Il progetto POFESR per oltre 5 milioni, predisposto dal Libero Consorzio Comunale di Siracusa e ammesso a finanziamento, per interventi sulla Riserva Naturale Ciane Saline, è incentrato, come noto, sulla realizzazione di un centro ittiogenico con annessa avannotteria e altri interventi legati alla gestione della fauna ittica della Riserva.
E’ già stata fatto notare la più che evidente non priorità di tali interventi rispetto alle emergenze reali della Riserva, recupero dell’argine a mare delle saline, ripristino della gestione della vegetazione a papiro. Ma la volontà di fare degli interventi sulla fauna ittica l’elemento caratterizzante la gestione della Riserva appare incongruo sotto molti altri aspetti.
La Riserva è stata istituita come Riserva Naturale Orientata, dove quindi devono essere realizzati interventi orientati “al fine di salvaguardare e rivitalizzare il papiro lungo l’intero corso del fiume Ciane e conservare i valori ambientali della zona umida delle saline di Siracusa” come recita il Decreto istitutivo della stessa indicando esplicitamente le priorità di intervento.
La fauna ittica non è, alla luce delle attuali conoscenze, un elemento che caratterizza la Riserva, anche rispetto ad altre zone umide siciliane, al punto di farne elemento cardine degli interventi gestionali, tra l’altro i primi e più ingenti dopo oltre 40 anni dall’istituzione!
E questo, paradossalmente, lo dice lo stesso progetto dove afferma essere il “ gruppo ittiofaunistico … il meno studiato oggi”, non allegando o citando, infatti, alcuno studio scientifico pubblicato o meno, che sia specifico dell’area ma rimandando tutto a successivi monitoraggi.
Però, e qui sta l’assurdità metodologica, si prevede sin da ora la realizzazione del Centro con avannotteria con una ingente spesa non supportata da elementi di base che ne giustifichino la necessità specifica per il Ciane e/o le Saline.
Gli stessi riferimenti nel progetto alle specie ittiche che sarebbero presenti nella Riserva appaiono superficiali o riferibili a considerazioni generali sulla presenza e/o biologia delle specie in Sicilia in alcuni casi addirittura in contrasto con la stessa Carta ittica della provincia di Siracusa redatta dallo stesso Ente!
Su quale base si afferma che è presente la “trota fario”? E’ una specie alloctona, è stata immessa? La sua presenza non risulta da alcuna pubblicazione. E’ una specie, come i cefali, che non ha interesse conservazionistico. Perché si cita la presenza di “Gambusia affinis”? Tutti gli studi recenti citano per la Sicilia solo la Gambusia holbroki. E’ stato fatto uno studio specifico in loco? Dove è pubblicato? In alcuni punti del progetto si parla di Trota fario, in altri di Trota macrostigma, nel Ciane ci sarebbe la Trota macrostigma? Su quali basi conoscitive si afferma la necessità di effettuare ripopolamenti di Tinca nella Riserva? Ci sono conoscenze sulla presenza /stato dei popolamenti nel sito? Si è visto che la specie ha problemi nell’area? Perché si punta solo sulla riproduzione artificiale e con quali riproduttori? Sulla presenza dell’anguilla si rimanda a futuri monitoraggi ma già si afferma la necessità di ripopolamenti tramite allevamento, perche?
Si cita, nel progetto, il piano di gestione del sito Natura 2000, mentre un intervento di tale importanza non può prescindere dal piano di gestione della Riserva, previsto dalla legge ma mai realizzato, e comunque il piano del sito Natura 2000, allo stato lo strumento scientifico più approfondito, nulla dice sulla fauna ittica o sulla eventuale necessità di interventi a supporto.
Perché programmare sin da ora la costruzione di una avannotteria quando non ne è quantificabile, a detta dello stesso progettista, l’uso specifico per le esigenze della Riserva Ciane Saline? E cosa fare del novellame che non dovesse servire in loco ? E, domanda delle domande, chi gestirebbe un impianto complesso e delicato ? Con quali costi e a carico di chi?
E perché, infine, duplicare una struttura che è già in corso di costruzione nel vicino Biviere di Lentini con simili finalità e caratteristiche ? Esiste una “domanda” tale a fini scientifici o di ripopolamento (e quindi non commerciali ! ) da giustificare ben due impianti simili a pochi chilometri di distanza?
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(L’ impianto ittiogenico in costruzione al biviere di Lentini)
Perché l’ente gestore, pur avendo una sua proposta già pronta per richiedere un finanziamento FESR sull’argine delle saline, ha improvvisamente optato per il centro ittiogenico ? Intervento, tra l’altro, bocciato da tutti i componenti del tavolo tecnico, contrariamente a quanto fatto credere dal presidente del Libero Consorzio.
La gestione di una Riserva Naturale è, dovrebbe essere scontato, programmazione su basi scientifiche, metodologia ferma. Un ente gestore accorto avrebbe dovuto rimandare al mittente, e non farle proprie, proposte di interventi che ci costringono invece a ribadirlo.
Carmelo iapichino (Lipu)

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