Il Tradimento dell’Estate

Più aumenta il caldo, più in fretta si programmano le ferie. E alcuni cominciano ad accorgersi che l’amico fedele da anni con il quale si passeggiava, giocava, si accarezzava, seduto ai piedi mentre leggevi, mangiavi, guardavi la TV sdraiato magari su un divano, è diventato ingombrante, “qualcosa” di cui disfarsi. Così decidono di abbandonare il migliore amico, l’amico fedele, quello a quattro zampe, dove capita o in un preciso punto di non ritorno. Che scellerata umanità! E a proposito voglio raccontarvi la storia di un tradimento, quella di Gaetano. Sembra una fiaba, ma non lo è quella del cane randagio di Lentini, cittadina ben nota per la sua produzione agrumicola e i suoi tanti resti archeologici siculo-greci. La comunità non sapeva da dove arrivasse ogni giorno, né dove dimorasse, considerato che all’imbrunire scompariva. Certo era che Gaetano, com’era stato chiamato dai cittadini, si comportava come un umano. Era un bel cane lupo e si era fatto notare e amare per il suo comportamento che sbalordiva. Senza dare mai fastidio, saliva sull’autobus per spostarsi da un capo all’altro del territorio urbano. Partecipava alle manifestazioni pubbliche. Era presente nelle processioni. Si fermava ad ascoltare il coro polifonico in piazza. In breve tempo era diventato il caro amico di tutti. Forse cercava qualcuno nei luoghi che gli erano usuali. Per tale modo di fare, Gaetano era stato adottato dal Comune, divenendo cittadino onorario nell’approvazione generale. Ma un giorno i cittadini aspettarono invano di vedere arrivare Gaetano. Lo cercarono in tanti per l’intero paese finché giunsero sotto il cavalca via. E lì lo trovarono morto accovacciato come in attesa. Sì, in attesa del suo amico, che probabilmente lo aveva lasciato all’imbrunire. Nel punto di non ritorno ma vicino al paese per cibo e acqua. Ma Gaetano aveva affidato il suo cuore fedele all’uomo che lo aveva abbandonato. Ritornava a quel punto dove era stato lasciato, non pensando che fosse stato un brutale addio. E lì, comprendendo dopo tanti mesi che non avrebbe mai più rivisto il suo amico, è morto di crepacuore. La sua scomparsa fu un grave lutto per il paese. Tant’è che perenne memoria della sua personalità e della gioia che aveva dato ai cittadini con la sua presenza, Gaetano è stato immortalato in una statua. Monumento che arricchisce Lentini per la sua entità educativa, perché parlerà a ogni generazione del legame esistente fra gli uomini e gli animali, del valore della loro vita, del rispetto dovuto a tali creature intelligenti, docili, capaci di sentimenti profondi, che attendono di essere integrate nella nostra vita familiare e sociale, amate, desiderio di ogni anima vivente: piante, animali del cielo, della terra, delle acque, dell’uomo a cui l’Artefice affidò la creazione per divenire come Lui. La straordinaria vicenda di Gaetano mi spinse a ricercarne altre similari fra amici che ho raccolte in codesta pubblicazione.

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