Ci sono persone che crediamo quasi eterne. Ci sono sempre state, ci hanno accompagnato nella crescita.
Perderle ci lascia attoniti, sgomenti, increduli.
È il caso della signora Maria – sì, basta questo, Maria Carrubba è stata questo per decenni e lo sarà sempre –, colonna della Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù.

Docente di Religione, catechista, instancabile collaboratrice di Padre Gallo – monsignore, parroco indimenticabile che ha visto nascere e crescere la Parrocchia, collante della comunità del Viale Zecchino, del quartiere con le sue attività economiche, con le sue associazioni… – e Padre Tanino Silluzio.
Intere generazioni sono state formate dal suo rigore morale, dalla sua compostezza, dalla sua fede solida (messa alla prova da dolori e perdite, che ne hanno temprato carattere e atteggiamento), unite a una dolcezza che stemperava la soggezione istintiva ispirata dalla sua figura, dallo sguardo penetrante e attento, dalla sua voce che ti guidava nella preghiera e nel canto.
Centinaia i messaggi di cordoglio sulla pagina Facebook della Parrocchia (https://www.facebook.com/SCuoreSiracusa): leggo nomi e parole di colleghi, amici, parenti, di frequentatori della parrocchia, di persone che in un modo o nell’altro hanno ricevuto qualcosa dall’incontro con una donna dalla fede e dalla schiena diritta. “… era una certezza andare in parrocchia e trovare il suo sorriso gentile e la sua disponibilità. Il Signore la accolga tra le sue tenere braccia e la ricompensi per il grande esempio di fede che ha seminato”; “… Ci ha seguito sempre, ogni volta che la salutavamo aveva sempre una parola di conforto. Mancherà tantissimo la sua presenza operativa in parrocchia. Adesso è tra le braccia del Padre, che ha sempre seguito e servito con immensa devozione”; “… Riposa in pace cara signora Maria, sempre affabile, tenera, simpatica con noi piccoli monelli educati a sacramenti e speranze di vita cristiana; che la terra ti sia lieve”. E potremmo continuare.
Partecipate e sentite le esequie, svoltesi venerdì 12 dicembre alle 19, in concomitanza con i Vespri di Santa Lucia – e per chi crede nelle Dio-incidenze nulla è casuale.
Mi si permetta una notazione personale: io e mia sorella Manuela portiamo il sigillo dei suoi insegnamenti: grazie. Grazie perché le generazioni contemporanee spesso non hanno un riferimento così apparentemente rigido ma sicuramente formativo, divinamente straordinario nell’umanità dell’ordinario. Grazie perché con Sant’Agostino possiamo pregare:
Signore, non ti chiediamo perché ce l’hai tolta, ma ti ringraziamo per avercela data. I nostri occhi pieni di lacrime sono fissi nei tuoi, pieni di luce. Coloro che amiamo e che abbiamo perduto non sono più dov’erano, ma sono ovunque noi siamo.

Commenti recenti