Quante persone sono disponibili ad offrire il proprio tempo libero per una comunità migliore? Una ricerca del 2025 contenuta nella rivista “Impresa Sociale” sullo stato dell’impegno civico in Europa ci offre una prima valutazione in percentuale della platea di cittadini che nel nostro Paese dedicano parte del loro tempo libero alla comunità in modo gratuito e volontario: un dato che si attesta al 14,3% rispetto ad una media europea del 18% e che purtroppo è in calo rispetto ad una precedente ricerca del 2023, quando era addirittura del 17,4%, ben tre punti superiore.
Se questo primo dato restringe già il campo sul piano nazionale, in realtà ancora più forte è il ridimensionamento se noi parliamo di vero e proprio monitoraggio civico organizzato (analisi di dati, accesso civico generalizzato, verifica di opere e bilanci). A questo punto il numero di cittadini realmente attivi e formati scende drasticamente ad una quota percentuale che le previsioni più rosee stimano attorno all’1-2% nel nostro Paese.
Sulla base di questi elementi, la città di Siracusa potrebbe godere di qualche centinaia di cittadini disposti a controllare dall’esterno che le cose vadano effettivamente bene, delle ragioni per cui non vanno bene e delle soluzioni da mettere in campo. Un lavoro prezioso che dovrebbe essere incoraggiato dalla Pubblica Amministrazione Locale, soprattutto in tempi di penuria di risorse umane, perché contribuirebbe all’attività che sono chiamati a fare per lavoro alcuni specifici soggetti pubblici: i segretari generali, i responsabili dell’anticorruzione, i direttori esecutivi dei contratti, i consiglieri comunali, per fare alcuni esempi concreti.
Al contrario, non solo la Pubblica Amministrazione Locale non incentiva il monitoraggio civico, ma addirittura lo ostacola con “fastidio”, come se chi sta fuori dal Palazzo non sia abilitato ad occuparsi di ciò che accade dentro il Palazzo. È una sensazione che abbiamo avuto spesso ascoltando le interviste del Sindaco di Siracusa.
Oggi che l’inchiesta della Procura Europea sul malaffare al Vermexio inizia a scoperchiare un vaso di Pandora di interessi privati che agivano sul denaro pubblico, il tema assume una rilevanza ancora maggiore e ancor più su appalti rilevanti come quello del servizio idrico.
In questo settore, Civico4 ha condotto negli anni tra il 2020 e il 2024 un’attività di monitoraggio civico riguardante il sistema dei macro-disservizi comunicati dal precedente gestore attraverso la pagina social, mettendo in luce, attraverso i dati aggregati, come i disservizi fossero in progressivo aumento e riguardassero sempre le stesse zone della città, senza iniziative concrete di programmazione e investimento volte ad intervenire affinché questo fenomeno arretrasse. Abbiamo utilizzato i pochi dati disponibili.
Oggi appare invece chiaro – grazie al lavoro degli inquirenti della Procura Europea – come fornire ai cittadini attivi strumenti aperti e condivisi per monitorare l’attività della Pubblica Amministrazione Locale serva a monitorarla e a farla funzionare meglio.
Ciò nel contesto di un quadro paradossale dove il nuovo gestore del servizio idrico, Aretusacque, anziché implementare quel poco che esisteva con il vecchio gestore Siam (la pagina social, ad esempio), ha ridotto le comunicazioni a scarne notizie sul sito internet e non consente di fruire di alcuna piattaforma pubblica di monitoraggio.
È questo il senso della proposta di “civil tech”, che andrebbe incoraggiata dagli organismi di sorveglianza della ditta appaltatrice (comitato di sorveglianza, ati idrico, consigli comunali), di una piattaforma aperta e pubblica dove ogni ticket aperto da un qualsivoglia cittadino si traduca in un dato monitorabile da qualunque cittadino nella sua evoluzione dalla presa in carico alla risoluzione. Ciò consentirebbe in tempi brevi di fare emergere tante verità oggi nascoste: punti della città dove si interviene decine di volte prima di una vera e propria risoluzione del problema, guasti atavici ad oggi irrisolti, sprechi di denaro pubblico per manutenzioni ricorrenti.
Un’esperienza interessante rintracciata on line, che richiama in parte la proposta appena espressa ma che rende efficacemente l’idea anche per i poco addetti ai lavori, è quella di Abbanoa S.p.A. (che gestisce il servizio idrico nella Regione Sardegna) rispetto alla quale invitiamo a visitare la pagina delle segnalazioni: https://www.abbanoa.it/Documenti-edati/Dataset/Segnalazioni
In questa sezione è possibile consultare tutte le segnalazioni di pronto intervento ricevute tramite il numero verde 800.022.040, attualmente in corso oppure chiuse da meno di 15 giorni. Le informazioni vengono aggiornate ogni ora per garantire la massima tempestività.
Prima di inviare una nuova segnalazione, si consiglia di verificare, tramite gli appositi filtri, se esiste già una richiesta relativa allo stesso problema. In caso positivo, non è necessario inviare una nuova segnalazione. È possibile scaricare anche il file CSV. Manca una mappa interattiva che consenta una fruizione più semplice e alcune tipologie di filtro, come il filtro per data, che consentirebbe di sviluppare una analisi diacronica dei dati disponibili. Anche
l’aggiornamento dello stato di avanzamento non ci risulta attendibile.
In realtà, noi riteniamo che l’utente che apre il guasto debba anche ricevere un codice identificativo che gli consenta il monitoraggio autonomo della propria pratica e delle note che i singoli responsabili di ogni fase del procedimento gli inseriscono man mano (apertura del ticket in capo al call center, assegnazione del guasto al gruppo tecnico in capo al call center, sopralluogo in capo al gruppo tecnico, esito del sopralluogo in capo al gruppo tecnico, intervento in capo al gruppo tecnico, chiusura del guasto in capo al call center).
Questo approccio restituirebbe davvero il servizio pubblico alla stregua di una campana di vetro, massimizzando la partecipazione dei cittadini e consentendo a quella parte più attiva di applicarsi con una mole notevole di dati affinché le cose nel tempo potessero migliorare ulteriormente. Allo stesso tempo, minimizzerebbe clientele e favori, mettendo tutti sullo stesso piano secondo ordini oggettivi di priorità dei guasti o di carattere cronologico, spogliando la classe politica della parte più malata del consenso elettorale. E, forse, proprio per questo, come cantava Franco Battiato, “la primavera tarda ad arrivare” (Povera Patria, 1991)

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