Amministrazione comunale: impasse nella gestione del fenomeno del randagismo

Una politica controproducente quella attuata dall’amministrazione comunale in merito alla gestione e al controllo del fenomeno del randagismo, che ha portato all’attuale impasse fra proroghe e ordinanze, rischiando di spendere più di quanto non si sia speso annualmente.

L’ulteriore proroga e l’ordinanza che impone il collocamento di circa 400 cani nel canile rifugio Snoopy e il proseguimento del servizio di cattura e soccorso dei cani alla struttura di contrada Carancino, nonché la riduzione da parte dell’Asp della disponibilità di ulteriori ricoveri, impedendo nuovi accessi a meno che non si tratti di cani morsicatori, feriti, malati o cuccioli non autosufficienti, denunciano in modo netto e chiaro il fallimento delle istituzioni nel controllo del fenomeno del randagismo.

Eppure Siracusa è uno dei pochissimi comuni ad aver iniziato una strategia di controllo e prevenzione del randagismo attraverso l’attivazione dell’anagrafe canina, di una campagna di sterilizzazione e l’istituzione del cane di quartiere, coadiuvato da associazioni animaliste disposte a lavorare sul territorio per la segnalazione di cagne da sterilizzare e per monitorarle dopo il loro reinserimento sul territorio.

Queste attività e iniziative avevano cominciato a diffondere l’idea – e la speranza – che il randagismo potesse essere messo sotto controllo e reso gestibile. Cos’è quindi successo in quest’ultimo anno di amministrazione per arrivare alla drammatica situazione di oggi? L’impressione è che l’idea di fondo sia stata quella di trasferire altrove, in un modo o nell’altro, i cani dai nostri canili, come se questa operazione avesse potuto sgravare economicamente le casse comunali. Tutto l’opposto, invece, dal momento che il comune si troverà a pagare per i cani ‘in trasferta’ e per quelli che hanno rapidamente preso il loro posto.

Il ‘pasticcio’ creato dall’amministrazione deve aver gettato l’Asp nel panico che, come soluzione del problema, ha decretato la non disponibilità del ricovero per cani che non siano morsicatori, incidentati feriti, malati o cuccioli non autosufficienti, senza tenere in assoluta considerazione le cucciolate autosufficienti spesso abbandonate nei cartoni presso i cassonetti della spazzatura, davanti al cancello di qualche villetta o nelle vicinanze di scuole frequentate da bambini.

Si tratta spesso di cuccioli di pochissimi mesi, abbandonati in ambienti estranei e pericolosi non solo per la loro sicurezza ma anche per la sicurezza fisica e sanitaria delle persone che, incuriosite, si avvicinano. A volte questi cuccioli, spinti dalla fame o dall’istinto di sopravvivenza, escono dagli scatoli in cerca di cibo e finiscono schiacciati dalle macchine, morsi da cani adulti o sopraffatti dalle malattie.

Non è questo abbandono o maltrattamento? Come si fa a pensare che questi cuccioli non abbiano un bisogno immediato di pronto soccorso? E il pronto soccorso non è qualcosa che deve essere garantito per legge dal sindaco? Non sa il primo cittadino che l’accordo Stato-Regioni del 24/01/2013 in materia di identificazione e registrazione degli animali di affezione individua i sindaci come responsabili del controllo, della vigilanza sul benessere e della tutela di tutti gli animali presenti sul proprio territorio? Né deve essere a conoscenza del fatto che la risoluzione della XIII Commissione Agricoltura impegna il governo a commissariare le realtà locali inadempienti nelle applicazioni delle leggi sulla gestione e prevenzione del randagismo.

Queste cucciolate, a volte, vengono trovate dai cittadini o da volontari animalisti, che raramente riescono ad avere indicazioni su come comportarsi da parte del nostro comune. Abbandonare queste cucciolate al loro destino significa sconfessare la legge quadro 281 per il controllo e la prevenzione del randagismo, la legge regionale 3 luglio 2000 n. 15 e tutti i decreti regionali che sono seguiti. Possono gli amministratori locali arrogarsi un tale potere?

Da leggere

Villetta Aretusa: l’ascensore che “non va giù”. Intervista al sindaco Francesco Italia

Quando è iniziata a girare la notizia, molti hanno pensato a uno scherzo, la provocazione …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti