Siracusa. Beni culturali e “business”

Tra il sovrintendente ai Beni culturali, Antonino Lutri, e il direttore del Parco archeologico, Carmelo Bennardo, siamo messi così così, a giudicare dalla disinvoltura con cui danno in “locazione” i siti affidati alla loro tutela.

Il fatto. La maison di alta moda Pucci sceglie Siracusa per la presentazione della nuova collezione e chiede di poterla fare nella Grotta dei Cordari, nel cuore del Parco archeologico. Richiesta accordata dal direttore Bennardo.

Poi decide di organizzare una serata danzante e chiede di poter utilizzare come discoteca la sala Ipostila del Castello Maniace. Permesso accordato dal sovrintendente ai Beni culturali, Antonino Lutri, dietro compenso di 40 mila euro come corrispettivo per l’affitto.

Il sovrintendente mette alcuni paletti: deve essere una serata sobria con non più di 200 persone e con un utilizzo moderato delle luci.

Ma non c’è il rischio di danneggiare la pavimentazione? Tranquilli, assicura Lutri, la pavimentazione è contemporanea, fu realizzata 15 anni fa. Così i 200 invitati, poi diventati più del doppio, si potranno scatenare sulla superficie moderna.

Ora, che le case di alta moda utilizzino per le loro sfilate siti archeologici e storici è una tendenza diffusa, il che non vuol dire che non si debba mettere un freno, evitando quantomeno di trasformarli in discoteche a pagamento. Chissà se il sovrintendente Lutri pensa di aver fatto un buon affare.

Quanto al direttore del Parco archeologico, siamo ammirati dal suo presenzialismo mediatico dopo anni di silenzio. Da alcuni giorni è un fiume in piena. Ha scritto una relazione di 20 pagine (che conosce solo La Sicilia, che giustamente la pubblica) in cui scrive tra l’altro che “il Teatro greco ha subito negli anni gli effetti della massiccia frequentazione antropica” cioè delle persone. Poi aggiunge che “sono presenti in ampia parte della cavea lesioni e fratture, con il rischio di distacco di pezzi consistenti, soprattutto gli spigoli aggettanti se sottoposti al peso di persone e di materia”.

Sono cose note, ma è importante che siano state accertate con rigorose indagini diagnostiche.

Domanda: quando (e se) il direttore del Parco divulgherà le risultanze degli studi, proporrà idonee soluzioni per ridurre “gli effetti della massiccia frequentazione antropica”? Non basta accertare lo stato di salute del Teatro se poi non si curano efficacemente le “malattie”.

Post scriptum. Il sovrintendente ai Beni culturali, Antonino Lutri, ha dichiarato a La Sicilia di aver espresso parere contrario all’uso del Teatro greco per cinque spettacoli al mese, come previsto dal protocollo d’intesa sottoscritto dal sindaco Italia e dal direttore del Parco archeologico, Carmelo Bennardo, il quale ha dato invece parere favorevole, in aperta contraddizione col progetto di restauro del Teatro greco e con le sue condizioni di salute. Poveri beni culturali.

Da leggere

Mostra Tranchino 2014

Gaetano Tranchino ci ha lasciati: un ricordo

Ci ha lasciati il maestro Gaetano Tranchino. Le esequie si terranno il 4 settembre 2026 …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti