Il primo aprile si è tenuto un incontro alla CGIL di Siracusa, organizzato dal comitato del “No” dopo i risultati referendari. Sono intervenuti numerosi partecipanti, con analisi approfondite, molte delle quali riprendevano quelle nazionali. Tuttavia, a Siracusa e in provincia la situazione è stata completamente diversa. In particolare, l’afflusso di giovani è stato più contenuto, come confermano i dati.
Analizzando i numeri, vediamo che Comuni quali Buccheri, Priolo, Sortino e Cassibile hanno superato il 70% di “No”, arrivando addirittura all’80%. Altri, come Melilli e Palazzolo, si sono avvicinati a queste percentuali. Chiaramente non sono Comuni con una popolazione giovane, anzi, il contrario. Un fattore da considerare è che esiste da anni il fenomeno della dispersione scolastica: significa che molti ragazzi, oggi diventati votanti, non sanno cosa è e neppure possono capire l’importanza della Costituzione.
Nel dibattito si notavano, seppur con difficoltà, discorsi costruttivi e proposte vive sulla pelle dei siracusani. Evitare la dispersione del lavoro del comitato è stata la parola d’ordine. Pertanto, si è deciso di mantenere attivo per futuri appuntamenti politici. La CGIL, da parte sua, metterebbe a disposizione le proprie strutture nel capoluogo, rimanendo nel suo ruolo autenticamente sindacale, posizionandosi solo su principi di giustizia sociale, diritti e pace, senza entrare nell’agone politico né farsi cinghia di trasmissione di alcun partito.
Ora c’è bisogno di un cambio di passo, come sottolineato da alcuni interventi: “il mostrarsi credibili”. Un esempio che vale per tutti è sulla costruzione del nuovo ospedale (uno sforzo paragonabile al ponte sullo Stretto). Su questo tema, tutte le opposizioni (partiti, movimenti, sindacati, associazioni) avrebbero dovuto decidere da tempo di intraprendere una lotta dura e continua fino al raggiungimento di un vero risultato. Altrimenti, quale affidabilità possono avere le opposizioni? Siracusa per tanti è una realtà addormentata. Molti giovani lo hanno capito e scappano via. I numeri lo confermano: la qualità della vita è in penultima posizione a livello nazionale e va calando. Altri record negativi che riguardano i giovani sono le alte percentuali di disoccupazione giovanile, NEET e dispersione scolastica.
Una decisione importante è stata quella di preparare il prossimo appuntamento del 25 aprile, giornata di festeggiamento per ringraziare i siracusani della loro coscienza costituzionale. Ma per avvicinarsi ai giovani serve una grande trasformazione. Un elemento innovativo è stato portato con l’iniziativa “Next Generation”, iniziata alcuni mesi fa. Il secondo appuntamento è stato dedicato ai giovani, cui erano presenti in numerosi. Questi avevano parecchio da criticare sulla realtà di Siracusa, rimanendo stupiti di come a fronte di questa struttura di potere della giunta comunale nessuno facesse nulla.
Ora è partito un questionario rivolto a loro sulla qualità della vita. Sarà importante lasciare spazio a loro. Alla fine, l’incontro si è concluso con un “alla prossima”. Chi vuole ricominciare a fare politica vuole vedere aria nuova, con dialoghi e discussioni costruttivi. Per cui occorre parlare dei reali problemi quotidiani della gente: l’inflazione, il carrello della spesa, l’enorme disagio abitativo. Questi sono argomenti veri su cui la Cgil dovrà dare il suo contributo.
Tags referendum giustizia disoccupazione giovanile Neet dispersione scolastica CGIL
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