Rizzuto: “Una nomina inaspettata ma ne ho i titoli. Servono tranquillità e serenità”

All’indomani della vivace manifestazione di protesta delle associazioni ambientaliste per la sospensione della dott.ssa Basile, il nuovo soprintendente Rizzuto dice la sua.

La contestazione all’assessore regionale Pina Furnari e al nuovo soprintendente è stato un episodio che non ha riscontro nella memoria dei dipendenti di piazza Duomo. Due i momenti di massima tensione: quando i manifestanti hanno deciso di occupare la sala riunioni nel timore di non essere ricevuti e quando hanno accolto l’ingresso dell’assessore con applausi e invettive. Presenti alla contestazione, siamo rimasti favorevolmente sorpresi per la calma e la pacatezza con cui il nuovo soprintendente e l’assessore hanno reagito, accettando di incontrare e ascoltare tutti.

Architetto Rizzuto, non deve essere stato molto piacevole inaugurare la sua direzione con una contestazione pubblica…

Ma no. Sono stato ben contento di poter accogliere i rappresentanti delle associazioni ambientaliste, come d’altra parte l’assessore Furnari, presente in città per la consegna del cantiere per il restauro della tonnara di S. Panagia. Abbiamo preferito separare i contesti: abbiamo chiesto di lasciarci presentare alla stampa il progetto che la città aspettava da anni e dopo abbiamo ricevuto tutti i presenti con grande disponibilità.

Forse avrebbe gradito un’accoglienza diversa. Si è sentito colpito dalle contestazioni? 

No. Per me l’incontro è andato bene. La Soprintendenza è dei cittadini ed è aperta a tutti. Trovo giusto dare spazio alle opinioni pubbliche, credo molto nel confronto e nutro molto rispetto per associazioni come Legambiente. Le istanze dei movimenti possono anche essere legittime, ma l’interlocutore in merito non sono io. E formalmente neanche l’assessore, che non poteva che dare risposte di rito senza poter entrare nel merito perché il provvedimento è di competenza del Direttore Generale e si attende l’esito dell’indagine in corso.

Non è un gran momento per la Soprintendenza di Siracusa. La gestione Micali è stata molto contestata dai movimenti. La dott.ssa Basile, che lo ha sostituito, è ritenuta degno difensore del territorio e del patrimonio culturale ma appare non gradita ai cosiddetti poteri forti e a certi ambienti politici. Lei cosa ne pensa?

Su questa soprintendenza da un po’ di tempo ci sono i riflettori accesi e parecchi occhi puntati. Forse fino alla gestione dell’architetto Muti c’era più unità interna e non si avvertiva molto clamore. Il clima è cambiato quando è arrivato un dirigente “da fuori” e l’unità si è sfaldata. Questo non fa bene. C’è bisogno di tranquillità e serenità. Occorre tornare a parlare ed affrontare i problemi che sono quelli di tutti gli uffici, non solo di quelli di Siracusa. Sul caso specifico io non conosco le carte, né sono titolato a giudicare. Dico che ho massima stima e rispetto della dott.ssa Basile con la quale ho ben collaborato in passato. Spero che al più presto si possa fare chiarezza nell’interesse di tutti.

La Soprintendenza è preposta a salvaguardare il nostro patrimonio culturale e paesaggistico spesso oggetto di speculatori. Ci sono sempre grossi nodi quali il PRG, il Piano Paesaggistico, la definizione e realizzazione del Porto Turistico, gli insediamenti abitativi…

Noi siamo chiamati a svolgere un ruolo molto importante. Ma c’è il tempo delle proposte, quello del confronto e quello delle decisioni. Che alla fine vanno prese e qualcuno deve assumersene la responsabilità. Le decisioni possono piacere o meno, essere condivise o meno, ma vanno accettate e rispettate se fatte nel rispetto della Legge. E così io intendo procedere. Per fortuna non siamo all’anno zero. Ritengo molto positivo avere un Piano Paesaggistico già adottato. Questo facilita sia il cittadino che l’amministrazione. Fissa delle regole e dei confini entro cui muoversi.

Il Parco Archeologico non è stato ancora avviato, ma sono stati fatti importanti passi avanti sulla sua perimetrazione. A Siracusa non si vivono problemi diversi o più complessi rispetto alle altre province. Le questioni da affrontare sono comuni in ogni soprintendenza e costituiscono ormai l’ordinaria amministrazione. Dobbiamo rivolgere l’attenzione soprattutto al paesaggio che è la parte più fragile da preservare. Se sulla tutela dei monumenti e dei centri storici il cittadino ha maturato una sensibilità adeguata e manifesta maggiore rispetto, nella tutela, conservazione e valorizzazione del paesaggio bisogna invece ancora maturare una più appropriata coscienza civica e una maggiore sensibilità. Su questo c’è ancora molto da lavorare, sia da parte delle istituzioni che delle associazioni.

Architetto Rizzuto, qual è stato il suo percorso professionale? Perché secondo lei è stato scelto quale Soprintendente? Se lo aspettava? La sua nomina risponde a una scelta tecnica o politica?

Ho lavorato i primi 15 anni in questa Soprintendenza, dal 1989 e sotto la direzione del dr. Voza. Dopo sono stato a Ragusa, sotto la direzione della Basile. Successivamente a Palermo nello staff dell’assessore Granata. Quindi di nuovo a Ragusa, con l’incarico di responsabile prima del Servizio Paesaggistico e dopo dell’Unità Operativa al Museo di Kamarina. Durante gli ultimi dieci mesi ho diretto il Museo A. Uccello di Palazzolo. Ritengo quindi di avere i titoli per l’incarico per cui sono stato chiamato, anche se per me è stata una vera sorpresa.

Respingo categoricamente la critica di essere stato nominato per meriti politici. La politica svolge il suo ruolo, come ha sempre fatto, nomina gli assessori e detta le linee di indirizzo. Poi ci sono i tecnici, i funzionari e i dirigenti che rispondono personalmente delle loro scelte e delle loro azioni. Non penso che questo momento sia tanto diverso rispetto al passato. Ho deciso di accettare come atto di amore verso questa soprintendenza dove ho iniziato la mia carriera e dove mi sento a casa. So di sedere a una scrivania scomoda in una fase molto particolare e di tensione, ma non potevo girarmi dall’altra parte.

Questa è un’istituzione di grandi tradizioni e di alta reputazione. Sono onorato di ricoprire un incarico prestigioso. Qui sono stati insediati personaggi molto importanti e di grande valore alla cui scuola si sono formati funzionari e tecnici di alto livello. Contrariamente a quanto si pensa, non è una Soprintendenza specializzata e competente prioritariamente in ambito archeologico, bensì anche in ambito architettonico. E lo dico da architetto. Quest’ufficio ha dettato le linee guida in tutta la regione per il restauro architettonico dei monumenti e degli edifici di pregio. Un’esperienza senza pari, maturata all’indomani del terremoto del 1990 che ha visto in questa provincia il maggior numero di progetti, di intervento e di finanziamento.

Durante la contestazione qualcuno mormorava che lei è amico dell’on.le Gianni e che lo stesso era l’unico politico presente all’incontro da lei convocato.

In realtà ho invitato tutta la deputazione regionale e nazionale della provincia, e i vertici dell’amministrazione comunale. Non è certo colpa mia se, a parte l’on.le Gianni, degli altri non si è visto nessuno.

Pare che nei confronti dei funzionari, stretti collaboratori della dott.ssa Basile, saranno adottati provvedimenti che qualcuno ritiene di ritorsione. Si parla di trasferimenti.

Non ne so nulla ma non mi pare. Li reputo tutti ottimi professionisti e sarei felice di poterli avere ancora in questa Soprintendenza. 

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