15 agosto, la chiesa cattolica festeggia l’assunzione di Maria vergine

Il 15 agosto la chiesa cattolica festeggia l’assunzione di Maria vergine. Ma a noi fin dal catechismo alla domanda se fosse stata assunta o morta il sacerdote sgusciava come un’anguilla. Ne parliamo con frate Alberto Maggi, teologo biblista dell’Ordine dei Servi di Maria.

Nella Chiesa c’è stata sempre tanta imbarazzata reticenza sulla sua fine e non si è mai osato parlare apertamente e chiaramente della sua morte. Anche nei documenti del Concilio Vaticano II, pur di non affermare chiaramente che Maria era morta si sono fatte acrobazie letterarie e usato la formula “finito il corso della sua vita terrena” (LG 59).

Poi le controversie sono cambiate?

Ci fu Giovanni Paolo II che nell’udienza del 25 giugno 1997, disse chiaramente, ed era la prima volta nella Chiesa, che la Madonna era morta, affermando anche che “l’esperienza della morte ha arricchito la persona della Vergine”.

Allora perché questa avversione?

La riluttanza a parlare di morte di Maria si doveva all’evidente contraddizione tra il dogma dell’Immacolata concezione e la dottrina del Peccato originale. Se la morte era entrata nel mondo a causa del peccato originale, Maria che ne era stata esentata non poteva morire. Così la chiesa ha preferito celebrare la fine di Maria con la festa detta della Dormizione, denominazione che dal settimo secolo, in occidente cambiò con Assunzione. Entrambe le definizioni intendevano affermare la stessa verità: la morte non ha interrotto il corso dell’esistenza di Maria, che continua a vivere nella pienezza della dimensione divina. Nell’icona della Dormizione, il Cristo glorioso guarda con tanta tenerezza il corpo della madre adagiato sul letto. In braccio Gesù tiene un neonato in fasce: è Maria. Secondo la fede dei primi cristiani la morte è il “giorno natalizio”, per cui non si muore mai ma si nasce due volte, e la seconda per sempre. Quando è nato Gesù, era la madre a tenerlo amorosamente in braccio, ora che è morta è il Figlio che la tiene teneramente tra le sue braccia.

Non pensa che questi resistenti dogmi non vorrei essere blasfemo, vogliono salvare capra e cavoli e far quadrare il cerchio per persone sempre più consapevoli, li allontanino dalla chiesa? A che serve, a chi giova credere in certe cose? Per chi crede alla buona novella e cerca di metterla in pratica secondo le proprie capacità, cosa cambia? Tutti questi significati poco chiari non rendono difficile avere fede?

È più semplice di quel che può sembrare superare tutto ciò. Sappiamo che l’esistenza continua in una dimensione che non è più quella della carne. Recita il prefazio della liturgia defunti: La vita non è tolta, ma trasformata. Con la morte i defunti non si allontanano ma si avvicinano la loro non è un’assenza, ma una presenza ancora più intensa. Essi continuano a collaborare all’azione del Creatore, comunicando vita.

Ma perché la chiesa si impegna così faticosamente a voler tenere in piedi concetti alcune volte contraddittori tra loro? Perché non affermare che alcuni passi, brani o episodi della bibbia andrebbero contestualizzati? Così il messaggio evangelico non uscirebbe snaturato anzi sarebbe più chiaro. Forse non si vuole mettere in dubbio l’infallibilità di ciò che è stato da sempre annunciato?

C’è l’ignoranza del clero, una formazione teologica debole, una conoscenza approssimativa della Scrittura, questa somma porta a tale risultato!

A mio parere, piuttosto che dotti bizantinismi, la chiesa oramai dovrebbe propagare il messaggio evangelico nella sua semplicità sena stravolgimenti. Penso che per il clero dominante rimane importante, nell’ottica patriarcale e misogina che ha dominato e purtroppo continua a dominare la chiesa, l’aver trasformato Maria in una donna diversa da tutte le altre. Una superdonna, senza peccato, in grado di partorire senza rendere impuro il bambino con il proprio sangue. Solo così si potevano stroncare le rivendicazioni e la pretesa di uguaglianza del tutto naturale fra e per ogni essere umano. Qual è la logica dello scrivere fiumi di inchiostro sulla santità di Maria quando nello stesso tempo si ritengono indegne tutte le donne del mondo rispetto alla celebrazione dei sacramenti? Qual è la logica di spedire Maria dritta in cielo, quando una donna comune non può diventare né prete, né vescovo, né cardinale, né Papa ma al limite può innaffiare i gerani del parroco e poco altro? Si è persa la vera statura di Maria donna, discepola e apostola di suo figlio Gesù.

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