ARETUSACQUE, SUPERARE L’EMERGENZA AFFRONTANDO I PROBLEMI STRUTTURALI

Un mese fa Aretusacque assumeva la gestione del servizio idrico integrato della nostra provincia. Non poteva esserci inizio più turbolento e sfortunato, dovuto in parte ad eventi prevedibili (la vetustà della rete idrica) specialmente in estate e in parte imprevedibili (il cosiddetto colpo di ariete idraulico causato dalle improvvise e ripetute interruzioni di corrente elettrica). Ad essere maggiormente colpite sono state Ortigia e la Borgata (ma anche altre zone della città e fuori) rimaste senz’acqua per lunghi giorni. Pesanti le ripercussioni sulle attività di ristorazione, alberghiere, commerciali e artigianali; notevole il danno d’immagine per il centro storico.

Di fronte all’emergenza idrica, che non è finita, come hanno reagito le istituzioni, la politica, il Forum per l’acqua pubblica, il movimento Controcorrente, il Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente? Quest’ultimo è stato, secondo me, il vero punto di riferimento, per concretezza e chiarezza di idee, degli interessi della comunità ortigiana. La politica ha balbettato: non una proposta sensata, un’analisi ragionata, solo generiche dichiarazioni. Finalizzata a stanare il sindaco Italia, e comunque ben argomentata, l’interrogazione del consigliere comunale Paolo Cavallaro.

Il signore del Vermexio andrebbe segnalato alla trasmissione “Chi l’ha visto?”. Neanche un mi dispiace per i disagi. La classe non è acqua, per restare in tema.

Il movimento Controcorrente il 17 luglio scorso ha promosso una raccolta di firme per la gestione pubblica dell’acqua anche per Siracusa mediante l’applicazione estensiva dell’articolo 30 che disciplina la revoca della convenzione del 2004 tra Regione Siciliana e Siciliacque per sopravvenute ragioni di pubblico interesse. Acrobazie “giuridiche” a soli 22 giorni dall’assunzione della gestione da parte di AretusAcque. Come se i comuni della provincia non avessero optato per la gestione mista (dicembre del 2022) e non fosse stata espletata una gara e che la società che se l’è legittimamente aggiudicata non avesse un contratto di durata trentennale. Mi permetto di dire sommessamente all’onorevole Gilistro che può trovare facilmente le risposte alle sue domande sulla situazione idrica siracusana nel Piano d’ambito.

Concreta e fattiva l’iniziativa della Cna (confederazione nazionale artigianato, un’associazione guidata da giovani, uomini e donne, in gamba) di incontrare l’amministratore delegato di AretusAcque, entrando nel merito dei problemi e di come risolverli nell’interesse degli artigiani rappresentati e più in generale dei cittadini.

Il Forum per l’acqua pubblica ha fatto un apprezzabile passo avanti proponendosi come interlocutore propositivo del nuovo gestore, ma ne dovrebbe fare un altro per prendere atto alla luce dei fatti (e non dell’ideologia) del disordine provocato dalle gestioni idriche, in prevalenza pubbliche, in Sicilia dove la (cattiva) politica ha prodotto inefficienze e carrozzoni clientelari.  Un plauso meritano infine i lavoratori di Aretusacque per come si sono prodigati e continuano a prodigarsi in condizioni climatiche difficili.

Il Servizio idrico integrato (Sii) è figlio della legge Galli del gennaio 1994, poi assorbita nel Codice dell’Ambiente. Ci sono voluti 32 anni e mezzo per istituirlo nella nostra provincia durante i quali il governo dell’acqua è stato, e continua a essere, approssimativo e caotico.

L’architettura del SII poggia su questi fondamenti: natura pubblica dell’acqua; superamento della frammentazione delle vecchie gestioni e creazione di un servizio integrato comprendente la gestione dell’acquedotto, fognatura e depurazione dei reflui; istituzione dell’Ato (ambito territoriale ottimale); introduzione del principio della copertura integrale dei costi da inserire nella tariffa; affidamento del SII ad un unico gestore in ogni Ato.

Si tratta di novità rilevanti destinate in prospettiva a cambiare radicalmente le modalità di fruizione di un bene primario qual è l’acqua, portandola anche nelle case dove non arriva (a Lentini interi quartieri sono da mesi con i rubinetti a secco) o arriva con le autobotti come in pieno luglio in Ortigia e alla Borgata.

Naturalmente la società mista Aretusacque è attesa alla prova, anche severa, dei risultati. L’inizio, come detto, è stato difficile e sfortunato, dovendo risolvere in emergenza le falle causate dall’inerzia delle amministrazioni comunali che hanno vissuto per decenni alla giornata. Personalmente mi auguro che essa sia in grado di segnare una rottura con il passato e di fare un salto di qualità in un settore cruciale del vivere civile.

I vecchi sindacalisti dicevano che per le riforme bisogna lottare due volte: la prima volta per farle approvare e la seconda per farle applicare. Se applicata, questa riforma potrà migliorare notevolmente il modo di vivere di moltissime comunità, specialmente nel Meridione.

Il nuovo gestore idrico dovrà affrontare e risolvere problemi enormi. Tra rete idrica e fognaria ci sono circa tremila chilometri da risanare, più o meno la distanza esistente tra Siracusa e Bolzano e ritorno. Nella nostra città due terzi dell’acqua che scorre lungo le condotte si disperdono a causa della vetustà della rete. Fatta eccezione per Siracusa e per qualche altra realtà, negli altri comuni le abitazioni sono in prevalenza prive di contatori, per cui l’acqua, mancando un sistema di tariffazione, viene pagata, quando viene pagata, con criteri forfettari e perciò iniqui. La percentuale di morosità e forse anche di evasione è molto alta. Il sistema della depurazione va organizzato in modo capillare, specie nelle zone ad alta intensità turistica. In alcune località balneari non è dato sapere (ma lo si può immaginare) dove vengono scaricati i reflui non depurati.

Per grandi linee è in queste condizioni che le amministrazioni locali degli ultimi decenni hanno lasciato il sistema idrico e fognario nei loro comuni. Non è da escludere che, quando saranno installati i contatori, nelle realtà dove la gente non è abituata a pagare l’acqua in base agli effettivi consumi possa montare la protesta e che qualche sindaco la incoraggi per scaricare su altri (chi?) le proprie responsabilità. Sarà bene ricordare che l’acqua pubblica non vuol dire acqua gratis, anche se per le famiglie economicamente più deboli (con Isee di circa 10 mila euro) è previsto un bonus statale di 50 litri al giorno per persona.

L’attuazione della riforma della gestione idrica, per la sua potenziale spinta innovativa, dovrà essere accompagnata a mio avviso da un atteggiamento critico e costruttivo, senza rinunciare a contrastare e a denunciare le cose che non vanno. È utile che la governance di Aretusacque tenga aperto un canale di confronto con i cittadini e i loro rappresentanti e assicuri una puntuale comunicazione.

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