alla stessa riconosciuti in più di un’occasione. Del tutto legittime le domande sulle vere motivazioni per tale accanimento da parte del dipartimento regionale.

Da parte di chi ha chiaro il quadro della situazione, c’è la convinzione che, come già accaduto nel 2009, quando la dottoressa Trigilia, proprio in riferimento alla irregolarità del procedimento seguito nell’attribuzione ad altri dell’incarico di dirigente responsabile del servizio Beni paesaggistici al quale aveva diritto, ha visto il Tar darle ragione, anche in questa occasione l’amministrazione risulterà soccombente e verrà condannata al risarcimento del danno in suo favore per perdita di chance. Come si comprende, il problema riguarda tutti i cittadini contribuenti, non solo quelli che hanno a cuore la tutela dei beni comuni e dei principi di giustizia

 

 

 

 

  

Da leggere

Mostra Tranchino 2014

Gaetano Tranchino ci ha lasciati: un ricordo

Ci ha lasciati il maestro Gaetano Tranchino. Le esequie si terranno il 4 settembre 2026 …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti