Gesualdo Bufalino a Comiso e dintorni

14 giugno.

Leopardi diffidava degli anniversari, eppure la data della sua morte ha coagulato i destini di altri due grandi, Quasimodo nel 1968 e Gesualdo Bufalino nel 1996 (trent’anni esatti sono passati).

Potrebbe essere un'immagine raffigurante cappotto e vestito elegante

Proprio allo scrittore comisano lo studioso Stefano Vaccaro – saggista di rara sensibilità e resa interpretativa, che ha lavorato sulle scrittrici tra Otto e Novecento (ricordiamo almeno il saggio “Silfide, maga e sirena” e gli studi sulla poetessa e patriota netina Mariannina Coffa) – ha dedicato un raffinato volume per la collana “Paesaggi e Passaggi” de “Il leone verde”: “Gesualdo Bufalino a Comiso e dintorni”.

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Immagini attuali e foto d’epoca accompagnano le parole di Vaccaro, che spesso fa parlare Bufalino attraverso gli scritti del suo conterraneo, anzi compaesano (come il professore Nunzio Zago, cui tanto si deve di ciò che leggiamo e conosciamo di don Gesualdo, “Dino” Bufalino).

La “claustrofilia” dell’autore ci consegna però una Comiso mitica e sognata, filtrata dalle sue “fantamemorie” in una visione che è sempre doppia, spesso vertiginosa, espressa in una lingua affatturata e affatturante, dove la Sicilia diventa “questa arca triangolare di sasso che galleggia sulle onde dei millenni”.

Il libro di Vaccaro diventa così una guida letteraria ai luoghi bufaliniani ma è anche una storia sui generis dello scrittore e della sua poetica, in cui vivono, con-vivono e ri-vivono in una vertiginosa contemporaneità e compresenza megalomartiri, processioni, vicende mitiche, guerre di santi paesani, letture, film, scacchi, teatro, persone e personaggi di paese… un museo d’ombre? Un memento mori come le mummie di Monserrato?

Comiso di antiche strade, di fontane, di missili e proteste, onfalos e prigione, tutto il ragusano da scoprire, da gustare, da percorrere, Bufalino e la tisi, la guerra e Scandiano boiardesca, la solitudine di una biblioteca e il successo dei premi e delle interviste: Vaccaro accenna, evoca, parla di Bufalino e insieme si rispecchia in un autore letto, studiato, amato.

Vi invitiamo a rileggere alcuni dei nostri articoli sullo studioso comisano, in attesa di nuove prove di scrittura:  https://www.lacivettapress.it/2017/02/15/nel-castello-di-donnafugata-un-inedito-di-mariannina-coffa/; https://www.lacivettapress.it/2018/04/23/vaccaro-gli-uomini-dell-800-reagirono-alla-lotta-delle-donne/

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