27 anni fa un giovane di Francofonte rimane vittima di un incidente sul lavoro e ottiene una pensione di invalidità per ipoacusia grave bilaterale e, successivamente, inspiegabile mutismo. Un giornalista delle Iene svela il raggiro, si avvia l’inchiesta di Procura e Inail ma intanto al suo ex datore di lavoro, a mo’ di risarcimento, sta per essere pignorata l’abitazione.
In Sicilia al 2013 gli invalidi civili ammontavano a 290.000. Di questi 20.000 sarebbero falsi. In tutto il Paese il costo sociale di questo misfatto contro il popolo italiano ammonterebbe a circa un miliardo di euro l’anno.
Con una ‘democratica’ distribuzione geografica, dalla Lombardia alla Sicilia, i ‘furbi’, con la complicità di medici specialisti compiacenti, rubano ai cittadini onesti e a quei tanti invalidi veri che stentano a veder riconosciuti i loro diritti.
Anche la provincia di Siracusa, come tante altre province siciliane, registra i suoi falsi invalidi ma tra le varie migliaia un caso in particolare ha avuto qui da noi l’onore anche dell’attenzione nazionale, in genere avvezza a tali scandali.
A Francofonte, terra di confine a cavallo tra le province di Siracusa e Catania, c’è un caso che ha dell’incredibile non tanto per il fatto in sé quanto per le ricadute, disastrose, che ha avuto, e ha, per una famiglia gettata oggi sul lastrico, a un passo dal perdere una casa costruita con immensi sacrifici.
Un certo Anzalone Maurizio, classe 1971, viene assunto presso un cantiere edile. A seguito di un incidente sul lavoro, il manovale subisce un trauma all’orecchio. Di qui la denuncia del datore di lavoro con l’accusa di aver negato quelle condizioni di sicurezza che un cantiere edile necessita.
E qui potrebbe chiudersi la faccenda. Incidente sul lavoro e condanna dell’imprenditore edile.
Sennonché, da questo sinistro sul lavoro, la cui diagnosi è di trauma cranico con sanguinamento ad un orecchio, si avviano una serie infinita di patologie che cambieranno definitivamente la vita di Anzalone, e immaginiamo anche dei suoi congiunti. Infatti, forse sapientemente consigliato, egli avvia quello che potrebbe dirsi il suo riscatto sociale che ne fa, nel tempo, un fortunato detentore di pensione d’invalidità, dapprima lamentando una ipoacusia grave bilaterale e successivamente un inspiegabile mutismo.
Una svolta per il protagonista di questa vicenda che partiva da una situazione in verità non favorevole. Ripetuta la prima elementare ben tre volte, a 12 anni non era ancora in grado di leggere e scrivere tant’è che le dichiarazioni del dirigente scolastico (di cui siamo in possesso) indicavano una “personalità assolutamente deficitaria in un soggetto sociopatico”.
Ma a gettare luce ‘mediatica’ su questa vicenda è intervenuta un’inchiesta televisiva delle Iene del 29 ottobre 2013 interessata a svelare un’appropriazione indebita che, se accertata, durerebbe ormai da 27 anni: circa 600 mila euro di false indennità.
E, in effetti, dal video prodotto dal noto giornalista televisivo Luigi Pelazza, tra urla e minacce varie (anche di essere allontanato da un fucile), non c’è chi non penserebbe a un’assoluta insussistenza di qualsivoglia deficit organico e funzionale. La situazione documentata è quella classica: l’invalido sordomuto che, lontano dal microfono e dagli estranei, interloquisce con i suoi concittadini, in alcuni momenti anche animatamente, o che mostra di sentire ciò che gli si dice pur non guardando il labiale.
E, d’altra parte, a conferma del ‘sospetto’ delle Iene, già sarebbe stata acquisita dagli organi inquirenti una significativa perizia. Edotto alla finzione sintomatologica in maniera sistematica, Anzalone, durante una visita neurologica, tenta di ingannare il C.T.U. dr. Giovanni Cappellani che, alla fine della visita, diagnostica l’assoluta capacità verbale del paziente che, fingendo, interpreta il ruolo di muto, cosi come dichiarato nella certificazione agli atti.
Ma a questo ‘presunto’ danno erariale, che sarebbe a carico di tutti i contribuenti onesti, si deve poi aggiungere la richiesta del lavoratore del ‘giusto’ risarcimento per l’invalidità dichiarata che si è concretizzato nel tempo in un mandato di pignoramento dell’abitazione dell’ex datore di lavoro.
Può la causa civile intentata 27 anni fa avere un tale epilogo se i suoi presupposti dovessero essere infondati?
È lecito pignorare un’abitazione per somme ‘forse’ non dovute se anche il pm Roberto Campisi del Tribunale di Siracusa ha ultimamente deciso di procedere nei confronti di Anzalone per reati contro il patrimonio mediante frode e aggravanti (codice penale art. 640 comma 2 – 61 comma 7 – 81)?
Se anche un intero paese potrebbe essere chiamato a testimoniare, se l’inchiesta giornalistica non solo documenta la realtà ma anche ottiene dalla stessa Inail l’ammissione di aver probabilmente disposto un illecito assegno mensile di invalidità, come è possibile non mettere un punto fermo a questa vicenda e ripristinare verità e giustizia, chiamando ciascuno a rispondere per le proprie individuali accertate responsabilità?

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