Idroscalo De Filippis. Vittoria al TAR delle Associazioni: il Ministero della Difesa deve consegnare gli atti

Inizia sotto i migliori auspici l’incontro di oggi presso la sede de Il Cerchio per discutere tutti insieme, chiunque lo voglia, sulla smilitarizzazione e la fruizione pubblica dell’ampia area (39mila mq) dell’ex idroscalo di via Elorina e sottoscrivere un documento comune.

Il TAR Catania ha accolto il ricorso presentato dal Comitato Cittadino per la Riqualificazione e il Decoro Urbano di Siracusa e l’Associazione Porto di Siracusa Anna Maria Lepik avverso il silenzio diniego mantenuto dal Ministero della Difesa sulla richiesta di accesso ordinando allo Stato Maggiore dell’Aeronautica di esibire entro 30 giorni la documentazione richiesta e ha anche condannato il Ministero a rifondere le spese processuali liquidate in 1.500 euro oltre oneri accessori.

Una vittoria su tutta la linea!” è stato il commento dei legali Giovanni Randazzo, Corrado Giuliano e Umberto Di Giovanni.

Il ricorso era stato presentato il 14 luglio scorso per ottenere chiarimenti dal Ministero della Difesa e dallo Stato Maggiore dell’Aeronautica in merito alla modifica della scheda relativa all’ex idroscalo predisposto dalla società in house Difesa Servizi nell’avviso esplorativo per la formulazione di proposte di finanza di progetto per la cosiddetta “riqualificazione, valorizzazione e sfruttamento economico in concessione di vari asset immobiliari del Ministero della Difesa in uso duale militare-civile, da attuare mediante l’esclusivo impiego di capitali privati”. Tra gli asset sei idroscali compreso quello di Siracusa, l’unico di rilievo per cui, come abbiamo già scritto     https://www.lacivettapress.it/2025/11/14/idroscalo-de-filippis-allorizzonte-le-fauci-di-un-rti-che-preoccupa-non-meno-delle-nuove-funzioni-militari-prospettate/, non è stata ancora presentata alcuna proposta, a nostro giudizio proprio per l’opposizione delle associazioni dette, insieme a Legambiente e a non pochi cittadini.

Il primo avviso del 12 luglio 2024 in cui Difesa Servizi indicava una destinazione d’uso “logistica” e prospettiva “turistica-ricettiva/culturale è stato aggiornato riducendo sensibilmente l’area ‘valorizzabile’ dai privati ma soprattutto assegnando un ruolo operativo all’area come base alternata di atterraggio e rischieramento per elicotteri delle Forze Armate e altri assetti autorizzati, a causa del “mutato quadro internazionale”, e non più come ormai era da anni solo ‘base logistica’.

Su tale aspetto tanto l’Associazione Anna Maria Lepik quanto il Comitato per la riqualificazione e Legambiente avevano sollecitato l’Amministrazione a una riflessione pubblica sulla pericolosità di una tale variazione nel cuore stesso della città ma senza ottenere alcun adeguato riscontro, come se la problematica non fosse di alcun interesse per la cittadinanza.

I giudici amministrativi hanno respinto l’eccezione di inammissibilità sollevata da Difesa Servizi sulla legittimazione e sull’interesse a ricorrere riconoscendo invece ai ricorrenti i requisiti di rappresentatività, stabilità e “vicinitas”, quindi l’essere soggetti qualificati aventi un interesse concreto a intervenire nella procedura amministrativa collegato tra l’altro ai giudizi amministrativi già pendenti sulla stessa vicenda.

Il TAR ha chiarito che se Difesa Servizi ha soddisfatto la richiesta limitatamente al documento sulla perimetrazione,  per la parte restante l’amministrazione competente a rispondere era lo Stato Maggiore. Non avendo dato riscontro entro i termini, il suo silenzio-diniego è quindi illegittimo.

In un tema che tocca uso del demanio militare, valorizzazione e impatti sulla comunità locale, il TAR ribadisce così un principio fondamentale: quando l’accesso è funzionale alla tutela di interessi giuridici (anche in sede giudiziaria), l’amministrazione non può trincerarsi nel silenzio. Ora la partita passa alla consegna dei documenti, che potrebbe chiarire quali scelte e motivazioni abbiano guidato la modifica della scheda 27 e l’eventuale nuova cornice operativa dell’area.

Viene dunque riaffermato il principio della trasparenza amministrativa e del diritto di accesso e di partecipazione dei cittadini negli iter amministrativi, in questo caso in un dossier che intreccia valorizzazione economica, procedure di finanza di progetto e possibili profili di rinnovata operatività militare.

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