Di Giorgia Meloni , la prima Presidente di un governo nazionale, le italiane si ricorderanno a lungo per avere deluso le aspettative riposte in lei .Colpa loro, però, che non hanno dato troppo peso al suo primo apparire , quando ricordò a tutti di appellarla ” Il Presidente” .
In realtà, c’era già in questa sua prima manifestazione il disegno di ciò a cui avrebbe improntato il suo mandato: omologarsi al potere maschile. E a questo presupposto si è attenuta sia in politica interna sia in politica estera come stiamo verificando anche in questi giorni, asservendosi a Trump. Il suo mantra è restare in sella e a questo fine non si fa scrupoli e se è il caso di rimangiarsi la parola, di dare versioni diverse a seconda dell’interlocutore, di ridicolizzare l’avversario, Meloni è pronta.
In queste ultime ore Meloni con l’avallo della senatrice Bongiorno è venuta meno ad un impegno preso con la Segretaria Nazionale del PD, che era stato solennizzato dal voto unanime dei deputati alla Camera. Di “tradimento“si è parlato e si può parlare a proposito delle nuove norme , siglate Bongiorno, contro il reato di violenza sessuale che cancellano il testo già unanimemente approvato riaprendo ,in occasione del passaggio della legge al Senato, a un processo in cui, come prima, la vittima abusata dovrà provare il suo dissenso agli atti perpetrati sul suo corpo. Se questo e’”tradimento”e lo è, di “tradimento” si può parlare in occasione di altri provvedimenti che in quasi 4 anni sono stati assunti ai danni delle donne, o non affrontando i problemi o peggiorandoli. Guardando al complesso delle scelte governative, appare il disegno di riportare le donne al passato o mantenerle in una condizione di subalternità. Secondo le analisi più aggiornate di ISTAT, la condizione lavorativa delle italiane fotografa che solo 1 donna su 2 lavora, che abbandona alla nascita dei figli, che precariato e part time sono donna, che a parità di mansione nei posti di maggiore responsabilità percepisce uno stipendio più basso, che sconta un 26% in meno di pensione (dati INPS). Con buona pace di tutti fervorino per combattere la denatalità, Meloni è del tutto indifferente alle esigenze di donne e famiglie quando taglia i fondi PNRR per la costruzione dei nidi e ai Comuni le risorse per il Welfare o quando aumenta l’ IVA su pannolini e prodotti per l’infanzia. Indifferente pure quando aumenta il prelievo fiscale alle donne sole o senza figli o quando taglia “Opzione Donna” come nell’ultima legge finanziaria.
Pezzo per pezzo, con la complicità di una Ministra per le Pari Opportunità e il coretto di una cerchia di vestali e padreterni in servizio permanente effettivo, conquiste di civiltà vengono smantellate o messe a rischio. Pure la legge n.194 sull’interruzione di gravidanza viene insidiata con il favore dato ad associazioni antiabortiste di essere presenti nei consultori al fine di intimidire le donne e incoraggiare all’obiezione ginecologi e personale. Sono insoddisfacenti, limitati nella durata e nella quantità i bonus, cui il governo ricorre per mettere toppe anziché costruire politiche pubbliche di lungo periodo. Sorrisi e scilinguagnolo non riescono più a nascondere le vere intenzioni, cresce la delusione tra le italiane. Il gioco è scoperto.
In Italia il patriarcato veste in tailleur, sventola chiome bionde e porta il rossetto.

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