“Chi ha più filo tesserà la tela”. Ce n’è ancora nel PD siracusano?

Il partito incalzi l’Amministrazione del sindaco Garozzo mettendone a nudo le carte, le priorità e i limiti strategici. Sembra che sindaco e assessori si muovano assecondando “canali riservati”, per avvicinare alla Giunta competenze e professionalità, con la sola ottica di formare/consolidare nuove consorterie amicali

In questione non è il conflitto in sé. Anzi, il conflitto è produttivo di cambiamenti, scaturigine di un nuovo inizio, se l’oggetto che sta al centro della contesa politica tra le parti è immediatamente compreso dall’opinione pubblica che, nella gerarchia delle priorità, rappresenta il soggetto fondamentale cui guardare

Quanto sta accadendo in queste ultime settimane dentro il PD, o meglio nel conflitto che attraversa e scuote, su sponde opposte e incomunicabili, il gruppo dirigente del PD e il Sindaco Garozzo, spalleggiato dal gruppo politico-amministrativo che lo sostiene, sembra non fare passi in avanti, mentre la dimensione politico/programmatica/progettuale che differenzia le due aree di riferimento sembra irrigidirsi in logiche di appartenenza nella forma della tifoseria, creando soltanto disorientamento e disaffezione nel mondo della sinistra e dell’opinione pubblica più attenta, al punto che le controversie che ciclicamente la stampa ripropone vedono prevalere solo i risvolti di pettegolezzo.

Non so se Garozzo, da una parte (che dovrebbe sempre tenere a mente il fatto incontrovertibile che la sua stessa elezione è stata sofferta e risicata, lo scorso giugno 2013, con appena il 35% degli elettori recatosi alle urne), e il gruppo dirigente del PD, dall’altro, siano consapevoli che l’esasperazione del conflitto tra le parti – che ha trovato la scorsa estate il suo culmine nella “sfiducia” decisa da Garozzo verso gli ex Assessori Moschella e Lo Giudice, sostituiti con altri meno qualificati, spostando peraltro a destra la natura della sua Giunta – ha ulteriormente indebolito il già fragile rapporto di fiducia tra Sindaco/Giunta e la città nel suo insieme, dando la misura di una politica che rischia di tornare nell’inconcludenza progettuale. Mentre il partito, in assenza di una autonoma e forte proiezione programmatica sui temi del territorio – anche nell’intento di sfidare la Giunta nel merito delle questioni aperte, stante questa incomunicabilità –, sembra in attesa di chissà quale evento che possa riportarlo nel gioco dialettico con il governo della città.

Al tempo stesso, chiusa la favorevole stagione turistica – con Siracusa tra le prime città in Italia per crescita di presenze: il che già da subito imporrebbe di attrezzare l’ingegno politico-istituzionale per il 2015 –, l’azione della Giunta non sembra essere all’altezza delle domande generali della città (quali ambiti di sviluppo; il nodo del Bando dell’igiene urbana; l’intricata questione della gestione del servizio idrico; il rilancio strategico dei BB.CC., della cultura e degli spazi culturali, i piani di recupero delle periferie, qualche “idea forza” da mettere in campo, ecc..), ed appare come ripiombata dentro un quadro opaco, esoterico, facendo prevalere una certa aria di sufficienza negli approcci di alcuni suoi Assessori – molti dei quali collocati in ruoli ai quali non sono in grado di corrispondere.

Al contrario, proprio l’acuirsi della crisi e il generale clima di disaffezione dell’opinione pubblica sono lì a sollecitare un avvio sistematico di sedi di confronto e di coinvolgimento delle migliori energie della città, delle categorie professionali, delle forze sociali, dei parlamentari, per fare misurare tutti questi soggetti nella condivisione (anche nella sfida d’idee e proposte) di un quadro strategico di sviluppo, per porre al nuovo Governo regionale (ultima spiaggia: dopo, registreremo il fallimento definitivo della stagione di Crocetta) interventi qualificanti, così come al Governo nazionale (si pensi alla crisi del petrolchimico e al tema delle bonifiche ambientali) e all’U.E., visto che i fondi europei del piano 2014-2020 sono il principale, se non unico, vettore finanziario da cui attingere risorse, per un virtuoso rilancio economico-sociale della città.

La nostra sensazione è che, da una parte, gli ambienti vicini al Sindaco e a diversi Assessori tendano a muoversi assecondando “canali riservati”, attraverso cui avvicinare alla Giunta (e al suo personale politico-istituzionale) un circuito di competenze e professionalità, con la sola ottica di formare/consolidare nuove consorterie amicali, finalizzate ad espandere il consenso personale del Sindaco e di qualche Assessore, in vista di possibili/auspicabili obiettivi politici nazionali (verso il nuovo Parlamento?). Il che conferma che il disegno politico prevalente – nella testa del Sindaco – non è quello di espandere l’azione esterna e corale dell’Amministrazione e dei suoi progetti, cercando/promuovendo un ampio e libero confronto con l’intera città, bensì quello di riproporre i consueti e logori schemi politici che hanno scandito l’azione politica del centro-destra negli ultimi quindici anni in città.

Se n’è avuta prova qualche settimana addietro, quando per il semplice fatto di aver organizzato – da parte della Giunta – un corso di aggiornamento dei dirigenti e impiegati comunali sui Bandi dei finanziamenti europei 2014-2020, si è subito alzato il coro di amplificazione esaltata dell’evento (sic!) da parte dei tanti “aficionados” (consulenti gratuiti, esperti di settore che frequentano le stanze di molti assessori), inondando i social network con commenti ridicoli sull’iniziativa, come se si trattasse di chissà quale scoperta, quando in realtà organizzare corsi periodici per qualificare i propri dipendenti sui Bandi U.E. (specialmente quelli decisivi 2014-2020!) dovrebbe costituire una normale iniziativa ordinaria.

Al tempo stesso, il pur nutrito gruppo consiliare PD – accresciutosi anche per via di aggiunte esterne, nuove adesioni e “conversioni” – non sembra abbia avuto sinora una guida autorevole e solida, sì da portare tutti i consiglieri su temi programmatici mirati, anche al fine di evitare che il conflitto politico tra le due aree – Renziani/Garozzo “versus” area PD – prevalesse sulle scelte amministrative, con distinguo che hanno di fatto accresciuto ulteriormente la reciproca diaspora politica. C’è da sperare che dentro i due schieramenti – Sindaco e PD – possa prevalere la percezione che questa sfida a somma zero non porta da nessuna parte e danneggia, oltre che la legittimità delle due aree, la città e le sue prospettive di ripresa. Né può bastare – evidentemente, il decisionismo renziano non ha insegnato niente! – che il confronto epistolare tra Santino Armaro e Turi Raiti, finalizzato a ricomporre i rapporti tra Giunta e PD, segua i tempi lentissimi della politica come manovra tattica, come se il quadro della città possa aspettare le calende greche.

Cosa fare? La stessa, recente, iniziativa a Siracusa con il segretario regionale Fausto Raciti ha dimostrato che questioni programmatiche (locali e regionali) e domande di respiro nazionale sul tappeto ce ne sono parecchie, e la mancata decisione sulle stesse crea confusione, disorientamento e incarta tutti i protagonisti in una Babele di linguaggi e posizioni. La sfida, pertanto, andrebbe giocata a campo aperto, da parte del PD, offrendo sedi appropriate di confronto, per incalzare la stessa Amministrazione, sollecitarla a mettere a nudo le sue carte e i suoi orientamenti, le priorità di lavoro, ma anche gli evidenti limiti strategici.

Anzi, il PD dovrebbe organizzare appuntamenti, con carattere aperto, su temi di rilievo cittadino, invitando direttamente Giunta e Assessori, chiedendo agli stessi di esprimere il loro punto di vista sulle questioni di programma e loro competenza, in particolare su quelle che hanno una forte valenza e respiro economico, finanziario e di sviluppo (PRG, turismo/cultura; Area aeronautica militare; quali Progetti per i Fondi U.E.?, porti e Area ex Spero, ecc). D’altra parte, è peraltro strano che – se ancora valgono le culture politiche di provenienza – proprio quei dirigenti del PD che vantano una storia antirottamazione e meno giovanilistica (spesso un po’ presuntuosa, cullandosi su un “renzismo di ritorno”), sinora non abbiano saputo mettere a punto e in campo un ampio ventaglio di iniziative di merito in modo da sfidare positivamente la Giunta, le sue incertezze, i suoi silenzi o i suoi “vuoti”.

E’ vero che può sembrare archeologia politica, ma un tempo – con Togliatti – soleva dirsi che “chi ha più filo, tesserà la tela”: sempre che qualcuno, nel PD, di filo ne abbia ancora. E, allora, che lo si metta in campo – questo filo! –, visto che nella difesa sterile delle vecchie e (illusoriamente) tranquille rendite di posizione, nel breve giro di un anno, il renzismo locale – vero o camuffato che sia – ha fatto saltare via tutta questa paludata e paludosa impalcatura… anche a Siracusa.  

 

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