Sabato 2 maggio alle ore 11, presso il sito espositivo dell’associazione “Alexandria – cultura e sviluppo del Mediterraneo” in via Cavour 57/B a Siracusa, è stata inaugurata la mostra “Fiaccole olimpiche”.
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L’associazione, grazie a Vincenzo Pennone, appassionato e preparato storico dello sport (ricordiamo almeno le pubblicazioni “Terra d’atleti”, “Un uomo di rigore”, la biografia di Concetto Lobello scritta con Gaetano Sconzo e Umberto Teghini curata da Rosario Lo Bello e prefata da Gianni Minà, la prefazione a “Siciliani a cinque cerchi” di Francesco Nania, oltre ad innumerevoli articoli e convegni), custodisce e tenta di valorizzare il materiale documentale, emerografico e fotografico di cui è in possesso e che incrocia, come in questo caso, con quello di altri archivi: tra i documenti in mostra infatti vi sono degli inediti tratti dagli archivi personali di Vincenzo Fazzino, già presidente del C.O.N.I., e di Concetto Lo Bello, mitico arbitro di calcio.
Ma ecco le parole del “Rapporto Ufficiale della XVII Olimpiade – C.O.N.I.”: “… Alle ore 20,30 del 18 agosto il Fuoco sbarcò a Siracusa ricevuto dal Presidente della Regione Siciliana e prese terra nei pressi della Fonte Aretusa. Da Siracusa il tracciato della staffetta fu ricalcato su quello già percorso dagli antichi Greci all’epoca in cui fondarono le colonie e gli stabilimenti che nel loro insieme raggiunsero tanto splendore da meritare la denominazione di Magna Grecia…”
Così nel 1960, con gli echi degli antichi riti greci legati alle Olimpiadi e a quello Zeus Olimpico il cui tempio, un tempo maestoso, è ridotto a sole due colonne, toponimo conosciuto dai Siracusani, ma purtroppo avanzo pressoché abbandonato di un passato mitico.
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Emozionante visionare i tracciati del percorso della fiamma olimpica a Siracusa, sfogliare i giornali dell’epoca, immaginando le gesta degli atleti antichi e quelli del recente passato.
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Oltre a vario materiale relativo allo sbarco a Siracusa della fiaccola dei Giochi del ’60, la mostra presenta documenti relativi agli “ultimi tedofori”, partendo dai Giochi di Londra del 1948 con John Mark fino a Sydney 2000 con Cathy Freeman; pensando agli ultimi giochi invernali, è presente anche una terza sezione dedicata a vari tedofori dei Giochi Invernali, da Cortina 1956 a Nagano 1998, e un’ultima, tipicamente siracusana, con immagini di tedofori dei Giochi del 2006 e 2026.


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