Testardamente unitari: la scommessa del centrosinistra

Intervistata da Bloomberg, uno dei media americani più influenti, Silvia Salis, sindaca di Genova, ha dichiarato di essere disponibile a candidarsi alla premiership “davanti a una richiesta unitaria”. Però niente primarie. Per Bloomberg è lei l’anti Meloni. Pronto a sfidare Giorgia Meloni, ma con “primarie aperte”, è anche Giuseppe Conte, leader del M5S. Ed Elly Schlein? Da tempo è in campo, anche con le primarie, per la guida del governo, ma nei giorni scorsi il suo partito, per bocca del responsabile organizzativo, ha dichiarato che, per il momento, di primarie non se ne parla. Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) e Italia Viva hanno escluso di voler partecipare con propri candidati alle primarie, qualora si facessero. Interessato a parteciparvi potrebbe essere invece Ernesto Maria Ruffini (l’uomo che ha inventato il fisco digitale) sostenuto da ambienti riformisti (eredi del vecchio Ulivo) e cattolici.

Diciamo che c’è un po’ di confusione sotto il cielo del centrosinistra; tuttavia non sarà difficile trovare la sintesi unitaria se il campo largo si concentrerà, sulla scia dell’entusiasmo per la vittoria al referendum, su un programma-progetto col quale presentarsi agli elettori, piuttosto che sul nome dell’eventuale capo del governo. I nomi naturalmente sono importanti, ma in questa fase è meglio attenersi alla saggia locuzione latina secondo cui essi sono conseguenza delle cose. Insistere sulle primarie quando manca almeno un anno se non un anno e mezzo alle elezioni e soprattutto quando manca un programma condiviso, può provocare frizioni all’interno della coalizione.

Il programma va costruito attraverso una vasta consultazione che coinvolga le forze sociali (dai sindacati dei lavoratori a quelli dei datori di lavoro), le associazioni di categoria, i movimenti giovanili, i movimenti femminili, il mondo del cinema, della cultura, dello sport, eccetera. È molto importante riuscire a comunicare al Paese la forza dell’alternativa riformista e progressista che ispira il programma.

Definito il programma, si potranno organizzare le primarie, anche in pompa magna. La mia personale previsione è che esse saranno una corsa a due tra Elly Schlein e Giuseppe Conte. Se prevarrà, come io credo, il fair play ed entrambi i candidati sapranno suscitare l’entusiasmo dei grandi derby (politici), non è da escludere, come va ripetendo Matteo Renzi, che ai gazebo si presenteranno due/tre milioni di persone per votare l’uno o l’altra.

Da ora alle elezioni la parola d’ordine deve essere: unità! Se saremo “testardamente unitari” e inclusivi, in particolare con i giovani che sono i nuovi protagonisti di una politica di idee e ideali, potremo ragionevolmente credere nella vittoria.

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