Il 19 si è tenuto a Siracusa il congresso provinciale dei Giovani Democratici, un appuntamento che, nelle intenzioni degli organizzatori, ha voluto rappresentare un momento di rilancio e di riflessione profonda per i giovani del partito sul territorio. Prima dell’avvio ufficiale dei lavori, è stato proposto un dibattito introduttivo dal titolo “Dove nasci conta”, nel corso del quale i responsabili del Partito Democratico, esponenti della segreteria e altri dirigenti locali hanno alternato interventi che, a onor del vero, almeno dal mio punto di vista, si sono rivelati per certi aspetti piuttosto prevedibili e ripetitivi “discorsi di rito”, come spesso accade in queste occasioni, senza riuscire a offrire spunti realmente innovativi o a intercettare le inquietudini concrete dei giovani presenti.
Superata questa fase interlocutoria, si è entrati nel vivo del congresso vero e proprio, che portava il titolo di “Oltre gli orizzonti”. Ha preso la parola il segretario regionale Marco Greco, il quale ha saputo imprimere una lucidità politica non comune, offrendo una visione d’insieme non limitata alla dimensione interna dei Giovani Democratici bensì allargata a tutto il partito chiamato a confrontarsi con le sfide del presente. Il segretario ha lanciato un appello accorato all’unità, sottolineando come solo un partito coeso possa sperare di vincere le prossime battaglie elettorali ed esercitare un’influenza reale sulla scena politica; al contrario, si rischierebbe una lenta ma inesorabile perdita di identità e di slancio, facendo percepire il partito come sempre più distante dalle reali esigenze dei cittadini, lasciando campo libero al populismo della destra.
Dopo questo discorso d’ampio respiro politico, il dibattito successivo si è aperto con la mozione “Trasformare il futuro in presente”, ma ciò tra i giovani partecipanti locali della provincia ha offerto un contenuto più modesto. Il congresso avrebbe dovuto aprire, dopo il discorso di Greco, un confronto sulla realtà attuale della provincia di Siracusa, ma così non è apparso. Si potevano porre domande scomode e avanzare ipotesi di cambiamento, ma ciò non si è osservato.
Il tema dominante, ripetuto da tutti gli interventi, è stato quello del desiderio di restare in Sicilia e di non dover emigrare, come purtroppo fanno oramai da anni migliaia di giovani, laureati e non. È a questa legittima e sentita aspirazione che i giovani democratici vogliono rispondere cercando soluzioni. C’è da aprirsi a tutto tondo dialogando con le altre realtà associative e partitiche progressiste e superare la giusta critica che viene fatta agli “anziani” del partito, accusati di scarsa unità e di miopia politica.
Va ricordato come negli ultimi mesi, a Siracusa, si sono tenuti appuntamenti che hanno attirato giovani in momenti pieni di entusiasmo e di voglia di iniziare a cambiare le cose, superando quell’apparato di potere esistente di interessi costituiti che spesso tratta i giovani come merce da cui estrarre profitto, anziché come risorsa da valorizzare.
Possiamo dire che i Giovani Democratici hanno potenzialità ancora inespresse ed è giunto il tempo, con coraggio, di uscire da certi schemi del partito e interagire con maggiore coraggio e sistematicità nelle proprie iniziative insieme alle altre realtà partitiche e associative presenti: muoversi, dialogare, proporre disporsi all’ascolto e all’azione, è questo ciò che fa un movimento di giovani.
I Giovani Democratici sapranno cogliere questa sfida e dare un contributo autentico andando “oltre gli orizzonti” di questa politica stantia e provinciale?
Tutto ciò dovrebbe avvenire all’interno del Partito Democratico, perseguendo quell’unità che il segretario regionale ha giustamente invocato, ma intendendola non come fine a sé stessa, bensì come premessa per rafforzare il partito e infondergli un nuovo respiro, in vista delle sfide che attendono il partito in città e in Sicilia nei prossimi anni.
Si percepisce in Sicilia una domanda di cambiamento che aspetta di incontrare idee e programmi forti, un’organizzazione e una sinistra capace di tornare ad avere fiducia in sé stessa e nel suo popolo. Una sinistra che sappia essere orgogliosa di sé. Ebbene, questo è il compito principale di menti e forze giovani.

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